ABBANOA, CAPPELLACCI A BRUXELLES INCONTRA DG CONCORRENZA UE

Si è tenuto a Bruxelles l’incontro tra il presidente della Regione Ugo Cappellacci e i rappresentanti della Direzione generale Concorrenza dell’Unione Europea per sostenere l’azione di risanamento e di ricapitalizzazione di Abbanoa. Il confronto, successivo a quello con l’ambasciatore della Rappresentanza Italiana presso l’Unione Europea, Nelli Feroci, ha consentito di svolgere un approfondimento circa il percorso intrapreso e i contenuti del piano di ristrutturazione per consentire la ricapitalizzazione dell’azienda. “Lavoriamo con costanza e determinazione – ha dichiarato il presidente Cappellacci – per superare le difficoltà e portare l’azienda sul binario dell’economicità, dell’efficacia, dell’efficienza e di un rapporto nuovo con i cittadini”. (red

UE: PRESIDENTE CAPPELLACCI, POLITICA AMBIENTALE E MERCATO UNICO RICHIEDONO STRATEGIA ENERGETICA UNITARIA E INNOVATIVA.

“Una politica ambientale europea richiede anche una strategia energetica comune e innovativa”. Lo ha dichiarato il presidente della commissione ENVE del Comitato delle Regioni UE e governatore della Sardegna, Ugo Cappellacci, in seguito alla discussione nella riunione odierna del parere intitolato “Rendere efficace il mercato interno dell’energia. “Se si intende accelerare il cammino verso gli obiettivi Europa 2020 e della tabella di marcia per il 2050 – ha sottolineato Cappellacci – occorre che il mercato interno dell’energia dell’Unione Europea, che dovrebbe essere completato entro il 2014, diventi integrato, flessibile e competitivo. Il mercato unico non può funzionare, infatti, se non ci sono interconnessioni adeguate. E’ quindi indispensabile, per garantire a tutti condizioni eque, mettere a disposizione delle regioni, anche di quelle ultra periferiche, la necessaria infrastruttura di rete così da avvicinarle a quelle che, oggi, sono all’avanguardia e hanno mercati dell’energia funzionanti e avanzati anche dal punto di vista ambientale. Una strategia energetica comune, innovativa, attenta ai risvolti di carattere ambientale – ha proseguito il presidente – é altresì condizione per arrivare a un effettivo mercato unico dell’Unione Europea. Tale indirizzo – ha concluso Cappellacci – deve anche prevedere una partecipazione attiva delle regioni e dei consumatori, le cui scelte, se improntate ad una maggiore consapevolezza, attraverso una efficiente azione di informazione, possono rappresentare un fattore di cambiamento importante riguardo ai costi, all’efficienza, alle tariffe energetiche

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UE, CAPPELLACCI: RINFORZARE RUOLO REGIONI ED ENTI LOCALI NELL’ATTUAZIONE DELLE POLITICHE COMUNITARIE.

“Occorre una maggiore valorizzazione del ruolo degli enti locali e delle Regioni nell’attuazione delle politiche comunitarie in materia ambientale, energetica e di riduzione delle emissioni”. Lo ha dichiarato il presidente Cappellacci, a margine della discussione sul parere illustrato stamane durante i lavori della Commissione ENVE (Ambiente, Energia e Cambiamenti Climatici) e riguardante la proposta del settimo Programma d’Azione per l’Ambiente. “Occorre puntare su iniziative – ha aggiunto il presidente – che stanno producendo risultati apprezzabili in materia di riduzione delle emissioni, efficienza e risparmio energetico e che quindi possono abbracciare anche altri settori, come la gestione dei rifiuti e l’inquinamento atmosferico. Per esempio – spiega Cappellacci – devono essere rinforzate azioni come il Patto dei Sindaci, che nella nostra isola vede la Regione coordinare le comunità locali nella redazione dei Piani di Azione per l’Energia Sostenibile. Occorre inoltre, – ha osservato il presidente – aumentare il senso di responsabilità e la sensibilità rispetto a scelte cruciali per il futuro europeo ed una vigilanza rigorosa sul perseguimento degli obiettivi

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ZONA FRANCA, CAPPELLACCI A BRUXELLES: “RICONOSCIMENTO GIUSTO PER COMPENSARE SVANTAGGI INSULARITA’ “

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“Chiediamo all’Europa un giusto riconoscimento che compensi lo svantaggio oggettivo derivante dalla condizione di insularità”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, dopo aver consegnato alla Rappresentanza Italiana dell’Unione Europea, a margine dell’incontro con l’ambasciatore Nelli Feroci, una copia delle richieste della Regione Sardegna alla Commissione Europea sull’attivazione delle zone franche. “Le imprese che operano in Sardegna – ha aggiunto il presidente- devono essere poste in condizione di operare alla pari con quelle della concorrenza italiana ed europea. Per questo occorre una misura, come la zona franca integrale, che controbilanci i maggiori costi sopportati per l’energia e i trasporti e che consenta alle imprese di avere l’ossigeno per superare la crisi e creare nuova occupazione. Condurremo questa battaglia – prosegue il presidente- in ogni sede nazionale e comunitaria. E’ una questione cruciale per ridare speranza ai territori, alle famiglie e a tutti gli attori del nostro sistema economico-sociale”.

Ricerca e innovazione, le azioni e i bandi.

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Una delle sfide dei prossimi anni sarà quella di creare le condizioni più favorevoli per sviluppare in Sardegna un vero e proprio “ecosistema dell’innovazione”, puntando su una stretta collaborazione tra imprese, università, centri di ricerca e istituzioni pubbliche. Tutti soggetti da coinvolgere su un obiettivo comune: trasformare i risultati della ricerca in nuovi prodotti e nuovi processi industriali, contribuendo così allo sviluppo dell’economia regionale e alla creazione di nuovi posti di lavoro.

L’ha sostenuto il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, nel coso della visita a Sardegna Ricerche, accompagnato dalla presidente, Maria Paola Corona.

“Proprio sulla ricerca, la Sardegna è la regione che, a livello nazionale, mette a disposizione più risorse proprie (circa 30 milioni di euro all’anno). Un percorso virtuoso – ha osservato il Governatore – che ha prodotto risultati significativi, come certificato dall’Index 2011, elaborato dal Boston Consulting Group, che ha individuato la Sardegna come la seconda regione italiana, dopo la Valle d’Aosta, per “e-Intensity”, l’indice che misura la diffusione e la rilevanza socio-economica di Internet sulla base della qualità delle infrastrutture e dell’accesso alla rete, della spesa per e-commerce e pubblicità online e dell’utilizzo attivo di Internet da parte di imprese, governi e consumatori. Un altro indicatore, il Regional Innovation Scoreboard 2012 (elaborato su base annuale dalla Commissione dell’UE), conferma la Sardegna tra le regioni europee più dinamiche nel campo dell’innovazione, registrando una crescita costante delle performance dell’Isola nel settore (da “modest-medium” nel 2007 a “modest-high” nel 2009 e “moderate-low” nel 2012)”.

“Non intendiamo, ovviamente, fermarci: il percorso sulla strada dell’innovazione richiede ancora sforzi significativi da parte di tutti, a cominciare dalle istituzioni regionali. Per rendere più competitivo il sistema economico regionale, la Giunta considera strategico favorire forme di aggregazione fra imprese e modalità di collaborazione sempre più forti fra imprese, università e centri di ricerca. In questo quadro si inserisce il ruolo di Sardegna Ricerche, l’agenzia regionale per la promozione della ricerca e il trasferimento tecnologico, che da un lato si è riavvicinata in questi ultimi anni con una nuova sensibilità al mondo delle imprese regionali, facendosi portavoce delle loro esigenze di innovazione, e dall’altro si è fatta carico di orientare l’attenzione  dei centri di ricerca isolani  verso la risoluzione dei problemi concreti delle imprese. I tre nuovi bandi di Sardegna Ricerche (Programma Reti per l’Innovazione, Programma Azioni Cluster Top-Down e Programma Azioni Cluster Bottom-Up) danno attuazione ad alcune linee di attività del POR FESR Sardegna 2007/2013 inerenti alla ricerca e all’innovazione”.

Con il primo bando si vuole  incentivare le imprese a unirsi fra di loro in “reti” per richiedere a centri di ricerca o fornitori di servizi di individuare lei soluzioni scientifiche e tecnologiche più adatte a risolvere problemi comuni alle diverse imprese. Per questi progetti è prevista l’erogazione di un aiuto finanziario alle imprese, dell’importo massimo di 200.000 euro. Con il secondo bando l’iniziativa è in capo agli organismi di ricerca regionali (p.e. università sarde, Porto Conte Ricerche, CRS4, AGRIS, sedi locali del CNR, etc.) che promuovono progetti di ricerca e sperimentazione per la soluzione di problematiche comuni a gruppi di imprese in settori individuati come strategici dalla Giunta regionale. Con il terzo bando, invece, i settori di interesse e le tematiche aggreganti sono individuati a partire dalle manifestazioni di interesse dei gruppi di imprese e degli organismi di ricerca. Il budget complessivo dei tre interventi ammonta a 9 milioni di euro (3 milioni per ciascun programma).

“In questi due anni di presidenza di Sardegna Ricerche ho fortemente voluto – ha spiegato Maria Paola Corona – che l’Ente si riavvicinasse alle problematiche ed esigenze di innovazione delle imprese regionali, nella convinzione che soltanto attraverso una forte accelerazione sulla strada dell’innovazione il sistema imprenditoriale sardo può uscire dalla crisi economica e ricominciare a creare posti di lavoro. Grazie al sostegno della Giunta del Presidente Cappellacci – ha sottolineato Corona – Sardegna Ricerche ha messo in campo una serie di strumenti orientati all’innovazione tecnologica delle imprese anche attraverso una più stretta collaborazione tra imprese, università, centri di ricerca e istituzioni pubbliche. Un altro settore sul quale Sardegna Ricerche ha rivolto l’attenzione è il mercato degli appalti pubblici: considerato che nel 2011 soltanto il 36%  delle imprese isolane si sono aggiudicate le gare bandite in Sardegna, abbiamo ritenuto importante creare uno strumento, lo Sportello Appalti, in grado di favorire un inversione di tendenza. Lo sportello appalti, operativo dall’ottobre 2012, fornisce servizi gratuiti di formazione, informazione e consulenza alle imprese sarde operanti nel mercato degli appalti pubblici o interessate a farlo”

SIAMO NATI AUTONOMIST​I E CONTINUERE​MO A PORRE BANDIERA SARDI PIÙ IN ALTO VESSILLI DI PARTITO

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Questa mattina è stata discussa (e bocciata) in Consiglio la mozione di sfiducia nei miei confronti. Ecco una sintesi del mio intervento.

Siamo nati autonomisti e continueremo ad essere qualcosa di diverso dal quadro politico nazionale con impegno, orgoglio, idee, passione e determinazione. Ho sottolineato come l’elemento autonomista non solo sia un fattore che ha determinato la nascita della coalizione di centro-destra e sardista, ma sia altresì quello che ha caratterizzato l’azione politica di questi anni. Per esempio, non é per un improvviso slancio di generosità che lo Stato ha versato alla Sardegna una parte delle somme dovute alla nostra isola, ma é per effetto dei nostri ricorsi alla Corte Costituzionale. Su questi temi  occorre il coraggio di compiere un riconoscimento reciproco e anche quello necessario a trovare la giusta unità perché questa partita non é ancora conclusa: dobbiamo giocare tutto un “secondo tempo” che si chiama patto di stabilità, ancora calibrato su parametri ormai obsoleti e precedenti alla riforma dell’art. 8 dello Statuto. Così come occorrono unità e coraggio per vincere una battaglia storica, rimasta senza soluzione per decenni: quella per la zona franca. Su questi ed altri temi abbiamo sempre posto sopra tutte le bandiere di partito un unico vessillo: la bandiera con i quattro mori, quella di tutti i Sardi. Non l’abbiamo ammainata o issata secondo le maggioranze che si sono alternate al Governo di Roma.

ZONA FRANCA: RACCOGLIAMO VOLONTA’ POPOLARE E CI RIVOLGIAMO A BRUXELLES

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“Raccogliamo una diffusa volontà popolare, certificata anche dai pronunciamenti di numerosi comuni della Sardegna e ci rivolgiamo a Bruxelles”.Così il presidente della Regione Ugo Cappellacci annuncia la prosecuzione delle iniziative per la zona franca e l’adozione da parte dell’Esecutivo della delibera di attivazione per la Sardegna e isole minori circostanti, indirizzata direttamente all’Unione Europea. “La delibera – evidenzia Cappellacci- non solo veicola la volontà popolare, ma fa riferimento al decreto legislativo 75/1998 che dà attuazione all’art. 12 dello Statuto Speciale. La comunicazione – evidenzia il presidente- tiene conto altresì della sentenza della Corte Costituzionale secondo la quale non spetta allo Stato modificare, integrare o dare esecuzione alle norme di attuazione delle leggi istitutive delle Regioni a Statuto Speciale. “Al contempo – ha aggiunto l’assessore dell’Industria Alessandra Zedda – la delibera prevede di comunicare alle autorità Europee e a quelle Doganali nazionale e regionale la volontà popolare di rendere immediatamente operative sul territorio dell’intera Isola le prerogative già individuate nel regolamento CEE (esattamente il n. 2913/1992 e nel relativo regolamento di attuazione n. 2454/1993, entrambi richiamati nel D.Lgs. n. 75/1998), con una perimetrazione coincidente con i confini naturali dell’Isola e delle sue isole minori circostanti. Tale iniziativa è finalizzata anche alla modifica dell’art. 3 del Regolamento n. 450/2008, visto che inserisce nello stesso articolo il territorio della Sardegna e delle sue isole minori circostanti quale territorio extradoganale dell’Italia, sicuramente omesso per errore materiale, e provvede a pubblicare questa integrazione sulla prossima Gazzetta Ufficiale della Unione Europea”. 

Un decreto per ribadire quanto previsto dalla legge e salvare i chioschi.

Abbiamo formalizzato con un decreto quanto già previsto dalle norme vigenti. Questo perché siamo convinti che non si debba lasciare nulla di intentato

“Sardi in testa”: Il mio intervento a Nuoro.

Profondo rispetto per la decisione del Papa.

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La notizia delle dimissioni di Benedetto XVI mi ha rattristato e lasciato sgomento. Ho avuto modo di conoscere il Papa in occasione della sua visita a Cagliari, e successivamente, nel 2009, l’ho rincontrato nuovamente a San Pietro in occasione del pellegrinaggio di ringraziamento per la sua visita in Sardegna; nella mia memoria resterà indelebile il ricordo delle sue parole di speranza e del suo messaggio di fede. Del suo Pontificato ci rimarrà la strenua difesa della Chiesa, della Verità e dei legami inter-religiosi, oltreché dei valori del Cristianesimo: insegnamenti forti, come il suo coraggio nel prendere una decisione sofferta e difficile, che merita il nostro massimo rispetto”.

Ugo Cappellacci