Sanità: la riforma è un “casino”? Pigliaru sfiduciato anche da Zavattaro.

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“Dopo l’ammutinamento dei suoi stessi assessori, che lo hanno messo in minoranza in Giunta, Pigliaru subisce le bacchettate perfino dall’aspirante direttore della ASL (cosiddetta) unica”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni alla stampa regionale del manager Zavattaro, indicato dal presidente della Regione e dall’assessore come direttore in pectore. “Le dichiarazioni alla stampa di Zavattaro – prosegue il forzista- sono una sonora bocciatura della finta riforma della sanità varata dal centro-sinistra, con parole più nette perfino di quelle utilizzate dagli oppositori in Consiglio regionale. “Se addirittura colui che dovrebbe attuare gli indirizzi della Giunta definisce gli effetti della legge voluta da Pigliaru  ‘un casino’ e preannuncia ‘almeno tre anni di ‘turbolenze amministrative’, se lo afferma quello che la secondo la giunta dovrebbe essere ‘il migliore’ è evidente che ci troviamo dinanzi ad una stramberia sotto tutti i punti di vista. E i pazienti, le loro famiglie, i medici, dovrebbero subire le conseguenze di questo strampalato esperimento che, con buona pace di proclami, sta già creando un aumento della spesa pubblica, un caos nei primi accorpamenti e una mortificazione dei casi di buona sanità? Pensano forse di perdere ancora tempo con finte sperimentazioni per poi fare scaricabarile, visto che tre anni casualmente coincide con la fine della Legislatura, su chi verrà dopo al posto di Pigliaru? La verità è che dietro la foglia di fico di una finta riforma o del ‘casino’, per usare le parole del direttore in pectore, c’è solo una guerra per il controllo della Sanità da parte delle numerose fazioni del centro-sinistra. Pigliaru farebbe bene a riferire quanto prima in Consiglio su un indirizzo politico già bocciato da chi lo ha votato e da chi lo dovrebbe attuare. Anche perché, visto che la legge prevedeva come termine per le nomine il 31 Agosto, il presidente deve tornare per forza in Consiglio. Nomine e proroghe compiute senza questo passaggio, sarebbero compiute al di fuori di quanto previsto dalla legge. Aggiungere altri pasticci al ‘casino’ – ha concluso Cappellacci- significherebbe perseverare diabolicamente”.

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