PATTO DI STABILITÀ, SANITÀ, IMU, RISERVE ERARIALI: QUINDICESIMO CONFLITTO CON LO STATO.

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“La Giunta ha deliberato il quindicesimo conflitto nei confronti dello Stato”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, annunciando la presentazione di un ricorso davanti alla Corte Costituzionale contro la legge n. 228 del 24 Dicembre 2012. “É una legge – ha evidenziato il presidente- che rappresenta l’ennesimo tentativo di violare la nostra Autonomia, di negare alla nostra isola somme che ad essa spettano di diritto e di limitare in maniera ingiustificata la possibilità di utilizzare quelle già a nostra disposizione, “Prosegue senza sosta – ha evidenziato Cappellacci- un atteggiamento ostile dello Stato sulla questione legata al patto di stabilità perché non solo si ignorano le ripetute richieste di adeguamento alle nuove entrate, ma in più si stabilisce nella legge impugnata un sacrificio rispetto alla quota già considerata iniqua e oggetto di precedenti ricorsi. La legge – prosegue il presidente- introduce inoltre una disposizione particolarmente inaccettabile perché la Sardegna, che paga con fondi propri la Sanità, si vede imporre una trattenuta sulle compartecipazioni erariali legata alle spese per tale settore. C’è anche una nuova “cresta” – ha aggiunto Cappellacci- perché lo Stato che già tenta di riservare per sé, come abbiamo denunciato di recente, le somme derivanti dall’aumento delle imposte sui carburanti intende fare lo stesso per le maggiori entrate dovute alla lotta all’evasione. Se erano dovute alla Sardegna in origine, non possono non esserlo anche una volta scoperta l’evasione. Altrimenti – commenta Cappellacci- alla fine “l’evasore” diventa lo Stato nei confronti della Sardegna. La delibera odierna – spiega il governatore- dispone una nuova impugnativa anche contro l’IMU perché viola le attribuzioni costituzionali e statutarie della Sardegna e rappresenta il terzo tentativo di fare la “cresta” sui soldi dei Sardi: infatti introduce una nuova riserva su quella parte del gettito che invece spetta all’isola e ai suoi territori. Lo Stato persiste pervicacemente in un atteggiamento già dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionali che ritiene inapplicabili le riserve erariali perché – ha concluso il presidente- non sono previste nello Statuto sardo”.

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