Migranti: senza controlli e razionalità, l’accoglienza diventa altro.

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Involontariamente Pigliaru ha ammesso di non aver fatto nulla, promette di fare per il futuro e nel frattempo continua a restare alla finestra ad osservare l’opera delle prefetture, dei comuni e dei volontari. Qualcuno dovrebbe spiegargli che il volontariato dovrebbe avere un ruolo supplementare, integrativo rispetto a quello delle istituzioni e non sostitutivo e, nel caso di specie, unico. Senza razionalità, governo e controllo l’accoglienza diventa altro e penalizza sia i migranti sia le comunità sarde. Ciò significa che bisogna conoscere bene i numeri, senza parlare a sproposito di “sopravvalutazione”, e disporre strumenti, risorse e mezzi adeguati ad affrontare la situazione, senza perpetuare il vergognoso scaricabarile sulle spalle dei sindaci, delle forze dell’ordine e dei volontari. Poiché ci troviamo dinanzi ad un esodo di proporzioni bibliche, è impensabile che la questione venga affrontata solo dalle amministrazioni locali, mentre Governo e Giunta regionale mantengono un atteggiamento pilatesco. Né è pensabile, visti i numeri, che la riposta sia solo nell’accoglienza. Poiché è utopistico trasferire qui intere popolazioni, occorre che l’aiuto avvenga nei paesi di provenienza, portando lì sostengo, politiche per lo sviluppo, per le infrastrutture, per la tutela della persona umana. Proseguire questa politica significa lanciare un pessimo messaggio verso le altre sponde del Mediterraneo, che più o meno suona così: “Scafisti, continuate pure”. Invece bisogna interrompere questo circuito di vendita di esseri umani, di morte, di disperazione. Ancor più grave è quanto sta avvenendo in Sardegna: è illogico portare qui masse di persone dirette altrove, porre nuovamente il mare tra esse e la loro meta e scaricare le tensioni sui territori. Questo non soddisfa nessuna esigenza umanitaria, è contrario ai nostri principi e degrada la Sardegna dalla sua vocazione di crocevia a quella di muro dell’Unione Europa sul Mediterraneo. Finora la Giunta regionale è rimasta inerte ed immobilista e la maggioranza ha pensato di liberarsi dalle proprie responsabilità tacciando di razzismo chiunque osasse sollevare dubbi sulla pessima gestione politica dell’accoglienza da parte di un esecutivo che la lasciato soli i migranti, i Comuni, le forze dell’ordine e i volontari. Noi chiediamo al presidente della Regione di ripartire dalla proposta dell’ANCI, ovvero quella di richiedere subito la convocazione di un nuovo confronto Stato-Regioni, e di affrontare la situazione con un coinvolgimento pieno e con il rispetto degli impegni da parte del Governo e dell’Unione Europea. Nella sostanza sono gli stessi concetti espressi nella mozione proposta da Forza Italia e respinta mesi fa dalla maggioranza. Noi abbiamo fatto le nostre proposte responsabilmente anche dai banchi dell’opposizione. Ora chiediamo a chi governa di dimostrare responsabilità, di fare proposte, di saper ascoltare e di porre fine ad una lunga fase di immobilismo.

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