Flotta sarda: lavoriamo ad iniziativa stabile e duratura.

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“Per la flotta sarda stiamo lavorando ad una soluzione strutturale e di lungo periodo, nello spirito della legge istitutiva. Siamo consapevoli dei tempi necessari, delle difficoltà e della manifesta ostilità a questo progetto da parte di chi intende mantenere antichi privilegi e un sistema di trasporti marittimi che, per usare un eufemismo, per decenni ha penalizzato l’Isola e i Sardi, ma continuiamo a lavorare quotidianamente affinché al più presto le navi con i quattro mori ritornino ad assicurare quella continuità territoriale e quella qualità dei servizi che é stata sempre negata. Per questo ogni nostra mossa sarà calibrata al fine di mettere al riparo un percorso virtuoso e un’azione di liberazione della Sardegna dalle catene arrugginite dei signori del mare, dagli attacchi dei nostalgici del sistema Tirrenia e di uno Stato centrale che in questa battaglia,come in altre, si é schierato dall’altra parte della barricata, contro le regole del libero mercato e incurante della necessità, per noi vitale, di superare la condizione di insularità”.

Ugo Cappellacci

DIMEZZARE ASL NON SIGNIFICA TAGLIARE I SERVIZI, MA COSTRUIRE SANITA’ A MISURA DI CITTADINO.

“Il dimezzamento delle ASL non significa tagliare i servizi sanitari ai vari territori, ma l’esatto contrario: razionalizzare la spesa pubblica e la macchina amministrativa per destinare maggiori risorse ed energie a garantire il diritto fondamentale alla salute”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, rispondendo alle polemiche suscitate in Gallura dal punto del patto di governo riguardante il dimezzamento delle ASL. “La sfida – ha aggiunto il presidente- è quella di costruire un sistema sanitario che sia più a misura d’uomo e meno a misura della politica e della burocrazia. Su questo obiettivo – ha aggiunto il presidente- sono convinto che la nostra volontà possa incontrare quella dei rappresentanti galluresi in generale e rappresentare una risposta efficace alle istanze che provengono dalla collettività”.

Cappellacci propone al ministro Barca il contratto istituzionale per la strada statale 125

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“Occorre adottare uno strumento efficace, che consenta di dare corpo alla giusta e leale collaborazione tra istituzioni e maggiori garanzie sui tempi per il completamento della strada statale 125”. E’ la richiesta rivolta dal presidente della Regione, Ugo Cappellacci, al ministro della Coesione Territoriale, Fabrizio Barca. “Analogamente a quanto accaduto nelle scorse settimane per la Sassari-Olbia – ha aggiunto il presidente- la firma di un contratto istituzionale di sviluppo per la strada statale 125 rappresenta lo schema idoneo a dare al territorio, con concretezza, le risposte auspicate riguardo ad un’opera che deve essere portata a termine. Le azioni per il superamento del divario infrastrutturale e per perseguire quella continuità territoriale interna, tra i territori della Sardegna, richiedono la massima attenzione, il più alto livello di condivisione tra istituzioni e l’adozione di tutte quelle misure che possono contribuire ad accelerare i tempi e a lavorare senza soluzione di continuità”.

Zona franca: su extradoganalità insistiamo sia con Roma che con Bruxelles.

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“Se da un lato la Commissione Europea comunica che i termini per l’applicazione del codice doganale aggiornato potrebbero essere rinviati a dopo il 24 giugno 2013, dall’altro non può sottrarsi alla vera questione posta dalla Sardegna: non chiediamo il riconoscimento di ciò che spetta già all’isola per via delle leggi vigenti, ma la qualifica di zona franca extradoganale, come Livigno e Campione d’Italia che beneficiano di questo strumento”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, dopo aver ricevuto la risposta di Heinz Zoutek, direttore generale per la Fiscalità e l’Unione Doganale, sulla comunicazione inviata dallo stesso governatore all’Unione Europea. “Sulla questione esattamente come ci siamo rivolti allo Stato – evidenzia il presidente che nei giorni scorsi ha inviato una missiva al presidente Monti una richiesta di intervento e la documentazione redatta dalla Giunta-, ci rivolgiamo a Bruxelles. La nostra rivendicazione prosegue pertanto su entrambi i piani – spiega il presidente-: su quello nazionale e su quello comunitario. Chiediamo piena e concreta effettività per quello che e’ un nostro diritto e che sarebbe una giusta compensazione per lo svantaggio oggettivo dell’insularità”.

Ribellione contro un patto di stabilità ingiusto e oppressivo.

“La Sardegna è pronta a liberarsi dall’inaccettabile giogo del patto di stabilità con l’adozione di una legge regionale. Condividiamo le preoccupazioni manifestate dal collega del Veneto Zaia e invitiamo anche le altre Regioni, sia quelle speciali che le ordinarie, ad adottare una legge che alzi il livello del conflitto nei confronti di uno Stato ancora sordo alle istanze provenienti dai territori e, per quanto ci riguarda, anche ai pronunciamenti della Corte Costituzionale. La Sardegna soffre questo problema in misura maggiore rispetto ad altre realtà perché i parametri del patto di stabilità sono ancora legati al precedente regime sulle entrate erariali. Dobbiamo liberarci da un nodo che immobilizza la pubblica amministrazione e impedisce di spiegare pienamente le vele delle azioni destinate alle famiglie, alle imprese, al lavoro e ai territori”

Ugo Cappellacci

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Un patto di azione autonomista.

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“Un patto di governo per rinforzare la nostra azione autonomista, le riforme, le iniziative a sostegno della famiglia e delle imprese. E’ questo lo spirito dell’assestamento programmatico della Giunta regionale. Dopo aver cercato invano il dialogo con lo Stato e aver visto le nostre ragioni riconosciute in sede giurisdizionale, daremo luogo ad una vera e propria ribellione contro quel patto di stabilità che vincola la nostra azione amministrativa : adotteremo una legge regionale per rivedere i vincoli e liberare così le risorse disponibili per le imprese, le famiglie e i territori. Prosegue anche il percorso avviato sulle riforme: oltre ad abolire le province, taglieremo i consigli di amministrazione, dimezzeremo le ASL e i consorzi. E’ prevista anche una serie di misure volte finalizzate a sostenere la famiglia e l’impresa, ad iniziare dalla restituzione dell’IMU ai nuclei che hanno un reddito ISEE inferiore ai 20 mila euro, dal reddito di comunità per 10 mila disoccupati che non fruiscono di altre forme di integrazione del reddito e dai crediti di imposta per nuove assunzioni a tempo indeterminato. Il patto prevede il potenziamento del microcredito (altri 47 milioni di euro) e l’apertura di tale strumento alle imprese agricole. Circa due milioni di euro saranno destinati all’istituzione dell’agenzia delle entrate sarda, per liberare i sardi dal giogo di Equitalia, e all’avvio di quella che è una vera e propria innovazione: la moneta complementare.
Confermiamo anche l’iniziativa di forte rivendicazione per la zona franca integrale. Inoltre stiamo predisponendo il varo di un piano straordinario per il lavoro e i giovani (tra i 50 e i 70 milioni di euro di risorse già disponibili da riprogrammare) destinato a potenziare le iniziative per l’apprendistato, i tirocini formativi presso le imprese e lo sviluppo dell’imprenditorialità giovanile e femminile. Proseguiamo nel segno della rivendicazione dei diritti dei sardi, dell’azione concreta al servizio delle famiglie, dell’impresa e dei territori e della responsabilità”.

Ugo Cappellacci

Presentazione del Patto di governo per la Sardegna.

Zona franca, battaglia con l’Ue

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Questa è l’intervista pubblicata oggi da “L’Unione Sarda” sul tema della zona franca integrale

Il governatore risponde alle critiche e annuncia nuove iniziative forti sul patto di stabilità
Zona franca, battaglia con l’Ue
Cappellacci: «Pronti a ricorrere in ogni sede per ottenerla»

Sarà guerra con l’Ue, se non concede la zona franca: a costo di percorrere la strada dei ricorsi giudiziari. Ugo Cappellacci rilancia e ribatte a chi, come Francesca Barracciu del Pd, critica le sue mosse sul tema: «È una battaglia di alto valore – dice il governatore – e fondamentale per l’Isola».
A che punto è la procedura?
«Abbiamo chiesto all’Ue la modifica del codice doganale, siamo in attesa di risposta. Ho sollecitato Monti ad attivarsi per la nostra istanza, e chiesto a Antonio Tajani, vicepresidente della commissione Ue, di aiutarci a incontrare il commissario alla fiscalità, Algirdas Semeta».
Perché l’Europa dovrebbe darci ragione?
«La fonte della nostra richiesta è lo Statuto speciale sardo, che ha rango costituzionale e precede la nascita della Comunità europea. Abbiamo comunicato l’attivazione della zona franca in base a quella norma».
Avete consultato esperti esterni all’amministrazione?
«No, il tema è stato ben verificato dai nostri uffici legali. La battaglia è per compensare gli svantaggi dell’insularità: la zona franca consentirebbe alle imprese sarde di competere davvero. Chiediamo di essere considerati territorio extradoganale, esente da dazi, accise, Iva: attireremmo così anche altri investimenti dall’esterno, creando reddito e lavoro».
E i vantaggi per i consumatori, su carburanti e beni vari?
«Se otterremo il risultato della zona franca integrale, come noi chiediamo, ci saranno anche quelli, benché non su tutti i beni di consumo. Come a Livigno e a Campione d’Italia».
Lei parla di zona franca integrale e richiama lo Statuto speciale, che però ipotizza “punti franchi”. Una contraddizione?
«No, riteniamo che ciò che noi chiediamo sia perfettamente assimilabile con la finalità dell’articolo 12 dello Statuto, la compensazione dell’insularità».
Monti a Cagliari, in campagna elettorale, non è sembrato ottimista sulla zona franca.
«La sua impostazione non ci piace. Perciò mi rivolgo all’Europa. E chiedo a chiunque abbia responsabilità di collaborare per una battaglia storica».
I comitati spontanei la accusano di non fare abbastanza.
«Tutto quello che si poteva fare è stato fatto. Attenti a non fare solo chiasso e confusione».
Non avete creato aspettative eccessive? Testate nazionali hanno scritto che nell’Isola dal 24 giugno non si pagherà l’Iva…
«Non è così, mai detto niente di simile: l’ho spiegato a chi ha creduto a versioni non ufficiali».
La data del 24 giugno è quella dell’entrata in vigore del codice doganale europeo. Se la battaglia non si vince entro quel giorno, è persa per sempre?
«No. Noi chiediamo che, prima di allora, l’Ue modifichi il codice inserendo la Sardegna tra i territori extradoganali. Diversamente, siamo pronti a seguire altre vie e a ricorrere in tutte le sedi giurisdizionali».
L’europarlamentare Barracciu dice che i tempi per emendare il codice sono scaduti.
«Vale per l’Europarlamento. Ma non riteniamo scaduti i tempi per un intervento della Commissione europea, che corregga nel codice l’errore materiale dell’esclusione della Sardegna».
Sono extradoganali isole piccolissime, o la Groenlandia ma con gli stessi abitanti dell’Ogliastra. Non aree con un milione e mezzo di anime.
«Pensiamo comunque che ci siano le ragioni per compensare gli svantaggi di un’isola per altro molto lontana dal continente».
Altra obiezione diffusa: i nove decimi dell’Iva vanno alla Regione, eliminandola non potremmo finanziare la sanità.
«Falso problema. Con la zona franca crescerebbe il Pil della Sardegna, maggiori compartecipazioni di altri tributi compenserebbero il calo dell’Iva».
È d’accordo con chi dice che, per gestire il tutto, servirebbe l’Agenzia sarda delle entrate?
«Tanto d’accordo che sarà tra i punti del rilancio programmatico che proporrò alla Giunta».
Allora perché il primo atto di questa legislatura fu l’abolizione dell’Agenzia voluta da Soru?
«Era un’impostazione diversa. Quella serviva a riscuotere le tasse sul lusso, noi vogliamo che la Regione gestisca le sue entrate e si sostituisca a Equitalia».
Ma perché solo a un anno dalla fine della legislatura? È partita la campagna elettorale?
«Forse era meglio farlo ieri che oggi; di sicuro è meglio oggi che domani. Puntavamo sul rapporto leale con lo Stato su vertenza entrate e federalismo fiscale, che prevedeva il riequilibrio dell’insularità. Ma il governo non è stato leale e abbiamo dovuto studiare altre strade».
Novità sulla trattativa per rivedere il patto di stabilità?
«Annuncerò iniziative forti nel programma di fine legislatura: è quello il cancro del sistema, il vero tappo dello sviluppo».
Giuseppe Meloni

Zona Franca: le lettere a Monti e Tajani.

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“Come preannunciato, ho scritto al presidente del Consiglio dei Ministri, Mario Monti, per sensibilizzarlo sul tema della zona franca in vista del vertice europeo del 14 Marzo. Dopo aver illustrato le iniziative intraprese dalla Regione, ho sottolineato che la modifica del nuovo codice doganale comunitario è parte integrante della più ampia vertenza che la Regione sta portando avanti per l’effettivo riconoscimento della condizione insulare, dei gravi svantaggi permanenti in termini di maggiori costi rispetto ad altri territori nazionali ed europei, ulteriormente acuiti dalla grave e perdurante crisi che colpisce il nostro apparato produttivo.
Ho chiesto al presidente del consiglio un qualificato intervento che richiami l’attenzione dei massimi vertici comunitari sul tema del rispetto dei principi sanciti dall’art. 174 del Trattato di Lisbona finalizzato a promuovere uno sviluppo armonioso dell’insieme dell’Unione realizzando il rafforzamento della sua coesione economica, sociale e territoriale e riducendo il divario tra i livelli di sviluppo delle varie regioni ed il ritardo delle regioni meno favorite. Ho sollecitato inoltre un’iniziativa per favorire un urgente incontro di approfondimento ed un confronto tecnico con gli uffici della competente Commissione europea in materia di codice doganale.
Inoltre mi sono rivolto nuovamente anche al vicepresidente della Commissione Europea, Tajani, al quale con una missiva ho chiesto un intervento per meglio rappresentare al Commissario Šemeta (al quale ho scritto nelle scorse settimane) le esigenze della Sardegna e poter quindi organizzare quanto prima l’incontro richiesto”.

Ugo Cappellacci

IL PATTO DI COALIZIONE RIPARTA DA UN IMPEGNO STRAORDINARIO E NON DA LOGICHE DI CONSERVAZIONE

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“Il rilancio della coalizione e dell’azione di governo non può certo essere vanificato da logiche spartitorie e di pura e semplice conservazione di posizioni di potere, ma deve essere il segnale di un impegno straordinario sui temi centrali della nostra azione politica. Deve essere concretamente percepibile un impegno sempre più forte sui temi autonomistici e una vera e propria ribellione contro quei gioghi, come il patto di stabilità, che impediscono alla Sardegna di determinare il proprio futuro e che penalizzano le imprese, le famiglie e i territori. Sul punto occorre arrivare ad un’iniziativa rottura con uno Stato nega l’allentamento dei vincoli del patto, anche attraverso un provvedimento legislativo. Un ulteriore scatto in avanti, che segni una discontinuità con i decenni passati, è necessario sulle riforme e i tagli dei costi della politica che con orgoglio la nostra isola ha avviato prima di qualsiasi altra realtà nazionale. L’attuazione della volontà referendaria deve essere il punto di partenza di un processo che ridimensioni radicalmente, eliminando rendite di posizione obsolete, i costi della politica, gli sprechi e le inefficienze della pubblica amministrazione. Altro cardine di quello che deve essere un nuovo patto con i sardi è il sostegno alla famiglia e alle imprese, oggi gravate da un peso fiscale opprimente, aggravato perfino dall’imposta sulla prima casa, che impedisce alle stesse di rialzarsi dalle macerie della crisi economica internazionale. Occorre proseguire e rilanciare anche le azioni dedicate non alla gestione del quadro esistente, ma alla creazione di nuove opportunità per l’impresa e per il lavoro, e alle iniziative che valorizzino il capitale umano della nostra Isola. Questi sono solo alcuni temi di un assestamento che deve essere l’esatto opposto di un arroccamento. Una carica forte, determinata e coraggiosa verso i problemi della nostra isola, accanto a chi oggi come imprenditore, lavoratore, studente, genitore, disoccupato si trova ogni giorno a fronteggiare gli effetti della crisi economica”.
Ugo Cappellacci