Aeroporto di Alghero: sbagliato subordinare soluzioni per low cost a privatizzazione.

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“Chi ha subordinato le azioni per salvare i voli low cost alla privatizzazione dell’aeroporto di Alghero persevera diabolicamente nell’errore, che, con l’ulteriore calo del 20% dei passeggeri nel mese di Luglio, spalanca la strada a quella che sempre più rischia di essere una vendita al buio e non una privatizzazione”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna. “Dopo essersi presentato a mani vuote all’incontro con il Governo, in cui l’Abruzzo ha rinsaldato i rapporti con Ryanair, il presidente Pigliaru è andato avanti solo sulla privatizzazione mentre è rimasto fermo sul fronte delle low-cost. Così i tempi si allungano ancora mentre i dipendenti di Ryanair cominciano a fare i bagagli in vista della smobilitazione. In due anni e mezzo la Giunta regionale ha cancellato la continuità per le rotte minori, sta facendo scappare Ryanar, ha lasciato fare a Tirrenia ciò che voleva, propinando all’opinione pubblica una miriade di annunci senza mantenere uno solo degli impegni assunti. Si sono concessi perfino il lusso di firmare per dare soldi in più ad Alitalia per un aumento di voli cui era già obbligata. Dicono che stanno lavorando al miglior modello possibile, ma nel frattempo stanno creando il deserto. La verità è che non esiste una politica dei trasporti degna di questo nome, credibile e che i baroni hanno fallito. E’ ora  – ha concluso Cappellacci- che tornino a fare convegni e teoria laddove non sono in condizioni di prendere decisioni e di nuocere alla Sardegna”.

Rifare la flotta sarda anziché stare fermi ad ammirare i corsi.

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“Visto che gli antesignani siamo noi, perché abbiamo varato la flotta sarda cinque anni fa, anziché restare fermi con la bocca spalancata a ripetere quanto sono bravi i corsi, si lavori per far ripartire le navi con i quattro mori”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia Sardegna, ricordando che il 15 giugno del 2011 partì la prima nave sarda, che collegò l’isola con Civitavecchia ed una settimana dopo con la nave “Dimonios” iniziarono le rotte per la Liguria. “Le navi sarde  – prosegue l’esponente azzurro- furono un’efficace arma di difesa contro il caro traghetti: la stessa antitrust ha accertato che determinarono un calo delle tariffe che i “signori del mare” portarono fino alle stelle con servizi “da stalla”. Tanto amata dalla comunità quanto osteggiata da chi, più o meno consapevolmente, si prestò al gioco degli armatori, la flotta sarda riuscì nel miracolo di portare nell’isola  centinaia di migliaia di persone, a prezzi accessibili, con personale e agroalimentare sardo a bordo. E’ sufficiente moltiplicare il numero dei passeggeri per cento euro spesi in media al giorno e per la durata media della permanenza per capire quali benefici portò all’economia sarda tale operazione che, secondo un’indagine di mercato, arrivò addirittura all’80% di soddisfazione. Una sinistra ottusa, che antepone gli interessi di bottega e di partito a quelli della comunità sarda, non fece altro che attaccare l’iniziativa anziché unire le forze per affermare il più grande esempio di sovranismo degli ultimi settanta anni di storia sarda, tarpato da quattro grigi burocrati europei. E’ curioso che ai feticisti del ce lo chiede l’Europa desse tanto fastidio quanto investito per la flotta sarda mentre non hanno mai avuto nulla da dire sulle cifre, dieci volte superiori, pagate dallo Stato ogni anno per Tirrenia, che tuttora riceve un contributo di oltre 70 milioni di euro. Dopo due anni e mezzo – prosegue il forzista- abbiamo visto di cosa sono stati capaci i soloni del centro-sinistra: hanno taciuto davanti alla nascita del quasi-monopolio Moby-Tirrenia, hanno avallato una modifica della convenzione Stato-Tirrenia che rappresenta un regalo alla compagnia, non hanno battuto ciglio davanti all’aumento dei prezzi portato avanti nonostante il calo dei costi del carburante. Se dal mare passiamo ai collegamenti aerei, l’attuale Giunta ha cancellato le rotte minori, ha fatto scappare Ryanair e le low cost, ha pagato Alitalia una seconda volta per quanto era già obbligata a fare per contratto e ora sta svendendo, cosa ben diversa dal privatizzare, lo scalo di Alghero. Poiché esiste ancora la legge sulla flotta sarda, è vigente e non è mai stata cancellata da nessuno – ha concluso Cappellacci- per una volta dimostrino di essere dalla parte dei sardi”.

Migranti: Pigliaru tace e ricominciano i bivacchi a Cagliari.

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Piazza Ingrao, Cagliari: nuovi bivacchi nella zona del porto. 

“Il presidente della Regione non si nasconda dietro i comunicati di presunti ‘delegati’ su riunioni tenute da altri  e rappresenti al Governo la necessità di uno stop degli sbarchi in Sardegna”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, primo firmatario della mozione del gruppo azzurro finalizzata proprio a chiedere di fermare gli sbarchi nell’isola. “Dirottare nell’isola migliaia di persone dirette verso altre mete non  risponde a nessuna esigenza umanitaria, ma è una cinica scappatoia politica di un Governo privo di un minimo di autorevolezza sul piano internazionale, che trasforma la nostra terra in un  grande centro di contenimento dei flussi di migranti solo per non disturbare i partner europei. Teorizzare una non meglio precisata micro-accoglienza stride con la realtà dei fatti, che vede i migranti abbandonare i centri per raggiungere gli scali portuali e provare a lasciare la Sardegna, con conseguenze sul piano dell’ordine pubblico e sanitario già evidenziate dalla tessa prefettura.

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Continuare così,  con un sistema che è già al collasso, come denunciato dagli stessi comuni e dai sindacati di Polizia, è irresponsabile, pericoloso e in più significa alimentare tensioni che stanno già superando il livello di guardia. Mentre aumentano gli sbarchi, le forze dell’ordine in campo sono sempre le stesse e sono costrette a turni massacranti. Perpetuare questa situazione senza criteri, senza limiti, senza controlli è pura follia, anche perché si continua a morire, prosegue il traffico di persone umane, non esiste nessuna macchina dell’accoglienza e le comunità ospitanti vengono lasciate a tu per tu con un problema più grande di loro. L’isola ha già superato la quota assegnata – ha concluso Cappellacci-: o si chiede lo stop o si è complici di un governo Renzi incapace, irresponsabile e pericoloso”

Sanità: ritardo della Giunta provoca il caos.

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Il pasticcio della Giunta con il mancato rispetto del termine del 31 Agosto previsto dalla legge regionale per la nomina del direttore generale della ASL unica rischia di scatenare il caos nella sanità sarda. Il 3 Settembre è stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale il decreto 4 agosto 2016, n. 171 “Attuazione della delega di cui all’articolo 11, comma 1, lettera  p), della legge 7 agosto 2015, n. 124, in materia di dirigenza sanitaria”. Tale decreto prevede l’istituzione dell’elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale delle aziende sanitarie locali, delle aziende  ospedaliere  e  degli  altri enti  del  Servizio  sanitario  nazionale. Tale elenco deve essere redatto da una commissione entro 120 giorni dall’insediamento della stessa. L’articolo 2 prevede che le regioni  nominino  direttori  generali  esclusivamente  gli iscritti  all’elenco  nazionale  dei  direttori   generali. La mancata nomina del “mega direttore” entro la data prevista dalla legge regionale, pone ora una questione interpretativa, perché nel frattempo è entrato in vigore il decreto nazionale. Mentre apprendiamo dalla stampa regionale che il presidente ha seguito un procedimento alquanto controverso per creare una cosiddetta short list, che ha destato sconcerto perfino in diversi componenti della giunta regionale, chiediamo se la sopravvenuta entrata in vigore del decreto incida sulla nomina e in che modo. A questo punto, a causa dell’immobilismo e dei pasticci della Giunta regionale, sarebbe tutto da rifare dal principio, con una perdita di tempo e con una gravissima incertezza su chi debba guidare le aziende della sanità sarda.

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Se prima si poneva un  problema di rispetto dei termini temporali previsti dalla legge regionale, ora si configura anche un possibile conflitto con la norma nazionale. Tutto questo non sarebbe accaduto, se almeno per una volta la Giunta avesse rispettato i termini annunciati e avesse fatto seguire i fatti ai pomposi proclami. Nel frattempo, gli accorpamenti raffazzonati mortificano la buona sanità, i costi aumentano, i bilanci delle ASL sono fuori controllo: l’esatto opposto di quanto promesso con una finta riforma, che è solo la foglia di fico della solita lottizzazione politica. Se sui precari equilibrismi politici del presidente della Regione c’è poco da aggiungere, dopo l’ammutinamento della maggioranza, sul rispetto delle norme vigenti e sulla necessità di uscire dal commissariamento perenne della sanità sarda, per dedicarsi finalmente ai pazienti, alle loro famiglie, ai medici e agli altri operatori, anziché pensare solo alla salute della maggioranza, c’è poco da scherzare.

Sanità: la riforma è un “casino”? Pigliaru sfiduciato anche da Zavattaro.

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“Dopo l’ammutinamento dei suoi stessi assessori, che lo hanno messo in minoranza in Giunta, Pigliaru subisce le bacchettate perfino dall’aspirante direttore della ASL (cosiddetta) unica”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni alla stampa regionale del manager Zavattaro, indicato dal presidente della Regione e dall’assessore come direttore in pectore. “Le dichiarazioni alla stampa di Zavattaro – prosegue il forzista- sono una sonora bocciatura della finta riforma della sanità varata dal centro-sinistra, con parole più nette perfino di quelle utilizzate dagli oppositori in Consiglio regionale. “Se addirittura colui che dovrebbe attuare gli indirizzi della Giunta definisce gli effetti della legge voluta da Pigliaru  ‘un casino’ e preannuncia ‘almeno tre anni di ‘turbolenze amministrative’, se lo afferma quello che la secondo la giunta dovrebbe essere ‘il migliore’ è evidente che ci troviamo dinanzi ad una stramberia sotto tutti i punti di vista. E i pazienti, le loro famiglie, i medici, dovrebbero subire le conseguenze di questo strampalato esperimento che, con buona pace di proclami, sta già creando un aumento della spesa pubblica, un caos nei primi accorpamenti e una mortificazione dei casi di buona sanità? Pensano forse di perdere ancora tempo con finte sperimentazioni per poi fare scaricabarile, visto che tre anni casualmente coincide con la fine della Legislatura, su chi verrà dopo al posto di Pigliaru? La verità è che dietro la foglia di fico di una finta riforma o del ‘casino’, per usare le parole del direttore in pectore, c’è solo una guerra per il controllo della Sanità da parte delle numerose fazioni del centro-sinistra. Pigliaru farebbe bene a riferire quanto prima in Consiglio su un indirizzo politico già bocciato da chi lo ha votato e da chi lo dovrebbe attuare. Anche perché, visto che la legge prevedeva come termine per le nomine il 31 Agosto, il presidente deve tornare per forza in Consiglio. Nomine e proroghe compiute senza questo passaggio, sarebbero compiute al di fuori di quanto previsto dalla legge. Aggiungere altri pasticci al ‘casino’ – ha concluso Cappellacci- significherebbe perseverare diabolicamente”.

Migranti: stop agli sbarchi. Una mozione per svegliare Pigliaru.

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Forza Italia presenta una mozione in Consiglio regionale per impegnare il presidente della Regione a opporsi ai continui sbarchi di migranti in Sardegna decisi dal Governo nazionale. La quota assegnata alla Sardegna è stata superata, come ammesso tardivamente dallo stesso Pigliaru, il sistema dell’accoglienza è al collasso e non possono essere sottovalutate le conseguenze se dovesse perdurare nel lungo periodo la politica scellerata di compiere sbarchi di massa in una Regione poco popolosa come la nostra”. Ribadiamo la condanna contro la linea “irresponsabile” e “pericolosa” del Governo Renzi che, dirottando migliaia di disperati in un’isola che non è la meta della loro migrazione, non compie nessuna operazione umanitaria, ma mira solo a tenere al riparo i suoi partner europei dall’onda d’urto di una migrazione di massa. Questo sistema ha fallito, perché è come spostare il mare con un secchiello: perpetua la tratta di esseri umani e alimenta un circuito di disperazione e di morte, perché si continua a morire. L’esecutivo cala decisioni dall’alto e poi scappa dalle responsabilità, scaricando tutto sulle forze dell’ordine, sui volontari e sui sindaci. Ora basta: bisogna fermare subito Renzi e dirgli chiaro e tondo che così non si va avanti.

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

MOZIONE N.

MOZIONE CAPPELLACCI – PITTALIS- CARTA Giancarlo – CHERCHI Oscar – FASOLINO – LOCCI – RANDAZZO – TEDDE – TOCCO – TUNIS – ZEDDA Alessandra sugli sbarchi di migranti nell’isola e sul superamento della quota prevista per la Regione Sardegna.

IL CONSIGLIO REGIONALE

Premesso che

Il 31 Agosto 2016 sono sbarcati presso il porto di Cagliari 617 migranti dalla nave irlandese James Joyce;

Tale operazione, secondo quanto ammesso dal presidente della Regione, ha determinato il superamento della quota di riparto delle presenze di ben 500 unità;

Il 2 Settembre 2016 presso il porto canale di Cagliari è avvenuto un nuovo sbarco di altri 931 migranti, giunti a bordo della nave “Dattilo”;

La Sardegna continua altresì ad essere interessata da continui sbarchi diretti, come quelli provenienti dall’Algeria;

La quota di ripartizione assegnata all’isola risulta pertanto ampiamente superata;

Ciò avviene in uno scenario in cui la cosiddetta “macchina dell’accoglienza” è già al collasso, come rilevato dai rappresentanti degli Enti Locali, dai sindacati della Polizia e dagli operatori sanitari;

La scelta politica di dirottare nell’isola persone che non la vedono come destinazione finale della loro migrazione non solo è illogica, ma è foriera di tensioni difficilmente controllabili, come dimostrano i sempre più numerosi episodi avvenuti nei vari centri ospitanti e perfino il blocco nel pieno centro della città di Cagliari;

Lo stesso prefetto di Cagliari, durante il recente incontro con il capo dipartimento dell’immigrazione del ministero dell’Interno, Mario Morcone, ha affermato che “la maggior parte dei migranti che viene in Sardegna non vuole restare nell’ isola e che all’indomani dell’arrivo abbandona i centri di accoglienza e converge verso Cagliari con la speranza di imbarcarsi con problemi igienico-sanitari e di sicurezza pubblica”;

Nonostante le diverse prese di posizione, il Governo appare intenzionato a proseguire la linea fin qui seguita e ad utilizzare stabilmente la Sardegna come una sorta di grande campo di accoglienza, come “muro d’Europa” per contenere la pressione esercitata dalla massa di persone provenienti dalla sponda Sud del Mediterraneo;

Tale orientamento è confermato dalla linea illustrata, con un atteggiamento inaccettabile sul piano politico, dal prefetto Morcone a Cagliari, che prefigura soluzione unilaterali, calate dall’alto, in caso di resistenze da parte della Regione e dei territori;

Nel lungo periodo, la politica dei continui sbarchi di massa rischia di creare altresì uno squilibrio per le piccole comunità di una Regione poco popolosa come la Sardegna;

Lo Stato centrale ha tradotto in Sardegna anche numerosi stranieri che non sono stati salvati dal mare, ma erano già al sicuro sulla terraferma, in seguito ai disordini di Ventimiglia, utilizzando di fatto la nostra terra come area di confino;

Impegna il presidente della Regione

A rappresentare con urgenza la contrarietà della Regione Autonoma della Sardegna a nuovi sbarchi di migranti nella nostra isola;

A chiedere, come sollecitato anche dall’ANCI, un confronto immediato con il Governo al fine di chiedere un cambiamento della politica relativa all’emergenza-migranti;

A verificare nell’immediato il rispetto delle quote di ripartizione;

Cagliari, 3 Settembre 2016

 

 

Migranti: no a Sardegna come Lampedusa. Stop agli sbarchi.

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L’arrivo della nave “Dattilo” a Cagliari con 900 migranti a bordo.

“Basta con i comunicati stampa serali in cui si vagheggiano prese di posizione mai espresse nelle sedi istituzionali, Pigliaru abbia il coraggio di opporsi a nuovi sbarchi in Sardegna”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, ricordando che già un anno fa una mozione del gruppo azzurro in Consiglio regionale è stata frettolosamente respinta dal centro-sinistra. “Il Governo sta utilizzando la nostra terra – ha aggiunto il forzista- come una nuova, più grande, Lampedusa. Non c’è nessuna finalità umanitaria nella scelta illogica di deviare nell’isola migliaia di persone dirette altrove. E’ solo la vile scappatoia del Governo dello scaricabarile, incapace, ridicolo sul piano internazionale, che con questa politica non fa altro che alimentare il circuito di morte, di tratta di persone e del malaffare. Quando si mette di nuovo il mare tra queste masse di disperati e la loro destinazione – evidenzia Cappellacci- e queste, come ricordato dalla Prefettura, lasciano gli improvvisati centri di accoglienza per esercitare una pressione presso gli scali sardi e lasciare la Sardegna quanto prima, è evidente che si sta innescando una polveriera. Ma il governo abbandona qui i migranti e lascia alle Forze dell’Ordine, senza mezzi adeguati e costrette a turni massacranti, il compito di garantire la sicurezza e l’ordine pubblico. Intanto numerosi politicanti di sinistra ci propinano la teoria per cui questi arrivi sarebbero un rimedio per il basso tasso di natalità della nostra popolazione, arrivando a ipotizzare una sorta di  sostituzione etnica senza rendersi conto di quanto sia aberrante una simile teoria. Se i migranti non vogliono venire qui, se la Sardegna tenta già tra mille difficoltà di sollevarsi dai propri guai, se il sistema di accoglienza è inesistente, non esiste ragione per proseguire questa politica scellerata. Pigliaru la smetta di traccheggiare e dica subito stop agli sbarchi in Sardegna”.

Soldi ad Alitalia, l’assessore dice di aver già comunicato tutto il 25/5 ma il suo comunicato lo smentisce.

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“La segretezza negli atti amministrativi non riguarda certo questa Giunta, ma, come annunciato in sede di conferenza stampa il 25 maggio scorso, e in diverse altre occasioni, il potenziamento con nuova ‘capacità aggiuntiva strutturale’ rispetto agli incrementi previsti dalle clausole contrattuali, è stato illustrato pubblicamente con tutti i dettagli richiesti”. L’assessore ai Trasporti della Giunta Pigliaru dice di aver detto tutto quello che aveva da dire tre mesi fa. Nell’immagine trovate il comunicato stampa inviato il giorno dalla Giunta regionale. Vi risulta che ci sia un riferimento alle centinaia di migliaia di euro spesi per l’operazione? Siamo noi che non vediamo nulla o qualcuno si è dimenticato questo “dettaglio”?

Alitalia già obbligata ad aumentare voli. Perché danno altri soldi alla compagnia?

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“L’aumento dei voli era già previsto senza maggiori costi per la Regione sia nel contratto siglato con Alitalia sia nel decreto ministeriale. Perché la Giunta ha pagato una seconda volta per una prestazione che era già un obbligo per la compagnia?” Lo domanda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando la notizia, pubblicata da L’Unione Sarda, riguardo al cosiddetto atto aggiuntivo alla convenzione firmato dalla Giunta regionale. “Il punto 3.5 del decreto – ricorda il forzista- prevede espressamente che, laddove si registri una domanda di posti superiori dell’80% dell’offerta complessiva giornaliera, il vettore è obbligato ad aumentare l’offerta senza alcun onere per la Regione, introducendo voli supplementari o aeromobili di capienza superiore. La Giunta avrebbe dovuto far rispettare tale disposizione anziché pagare una seconda volta per un’obbligazione che era già in capo alla compagnia aerea. La motivazione dei mutati fenomeni geopolitici appare pretestuosa e inconsistente. Anche perché a far sballare i numeri e la disponibilità di posti è stata la soppressione della continuità territoriale per le rotte minori, che ovviamente ha dirottato sulle tratte da Roma e Milano i passeggeri che un tempo arrivavano direttamente da altri scali. E’ singolare – sottolinea il forzista- che una giunta che ha contrabbandato come prudenza il proprio immobilismo, che ha invocato ad ogni piè sospinto lo spettro dell’Unione Europea, adotti una decisione così temeraria. Oggi in Consiglio la Giunta ha avuto l’occasione per chiarire la situazione ma, più volte chiamata a dare risposte, ha eluso ogni confronto. I sardi hanno diritto di sapere – ha concluso il forzista- come vengono spesi i loro soldi”.

Altri 930 migranti in Sardegna. Governo folle e pericoloso.

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“Solo un governo folle e pericoloso può inviare altri 930 migranti in Sardegna con un sistema di accoglienza già al collasso”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando lo sbarco previsto per domani al porto di Cagliari. “Deviare nell’isola – osserva Cappellacci- migliaia di persone dirette altrove è un’operazione che non ha nulla a che fare con lo spirito umanitario: è solo la scappatoia politica di un Governo di eletti da nessuno, succube degli altri partner europei e incapace di avere una politica internazionale degna di questo nome. Significa rimettere il mare tra queste masse di disperati e la loro destinazione. I migranti subito dopo lo sbarco lasciano i cosiddetti centri di accoglienza per provare a partire con ogni mezzo. Ciò significa causare delle tensioni, che vengono scaricate tutte sulle spalle delle forze dell’ordine, dei volontari, della comunità ospitanti. Se si perde ogni traccia di migliaia di persone – prosegue il forzista-, qualcuno dovrebbe porsi delle domande su quella macchina dell’accoglienza che funziona perfettamente solo nei comunicati stampa della giunta regionale. Questa presunta macchina non funziona, non ha mai funzionato e che, da qualunque punto di vista di guardi il fenomeno, non solo non risponde a nessun fine umanitario ma pregiudica la sicurezza e l’ordine pubblico in comunità, come quelle della Sardegna, che già affrontano le difficoltà di ogni giorno con pochi mezzi a disposizione. Chi ci assicura, poi, che nel nostro territorio non siano arrivati in questi anni e in questi mesi anche soggetti “poco raccomandabili” legati agli ambienti salafiti?  Finora il presunto dissenso della Giunta regionale rispetto alle scelte del Governo non è mai stato espresso nelle sedi opportune, dove il presidente si è sempre adeguato alle scelte di Renzi. La Regione – ha concluso Cappellacci- dica chiaramente ‘stop’ agli sbarchi nell’isola: non vogliamo diventare la nuova Lampedusa né il muro d’Europa sul Mediterraneo”.