PIGLIARU & C. SBAGLIANO I CONTI E PRENDONO I SOLDI AI COMUNI.

paci

I grandi economisti che guidano la Regione hanno sbagliato ancora una volta i conti. Per quasi due anni hanno raccontato la bufala che, grazie alle loro “serie interlocuzioni” con il Governo, la Sardegna avrebbe ottenuto la disponibilità di molte più risorse rispetto al passato. Lo hanno ripetuto con ostinazione (e con una notevole faccia tosta) tutte le volte che l’opposizione ha fatto una semplice obiezione: se ci sono risorse in più, perché continuate a tagliare dappertutto, comprese le voci di bilancio che incidono nella carne viva della nostra comunità? Niente, loro dovevano avere ragione per dogma.  La verità è che non solo non hanno ottenuto nulla, ma, a causa dell’accordo Pigliaru-Padoan, la Sardegna ha perso centinaia di milioni di euro. Ha perso anche le armi che aveva a disposizione per difendere i diritti dei sardi: questi “scienziati” infatti hanno fatto un generoso omaggio a Renzi, ritirando i ricorsi alla Corte Costituzionale promossi dalla nostra Giunta. Per intenderci, così rispondiamo anche ai “gorilla” della Giunta che ci attaccano con abbondanza di insulti e carenza di argomenti, gli unici soldi delle entrate arrivati in Sardegna sono proprio quelli ottenuti grazie ai nostri ricorsi e alla diffida inviata con ufficiale giudiziario dal sottoscritto al Governo Monti. Fino ad allora il celebratissimo accordo Prodi-Soru del 2006 era rimasto lettera morta. O, meglio, erano rimasti lettera morta gli impegni dello Stato perché nel frattempo questi “geni” (Pigliaru all’epoca era assessore del patron di Tiscali) avevano accettato una condizione, che si è rivelata una fregatura: mentre gli impegni dello Stato erano differiti nel tempo, la Sardegna si è caricata subito sulle spalle i costi della continuità territoriale e della Sanità.

La questione che vorrei trattare oggi ha origine proprio dalla Sanità. Dopo aver commissariato anche l’ultima branda rimasta incustodita in qualche androne per sfamare la sete di potere di una maggioranza composita ed eterogenea, dopo ciarlato per un anno e mezzo del passato, Pigliaru si è dimenticato di lavorare per il presente e per il futuro. Così si trova chiuso in un angolino e tenta di recuperare con l’annuncio della riduzione ad una sola ASL, come se l’annuncio avesse una portata taumaturgica.

Anche qui dopo due anni i baroni della Giunta non hanno prodotto nessun risultato. La spesa sanitaria, nonostante i proclami e i tentativi di mascherare la realtà, non è diminuita di un solo centesimo.

Anzi, i segnali sono preoccupanti e danno l’immagine di una Giunta che non ha la situazione sotto controllo. Per rispondere nuovamente alle obiezioni dei “gorilla” di Pigliaru noi invece possiamo ricordate qualche fatto: ad esempio  i dati della Corte dei Conti, riferiscono di una riduzione della spesa farmaceutica dal 2011 al 2013 di oltre il 16% – da 87,4 a 73,2 milioni di euro. I dati della Giunta Soru-Pigliaru-Arru invece certificano il fallimento della politica degli annunci e sono disastrosi, come riportato ampiamente anche dalla stampa regionale in questi giorni, fino a portare la Sardegna ad essere la peggiore Regione d’Italia. Ricordo anche che noi non abbiamo messo nessun ticket, mentre la giunta attuale sta pensando di introdurlo. Questa la dice lunga su quanto loro stessi confidino sulla capacità di ridurre la spesa. Mettono le mani nelle tasche dei cittadini e poi fanno finta di aver risollevato loro la situazione. Applauso, lode e bacio accademico!

Hanno fatto male i conti e così sono costretti a togliere 50 milioni di euro ai Comuni sardi (VEDI FOTO), prendendoli dal fondo unico per coprire le spese della Sanità. In cambio, i sindaci hanno avuto un pezzo di carta, una garbata lettera di un assessore di Paci che assume – lui, eletto da nessuno, e non il presidente- “l’impegno politico” di ripristinare gli stanziamenti l’anno prossimo.

Per intenderci, è lo stesso assessore che nel primo assestamento di bilancio tagliava tutto del 10% e diceva che avrebbe restituito tutto con la Finanziaria successiva, ma sappiamo come è andata.

E’ lo stesso assessore che, con i suoi artifici contabili, ha fatto perdere un anno ai medici specializzandi sardi, perché ha dimenticato di mettere i soldi nel bilancio.

Sulla credibilità di certe promesse, pertanto, possiamo dire di avere un’opinione consolidata e purtroppo confortata dai fatti.

La sottrazione di 50 milioni di euro ai Comuni della Sardegna purtroppo non è un fatto isolato.

La Giunta Pigliaru è la stessa che ha fatto arrivare solo due settimane fa ai sindaci i soldi per la 162.

Ha negato fino a una settimana fa i soldi per le povertà estreme.

Con una delibera si è ripresa altri 40 milioni che erano destinate alle opere pubbliche nei paesi e nelle città della Sardegna per utilizzarli per la manutenzione degli immobili regionali.

E’ la stessa Giunta che ha promesso i soldi per gli scuolabus e poi ha lasciato i sindaci soli a pagare il conto.

Né è tanto diverso l’atteggiamento di Pigliaru & c. sull’edilizia scolastica: prima hanno promesso i fondi, poi hanno mandato la solita letterina in cui si è detto ai sindaci che ne sarebbe arrivata solo una parte, di arrangiarsi per il resto e perfino di muoversi con gli appalti.

Forse hanno scambiato il bilancio regionale per una sorta di oroscopo giornaliero.

Ai sindaci, per dirla con Umberto Eco (tanto caro alla sinistra) non resta che seguire questo consiglio:

“Si nasce sempre sotto il segno sbagliato e stare al mondo in modo dignitoso vuol dire correggere giorno per giorno il proprio oroscopo”.

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