Sanità: ritardo della Giunta provoca il caos.

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Il pasticcio della Giunta con il mancato rispetto del termine del 31 Agosto previsto dalla legge regionale per la nomina del direttore generale della ASL unica rischia di scatenare il caos nella sanità sarda. Il 3 Settembre è stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto 4 agosto 2016, n. 171 “Attuazione della delega di cui all’articolo 11, comma 1, lettera  p), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di dirigenza sanitaria”. Tale decreto prevede l’istituzione dell’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale delle aziende sanitarie locali, delle aziende  ospedaliere  e  degli  altri enti  del  Servizio  sanitario  nazionale. Tale elenco deve essere redatto da una commissione entro 120 giorni dall’insediamento della stessa. L’articolo 2 prevede che le regioni  nominino  direttori  generali  esclusivamente  gli iscritti  all’elenco  nazionale  dei  direttori   generali. La mancata nomina del “mega direttore” entro la data prevista dalla legge regionale, pone ora una questione interpretativa, perché nel frattempo è entrato in vigore il decreto nazionale. Mentre apprendiamo dalla stampa regionale che il presidente ha seguito un procedimento alquanto controverso per creare una cosiddetta short list, che ha destato sconcerto perfino in diversi componenti della giunta regionale, chiediamo se la sopravvenuta entrata in vigore del decreto incida sulla nomina e in che modo. A questo punto, a causa dell’immobilismo e dei pasticci della Giunta regionale, sarebbe tutto da rifare dal principio, con una perdita di tempo e con una gravissima incertezza su chi debba guidare le aziende della sanità sarda.

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Se prima si poneva un  problema di rispetto dei termini temporali previsti dalla legge regionale, ora si configura anche un possibile conflitto con la norma nazionale. Tutto questo non sarebbe accaduto, se almeno per una volta la Giunta avesse rispettato i termini annunciati e avesse fatto seguire i fatti ai pomposi proclami. Nel frattempo, gli accorpamenti raffazzonati mortificano la buona sanità, i costi aumentano, i bilanci delle ASL sono fuori controllo: l’esatto opposto di quanto promesso con una finta riforma, che è solo la foglia di fico della solita lottizzazione politica. Se sui precari equilibrismi politici del presidente della Regione c’è poco da aggiungere, dopo l’ammutinamento della maggioranza, sul rispetto delle norme vigenti e sulla necessità di uscire dal commissariamento perenne della sanità sarda, per dedicarsi finalmente ai pazienti, alle loro famiglie, ai medici e agli altri operatori, anziché pensare solo alla salute della maggioranza, c’è poco da scherzare.

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