«Lo Stato sia leale con l’Isola» (L’Unione Sarda)

Cappellacci a Letta: più confronto sul Patto di stabilità
Ieri a Roma il presidente Cappellacci ha chiesto al governo il rispetto degli accordi su Vertenza entrate e Patto di stabilità: «Dateci quanto ci spetta».
La Regione non molla la presa. Sulla Vertenza entrate e sul Patto di stabilità chiede al governo di rispettare gli accordi. Lo fa nel giorno in cui la Conferenza delle Regioni ha incontrato il premier Enrico Letta a Palazzo Chigi. Il governatore Ugo Cappellacci ieri a Roma ha rivolto un appello al presidente del Consiglio: «Occorre ripristinare la leale collaborazione istituzionale e affrontare le questioni specifiche di ciascuna Regione». E la Sardegna ha assoluta necessità da un lato di ottenere il miliardo e 400 milioni di cui lo Stato è debitore al dicembre del 2012 (nonostante il pagamento di 500 milioni relativi all’Iva), dall’altro di rivedere i parametri del Patto di stabilità per rendere spendibili quei fondi con meno vincoli per rilanciare il sistema.LA RICHIESTA «In particolare», ha spiegato Cappellacci, «per quanto riguarda l’Isola esistono questioni molto urgenti, come la Vertenza entrate: mentre la Regione si è accollata la spesa sanitaria, rispettando i patti stretti nella precedente legislatura, lo Stato ancora deve fare la sua parte e versare alla Sardegna, per intero e non solo in parte, le somme dovute. Negli ultimi anni, su questo punto, abbiamo assistito a delle prese in giro e a una sleale mancanza di collaborazione. A questo si aggiunge la necessità di sciogliere il nodo del patto di stabilità, il cui mancato adeguamento rischia di vanificare ogni risultato perché impedisce all’amministrazione di poter utilizzare le somme a disposizione per le azioni destinate alle famiglie, alle imprese e ai territori». FIDUCIA In chiusura di intervento Cappellacci è parso fiducioso: «Prendiamo atto di un’apertura dell’esecutivo nazionale nei confronti delle Regioni, che chiedono di essere partecipi e protagoniste delle politiche per la ripresa, per le riforme e per ridare centralità all’Italia in Europa. Allo stesso tempo però auspichiamo di poter entrare quanto prima nella fase operativa affinché la questione sarda possa finalmente avere lo spazio che merita, con scadenze certe, nell’agenda politica nazionale». Letta non è entrato nello specifico del caso Sardegna, ma ha manifestato la volontà di tenere aperto il dialogo con le Regioni per avviare, tra l’altro, un coordinamento della finanza pubblica con specifico riferimento al federalismo fiscale.L’INCONTRO Il governatore ha poi incontrato il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia, in vista della nuova distribuzione dei fondi comunitari Fas (quelli per le aree sottoutilizzate) per il periodo dal 2014 e il 2020. Cappellacci ha ricordato anche all’esponente del governo la necessità di una revisione del Patto di stabilità: «Come certificato dall’allora ministro Fabrizio Barca, siamo i terzi in Italia per velocità di spesa per quanto riguarda i fondi europei di sviluppo regionale, con un importante recupero in questa legislatura», ha spiegato Cappellacci a Trigilia che invitava le Regioni a concentrare la spesa su obiettivi mirati. «È assurdo che l’Europa invogli a spendere e lo Stato da un lato chieda impegni giuridicamente vincolanti per l’impegno dei fondi e dall’altro blocchi la Regione con i vincoli. È il momento», ha concluso il governatore, «di correre per un riposizionamento dell’Italia in Europa, che passa anche dalla ripresa del Mezzogiorno e della Sardegna».Lorenzo Piras

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