Sanità: nessuna lezione da Soru & c.

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“E’ sintomatico che ad una chiamata rivolta ad Arru (la richiesta dei consiglieri di FI di andare in Commissione per riferire sui conti della Sanità) risponda Soru Renato. Ricordo al presidente Soru che negli ultimi undici anni ha governato la Sardegna per sei anni e mezzo: prima come presidente e poi tramite un suo ex assessore”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, replica alle dichiarazioni del segretario regionale del Partito Democratico. “Basta questo dato per dimostrare che il trucco di dire che il debito di oggi è colpa di chi c’era prima è una finzione ed un boomerang. Si potrebbe facilmente argomentare che allora il debito dei precedenti cinque anni è stato causato da lui e dalla sua Giunta e poiché lui c’era prima e c’è anche oggi da un anno e mezzo, per interposta persona, sarebbe comunque sconfitto dal suo stesso ragionamento. Non possiamo non notare che il segretario del PD quando parla di 400 milioni si riferisce ad una cifra stimata dal CIPE, ma dimentica che quelli sono i soldi che lo Stato dovrebbe prevedere per la Sanità sarda. Invece, a causa dell’accordo Prodi-Soru del 2006, la Sanità sarda è passata subito a carico della Regione, mentre gli impegni dello Stato centrale nei confronti dell’isola furono rinviati “a babbu mortu”. Ora, dopo quasi due anni di Governo per interposta persona o per interposte persone, visto che anche l’assessore è di “creazione” soriana, il presidente non eletto è ancora al “faremo”, al “cercheremo di”. Noi possiamo citare qualche fatto: ad esempio  i dati della Corte dei Conti, riferiscono di una riduzione della spesa farmaceutica dal 2011 al 2013 di oltre il 16% – da 87,4 a 73,2 milioni di euro. I dati dela Giunta Soru-Pigliaru-Arru invece sono disastrosi, come riportato ampiamente anche dalla stampa regionale in questi giorni, fino a portare la Sardegna ad essere la peggiore Regione d’Italia. La nostra Giunta – osserva Cappellacci- ha operato un taglio ai costi superflui senza intaccare i servizi sanitari, anzi migliorandone la qualità generale e, a differenza di quanto avvenuto in altre Regioni, senza far pagare il ticket sulle ricette, che, anche se il dato spesso non viene considerato quando si fanno le classifiche sui media nazionali, incide sulla spesa lorda tra il 13% e il 15,2%. L’auspicio è che quest’opera venga fatta propria e portata avanti anche dall’esecutivo in carica in nome di principi che vanno al di là delle appartenenze partitiche”.

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