Deposito nucleare: che fine ha fatto la “trasparenza” del Governo?

interrogativo“Sulla vicende del deposito nazionale delle scorie radioattive è calato un silenzio che stride con le promesse di trasparenza dei ministri di turno e che non deve diventare l’anticamera della vecchia logica di mettere le popolazioni davanti al fatto compiuto”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna, che nel Marzo 2015 presentò la mozione contro la collocazione in Sardegna del sito, da cui scaturì un ordine del giorno unitario, approvato dal Consiglio regionale. . “Finora – sottolinea l’esponente azzurro-, mentre non c’è stata nessuna trasparenza, Sogin e Governo hanno abbondato con la propaganda su stampa, manifesti e tv, con una campagna firmata da Saatchi e Saatchi e con il contributo di Cattleya, costata 3,2 milioni di euro. Nel frattempo la Sogin il 2 gennaio 2015 ha consegnato all’Ispra la mappa delle località potenzialmente idonee, il 13 marzo l’Ispra ha inviato la sua relazione ai ministeri dell’Ambiente e dello Sviluppo Economico. Il 16 aprile i ministeri hanno richiesto non meglio precisati approfondimenti. Arriviamo così al il 21 luglio, quando i due ministeri comunicano che entro fine agosto sarebbe iniziata la consultazione pubblica con enti locali e popolazione per definire, secondo loro, consensualmente dove costruire il deposito. Siamo arrivati a Dicembre e sulla vicenda è calato un silenzio assordante.  Per quanto riguarda la Sardegna – evidenzia Cappellacci- l’unico segnale è una dichiarazione di settembre del sottosegretario della Presidenza del Consiglio, Luca Lotti, che a margine della festa de L’Unità  più o meno disse così: “Non posso giurare né garantire nulla”. Insomma, la solita dichiarazione in cui un politico parla per non dire nulla. A questi signori, a tutti i coloro i quali da un lato negano la trasparenza e dall’altro fanno propaganda, ricordiamo che la Sardegna ha già detto un chiaro e netto No al deposito di scorie radioattive nell’isola. Nessuno confidi nella distrazione dell’opinione pubblica e soprattutto nessuno osi sfidare, con consultazioni-farsa o operazioni di pseudo-partecipazione, una volontà popolare espressa in maniera chiara e netta con un voto democratico”.

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