“Abbassare tariffe Tirrenia”. Cappellacci scrive a Delrio e Padoan.

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“Visto che la Giunta regionale ignora interrogazioni, mozioni e perfino gli ordini del giorno già approvati dal Consiglio, scriviamo direttamente al Governo”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia ha annunciato, con un video sulla sua pagina di Facebook, di aver inviato una lettera raccomandata ai due ministri competenti sulla Convenzione Tirrenia, Delrio e Padoan. “Davanti all’aumento delle tariffe massime e di quelle verificabili sul sito WEB della compagnia – prosegue l’esponente azzurro- chiediamo se la compagnia abbia rispettato il dovere di comunicarle previamente ai due ministeri e soprattutto se questi ultimi non ritengano necessario intervenire per calmierare prezzi che comprimono la libertà di circolazione di persone e merci. L’esponente azzurro ritorna anche sulla necessità di rivedere la Convenzione che regola i rapporti tra lo Stato e la compagnia: “La modifica del 2014, cui la Giunta Pigliaru ha dato la propria intesa, determina vantaggi solo per la compagnia di navigazione. Dopo la nostra vittoria storica, con la sentenza della Corte Costituzionale n. 230 del 2013 che ha riconosciuto il nostro diritto a decidere, la modifica non può che avvenire con la partecipazione piena ed effettiva della Regione Autonoma della Sardegna. L’isola non può più essere vincolata da atti discussi e firmati da altri. Si tratta di interventi quanto mai necessari, se consideriamo che da allora il quadro appare modificato  dalla concentrazione in poche mani del mercato dei collegamenti marittimi. Poiché il diritto alla mobilità dei sardi e quello di esercitare un’impresa a parità di condizioni con i concittadini italiani non possono essere sviliti a benevola concessione né rimessi alla volontà delle compagnie di navigazione, chiediamo un intervento determinato da parte del Governo affinché il mare diventi il ponte della Sardegna verso l’Italia e non il muro che la separa dalla Penisola”.

Di seguito, pubblichiamo il testo della lettera:

Egregi signori Ministri,

 

come certamente già sapete, l’articolo 6 della Convenzione per l’esercizio dei collegamenti marittimi in regime di pubblico servizio con le isole maggiori e minori, stipulata il 18 Luglio del 2012 disciplina le tariffe massime all’utenza.

Il secondo comma prevede che perentoriamente entro il ventesimo giorno precedente l’inizio di ciascun bimestre, la Società trasmette ai Ministeri vigilanti la rideterminazione delle tariffe massime di cui all’allegato A, applicando una serie di moltiplicatori, tra i quali rientra altresì il costo di un paniere di carburanti rilevato nel secondo e terzo mese precedente il bimestre di applicazione.

Il terzo comma prevede che perentoriamente entro i 15 giorni successivi alla comunicazione di cui al comma 2 i Ministeri vigilanti possono richiedere alla Società la sospensione dell’applicazione dell’aggiornamento delle tariffe.

Il successivo comma dispone che in caso di mancata richiesta di sospensione o nel caso di richiesta senza l’individuazione di adeguate misure compensative, le tariffe massime sono aggiornate senza ulteriori formalità. La società dà pubblicità delle tariffe massima applicabili in un’apposita sezione del proprio sito internet.

Il 18 Luglio la compagnia di navigazione ha comunicato sul proprio sito le nuove tariffe massime. Balza subito all’occhio un rilevante incremento del prezzo dei biglietti: per esempio, una doppia esterna sulla Genova Olbia passa dai 41,66 euro pubblicati a Maggio a 46,24 di oggi per i residenti in bassa stagione, da 60,89 a 67,58 per gli ordinari. In alta stagione da 54,63 a 60,64 (residenti), da 78,73 a 87,38 (ordinari). Sulla Napoli/Cagliari la cabina di 1° cl. ponte esterna passa da 41,52 a 43,41 per i residenti in bassa stagione e da 57,22  a 59,83 per gli ordinari. In alta stagione si passa da 45,65 a 47,73 per i residenti e da 73,79 a 77,15 per gli ordinari. Sulla Civitavecchia-Olbia per una quadrupla esterna si passa da 41,86 a 43,50 per i residenti in alta stagione e per i non residenti da 46,65 a 48,47 euro. Aumenti anche sulla Civitavecchia Cagliari, dove per una doppia si passa da 40,17 a 42,34 euro (residenti) e da 62,45 a 65,83. Gli esempi potrebbero continuare.

A questo proposito, si richiede se la compagnia di navigazione abbia previamente comunicato le nuove tariffe massime ex articolo 6 della Convenzione e se le S.V. non ritengano che tali incrementi meritino un esame attento, onde contrastare eventuali patologie. Ciò vale, a maggior ragione, per il bimestre in questione, che è quello in cui si registrano i maggiori flussi turistici.

La Sardegna, essendo un’isola, vede le proprie potenzialità economiche fortemente condizionate dai prezzi, dalla frequenza, dalla qualità dei trasporti marittimi e aerei. Per questo motivo appare opportuno segnalare alle SS.LL. la situazione sopra descritta per richiedere le verifiche che il caso richiede e, ove fossero confermate le nostre perplessità, domandare di  porre in essere tutte le azioni necessarie a calmierare i prezzi. Occorre un intervento urgente per scongiurare un danno ingiusto alle imprese turistiche ed una lesione del diritto alla mobilità dei sardi, ma ancor di più appare necessario rivedere radicalmente la Convenzione per conformarla alle esigenze dettate dalla condizione di insularità della nostra Regione.

Dopo la sentenza della Corte Costituzionale n. 230 del 2013 tale percorso di modifica non può che avvenire con la partecipazione piena ed effettiva della Regione Autonoma della Sardegna. Si tratta di interventi quanto mai necessari, se consideriamo che da allora il quadro appare modificato  dalla concentrazione in poche mani del mercato dei collegamenti marittimi.

Poiché il diritto alla mobilità dei sardi e quello di esercitare un’impresa a parità di condizioni con i concittadini italiani non possono essere sviliti a benevola concessione né rimessi alla volontà delle compagnie di navigazione, chiediamo un intervento determinato da parte del Governo affinché il mare diventi il ponte della Sardegna verso l’Italia e non il muro che la separa dalla Penisola.

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