Costi dei Trasporti: rivedere l’accordo Prodi-Soru.

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“Finalmente cade un altro tabù della sinistra sarda e si ammette che accollare i costi dei trasporti dallo Stato alla Regione Sardegna è stata una scelta fallimentare”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia Sardegna, commentando le dichiarazioni del consigliere regionale Sabatini (PD). “E’ stato un clamoroso errore, compiuto con l’accordo Soru-Prodi del 2006 e con l’attuale presidente della Regione, Francesco Pigliaru, in veste di assessore. “Oltre al danno – prosegue l’esponente azzurro- oggi si aggiunge la beffa, perché mentre la Sardegna spende per abbassare il costo dei biglietti, lo Stato lo fa ricrescere con l’imposizione di nuove tasse: l’isola paga e Roma incassa. L’addizionale sui diritti di imbarco, imposta a livello nazionale, è un balzello – prosegue Cappellacci- che incide in maniera più grave sulla Sardegna. In primo luogo, perché, essendo un’isola, l’aereo è una scelta obbligata, in secondo luogo perché l’aumento del costo finale del biglietto soffoca le ambizioni del settore turistico. In più – prosegue l’esponente azzurro- qualsiasi programma di collegamenti aerei, con qualsiasi vettore oggi parte da un costo in più di un minimo di 2,5 euro per passeggero. Tutto questo avviene in un quadro in cui diminuisce il costo del carburante, ma non  vi è una corrispondente riduzione dei costi dei biglietti. In un momento in cui le compagnie stanno facendo cassa, lo Stato se fa il forte con il debole ovvero con il passeggero e con quello isolano in particolare. Sollecitiamo la Giunta regionale affinché intervenga con la massima determinazione ne confronti del Governo affinché questa ennesima gabella sia ritirata. Non è ammissibile che la Sardegna sostenga uno sforzo economico per abbassare i prezzi dei biglietti e poi questi crescano perché lo Stato ed altri enti fanno cassa alle nostre spalle. Per fare un esempio – spiega Cappellacci- su un biglietto andata e ritorno Cagliari-Roma le tasse complessive incidono per 55,46 euro su 137,46. Occorre respingere questo odioso balzello, ma soprattutto aprire una vertenza entrate 2 per ottenere che sia nuovamente lo Stato a sborsare i soldi per la continuità aerea”.

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