Rifare la flotta sarda anziché stare fermi ad ammirare i corsi.

Cappellacci_flotta

“Visto che gli antesignani siamo noi, perché abbiamo varato la flotta sarda cinque anni fa, anziché restare fermi con la bocca spalancata a ripetere quanto sono bravi i corsi, si lavori per far ripartire le navi con i quattro mori”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia Sardegna, ricordando che il 15 giugno del 2011 partì la prima nave sarda, che collegò l’isola con Civitavecchia ed una settimana dopo con la nave “Dimonios” iniziarono le rotte per la Liguria. “Le navi sarde  – prosegue l’esponente azzurro- furono un’efficace arma di difesa contro il caro traghetti: la stessa antitrust ha accertato che determinarono un calo delle tariffe che i “signori del mare” portarono fino alle stelle con servizi “da stalla”. Tanto amata dalla comunità quanto osteggiata da chi, più o meno consapevolmente, si prestò al gioco degli armatori, la flotta sarda riuscì nel miracolo di portare nell’isola  centinaia di migliaia di persone, a prezzi accessibili, con personale e agroalimentare sardo a bordo. E’ sufficiente moltiplicare il numero dei passeggeri per cento euro spesi in media al giorno e per la durata media della permanenza per capire quali benefici portò all’economia sarda tale operazione che, secondo un’indagine di mercato, arrivò addirittura all’80% di soddisfazione. Una sinistra ottusa, che antepone gli interessi di bottega e di partito a quelli della comunità sarda, non fece altro che attaccare l’iniziativa anziché unire le forze per affermare il più grande esempio di sovranismo degli ultimi settanta anni di storia sarda, tarpato da quattro grigi burocrati europei. E’ curioso che ai feticisti del ce lo chiede l’Europa desse tanto fastidio quanto investito per la flotta sarda mentre non hanno mai avuto nulla da dire sulle cifre, dieci volte superiori, pagate dallo Stato ogni anno per Tirrenia, che tuttora riceve un contributo di oltre 70 milioni di euro. Dopo due anni e mezzo – prosegue il forzista- abbiamo visto di cosa sono stati capaci i soloni del centro-sinistra: hanno taciuto davanti alla nascita del quasi-monopolio Moby-Tirrenia, hanno avallato una modifica della convenzione Stato-Tirrenia che rappresenta un regalo alla compagnia, non hanno battuto ciglio davanti all’aumento dei prezzi portato avanti nonostante il calo dei costi del carburante. Se dal mare passiamo ai collegamenti aerei, l’attuale Giunta ha cancellato le rotte minori, ha fatto scappare Ryanair e le low cost, ha pagato Alitalia una seconda volta per quanto era già obbligata a fare per contratto e ora sta svendendo, cosa ben diversa dal privatizzare, lo scalo di Alghero. Poiché esiste ancora la legge sulla flotta sarda, è vigente e non è mai stata cancellata da nessuno – ha concluso Cappellacci- per una volta dimostrino di essere dalla parte dei sardi”.

Comments

  1. Certamente creare una flotta Sarda sarebbe ideale ma bisognerebbe rimuovere i “niet” dei grigi burocrati Comunitari… Secondo questo principio perchè non estenderlo anche al trasporto aereo? L’Aga Khan lanciò la Costa Smeralda creando ALISARDA con tutti i denari che sborsa la >Regione e gli aeroporti in incentivi ad ALITALIA e LOW-COST si potrebbe noleggiare una flotta di aerei in grado di soddisfare le esigenze di mobilità dei Sardi….e magari riassorbire i licenziamenti o gli esodati di MERIDIANA creando anche nuovi posti di lavoro per i giovani Sardi e perchè no utilizzare i capannoni ex Aeronautica di Elmas per la manutenzione degli aerei Sardi (altri posti di lavoro qualificati)….

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