Manifattura Tabacchi: torna il fumo, ma non è quello delle sigarette.

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“Torna il fumo, ma non è quello delle sigarette”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le comunicazioni della giunta regionale riguardo al futuro della Manifattura Tabacchi. “Solo due anni fa – ricorda l’esponente azzurro- il sindaco di Cagliari auspicava un confronto con l’amministrazione e manifestava il timore che gli spazi potessero essere occupati con iniziative slegate dal progetto generale della fabbrica della creatività. Gli faceva eco l’assessore Firino, che annunciava la presentazione del progetto nelle settimane successive, sempre due anni fa, e prima della chiusura dei lavori. Anche lei ribadiva che sarebbe stato un piano condiviso con l’amministrazione comunale e con gli operatori culturali. A due anni di distanza, con i lavori finiti già da un pezzo, l’assessore Firino è stata totalmente estromessa dalla vicenda e con lei anche l’amministrazione di Cagliari. A fare il bello e il cattivo tempo è un altro assessore con il mantello di Sardegna Ricerche. Che cosa ha prodotto in tutto questo tempo, dopo proclami, annunci e quant’altro? Un regolamento. Tutto qui? La giunta dei baroni ancora una volta azzera tutto per non fare nulla, arrivando al paradosso di cancellare perfino l’operato di un’altra giunta di centro-sinistra e portato avanti da noi in nome della continuità amministrativa. La cultura è stata estromessa o relegata al ruolo di contorno di altre attività, della cosiddetta fabbrica della creatività non c’è traccia e si perdono di vista anche i nostri contributi, come quello finalizzato a far uscire le numerose opere d’arte chiuse negli uffici regionali per renderle fruibili a tutti, non solo a pochi eletti e collocare invece nel cosiddetto palazzo le copie, la cui realizzazione sarebbe stata affidata a giovani artisti. La città di Cagliari non merita che l’unico contributo della Regione sia un misero regolamento, come se tutto fosse derubricabile a fatto tecnico. Se non hanno idee, se non hanno l’umiltà di accettare ciò che è stato già pensato e i contributi che arrivano da più parti, i signori della giunta regionale tornino pure e casa”.

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La giunta dei baroni mette su un barcone i cervelli sardi per rispedirli all’Estero.

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“La giunta regionale non vuole concedere la proroga per i contratti firmati con giovani ricercatori sardi, rientrati nel 2013 dalla loro esperienza all’Estero per dare il loro contributo di idee, di progetti e di freschezza all’università e alla comunità sarda”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia che questa mattina ha presentato un’interrogazione insieme all’intero gruppo azzurro, firmata anche dal capogruppo dei Riformatori, Attilio Dedoni. “Dicono che non ci sono fondi – prosegue Cappellacci- ma per altre azioni, come quella dei “visiting professor” ne hanno stanziato perfino in più. È solo una questione di volontà politica: C’è o non c’è? Se non c’è, non si nascondano dietro un dito; se c’è, facciamo seguire alle parole i fatti. Non vorremmo che il curriculum di questi professionisti non fosse considerato una risorsa, magari perché fa “concorrenza” a qualcuno. Il tempo stringe – ha concluso Cappellacci-. Ci aspettiamo una sollecita risposta dal presidente della Regione. Astenersi perditempo e – ha concluso il coordinatore- assessori agli Alibi”.

Di seguito, il testo dell’interrogazione

CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XV LEGISLATURA

INTERROGAZIONE n.

 

INTERROGAZIONE CAPPELLACCI – PITTALIS – DEDONI – CHERCHI Oscar – FASOLINO – LOCCI – RANDAZZO – TEDDE – TOCCO – TUNIS – ZEDDA Alessandra, con richiesta di risposta scritta, sulla proroga dei contratti relativi al programma “Rientro dei cervelli”.

PREMESSO CHE:

Con una lettera aperta, rivolta al presidente della Regione, un gruppo di ricercatori a tempo determinato che svolge la propria attività presso le Università di Cagliari e di Sassari ha chiesto un intervento della Regione in ordine alla proroga dei rispettivi progetti;

I ricercatori, entrati in servizio nell’isola nel 2013, fanno parte del gruppo rientrato in Sardegna con il programma regionale denominato “Rientro dei cervelli”.

Tale programma, avviato con la Finanziaria regionale (L.R. 3/2008), ha proseguito con lo stanziamento annuale di 1 milione di euro;

Dai bandi 2012 di Cagliari e Sassari è avanzata una somma complessiva di 1.459.285 euro;

Il percorso del rientro dei cervelli aveva come “orizzonte” la stabilizzazione dei beneficiari al fine di promuovere un positivo ricambio generazionale con persone che, forti di un’esperienza all’Estero, fossero capaci di portare nuova linfa e nuove idee per il futuro degli Atenei sardi e per quello dell’isola.

Il 30 Novembre del 2016 scadranno i contratti e, dinanzi alle richieste di proroga, l’unica risposta della Giunta regionale è stata un silenzio assordante, che mal si concilia con l’ostentata attenzione all’istruzione ed alla formazione dei giovani sardi;

Alla lettera aperta dei giovani ricercatori, la Giunta regionale ha opposto, almeno stando alle dichiarazioni a mezzo stampa, una netta chiusura che appare prevenuta, immotivata e assolutamente in contrasto con lo spirito del programma Rientro dei Cervelli.

 

Ciò appare altresì un tradimento del “patto” siglato con professionisti che hanno rinunciato ad una carriera già avviata fuori dai confini italiani per cominciare un nuovo percorso in patria e riportare qui i benefici della loro esperienza;

Peraltro la legge Gelmini recita: “la durata dei contratti di cui all’art. 24, lettera a), comma 3, legge 240/2010 è triennale. Per tali contratti è possibile la proroga, per una sola volta, per soli due anni, previa valutazione positiva delle attività didattiche e di ricerca svolte, effettuata sulla base di modalità, criteri e parametri definiti con decreto del MIUR”.

Appare curioso che per altri programmi, come quello relativo ai cosiddetti visiting professor, si registri un incremento delle risorse e che si cada così in una pesante contraddizione: da un lato si afferma che non ci sono risorse a sufficienza, ma dall’altro, quando esiste la volontà politica, si trovano addirittura finanziamenti in più;

Chiedono di interrogare il Presidente della Regione per conoscere:

Se sia a conoscenza dello stato dell’arte sul programma “rientro dei cervelli”;

Se la Giunta regionale abbia la volontà politica di affrontare il nodo relativo alle proroghe dei contratti che scadranno il 30 Novembre 2016;

Se non ritenga opportuno utilizzare i fondi dedicati a tale programma e attualmente giacenti in economia, che garantirebbero senza problemi la proroga dei nostri contratti.

Se, in alternativa, non ritenga opportuno utilizzare altri fondi POR, laddove disponibili, o una pare delle risorse stanziate per il Master and Back;

Cagliari, 28 Ottobre 2016

Equitalia soppressa? E’ una bufala.

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“La soppressione di Equitalia è solo una bufala”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, dopo aver pubblicato sulla sua pagina di Facebook il testo del decreto del Governo Renzi, “spacciato come l’atto che sopprime Equitalia”. Non è una soppressione – prosegue l’esponente azzurro-, ma solo la sostituzione con un altro soggetto: l’agenzia entrate-riscossione.”. Il coordinatore pubblica il testo dell’articolo 1, comma 3 del decreto, che recita: “3. Al fine di garantire la continuità  e  la  funzionalità  delle attività di riscossione, è istituito un  ente  pubblico  economico, denominato    «Agenzia    delle    entrate-Riscossione»    sottoposto all’indirizzo e alla vigilanza del  Ministro  dell’economia  e  delle finanze. L’Agenzia delle entrate provvede a monitorare  costantemente l’attività dell’Agenzia delle entrate-Riscossione, secondo  principi di trasparenza e pubblicità. L’ente subentra, a  titolo  universale, nei rapporti giuridici attivi e  passivi,  anche  processuali,  delle società del Gruppo Equitalia di cui al comma 1 e assume la qualifica di agente della riscossione con i poteri e secondo le disposizioni di cui al titolo I, capo II, e al titolo II, del decreto del  Presidente della Repubblica 29 settembre  1973,  n.  602.  L’ente  ha  autonomia organizzativa,   patrimoniale,   contabile   e   di   gestione.    Ne costituiscono organi il presidente, il  comitato  di  gestione  e  il collegio dei revisori dei conti”. Si tratta – commenta l’esponente azzurro- dell’ennesimo bluff di un presidente del Consiglio sull’orlo di una crisi di consensi, terrorizzato dall’imminente voto referendario. A questa politica degli inganni – ha concluso Cappellacci- occorre dare una risposta energica, di popolo, democratica con il voto referendario del 4 Dicembre”.

Cappellacci: “Non abbandonare i pazienti del reparto Diabetologia Pediatrica”.

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“Così smantellano un servizio vitale per centinaia di bambini e per le loro famiglie”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, interviene sulla situazione del reparto di Diabetologia Pediatrica. “L’inadeguatezza degli spazi e la prospettiva di una riduzione dell’assistenza, spacciata per razionalizzazione, sono un danno ingiusto verso centinaia di piccoli pazienti e i loro genitori. Sarebbe questa – domanda l’esponente azzurro- la grande rivoluzione della sanità promessa dalla Giunta dei baroni? Ci troviamo di fronte all’ennesima azione marziana di un esecutivo di  chi continua a pensare una Sardegna senza i sardi e quindi una sanità senza considerare i pazienti e i loro medici, con un atteggiamento da grigi burocrati che è la negazione della politica. Visto che il risultato è davanti agli occhi di tutti – ha concluso Cappellacci- cambino subito rotta, potenzino i servizi, assicurino spazi e a assistenza adeguati o tornino a fare convegni e riviste, a scrivere e parlare di ciò che loro non sanno fare”.

Mentre Renzi fa propaganda, la pressione fiscale è al 49%.

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“Mentre Renzi fa solo propaganda pre-referendaria, la pressione fiscale arriva al 49%: è questo il risultato di un governo ‘usurario’ che pratica la vecchia politica della Prima Repubblica perché, dietro gli annunci, c’è solo l’aumento del peso delle tasse nelle tasche degli italiani e l’incremento della spesa pubblica”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando i dati diffusi dalla CGIA di Mestre. “Così si massacra l’impresa – prosegue l’esponente azzurro- e si tarpano le ali alle nuove generazioni. Occorre procedere nella direzione opposta: abbassare le tasse per rilanciare i consumi per dare ossigeno alle produzioni e quindi creare anche nuova occupazione. Perché è dall’attività economica, non dai giochi di prestigio politici, che può nascere nuovo lavoro. In Sardegna questa azione deve prendere la forma della zona franca integrale, argomento che i baroni della giunta hanno cancellato dall’agenda politica per confinarlo ai libri e ai convegni. È questo, non le finte riforme pasticciate, lo strumento per dare un’iniezione positive immediata alla nostra economia e, in particolare, alle piccole e medie imprese che oggi lottano con coraggio per sopravvive alla crisi. In due anni e mezzo – prosegue il forzista- Pigliaru e i suoi esimi colleghi hanno solo farfugliato di patti inesistenti, hanno aumentato l’IRAP e hanno riciclato azioni, opere e programmi già avviati in precedenza, almeno quelli che non hanno mandato in malora. Dove sono le ricette miracolose degli scienziati di villa Devoto? Se non hanno un’idea o la capacità di metterla in pratica – ha concluso Cappellacci- tornino pure loro a casa, insieme ad un governo bugiardo e usuraio”.

I baroni della Giunta fanno scappare i cervelli sardi.

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Avete letto l’appello dei ricercatori sardi su L’Unione Sarda di oggi? Non si possono abbandonare i cervelli sardi, che rientrano nella nostra isola, solo perché non sono cresciuti sotto l’ala protettiva di qualche barone o perché non raccomandati da qualche feudatario della politica. Si tratta di ricercatori rientrati nell’isola grazie ad un programma regionale del 2008, che vedono a rischio la proroga del loro contratto, in scadenza a Novembre. Sarebbe singolare se un programma avviato con Renato Soru fosse vanificato proprio dal suo ex assessore, nonché protettore dell’Università di Cagliari, Francesco Pigliaru. Come leggiamo anche oggi sulla stampa, per ciò che forse in qualche modo tocca maggiormente la sensibilità dei papaveri della giunta regionale, come la misura per i visiting professor, i soldi si trovano. Non è pensabile che invece quando si tratta di promuovere concretamente il ricambio generazionale, la dimensione internazionale degli Atenei sardi, la Giunta faccia orecchie da mercante. Sarebbe paradossale se il loro curriculum, arricchito da esperienze qualificate all’estero, fosse considerato un problema, magari perché fa concorrenza a qualcuno, e non una risorsa. In queste ore stiamo preparando un’interrogazione rivolta al presidente della Regione, al quale chiediamo di intervenire subito, di adottare tutti gli atti  necessari per la proroga e a dare una risposta a chi difende non solo il proprio percorso di vita e personale ma la volontà di dare un contributo alla crescita della nostra terra.

 

Migranti- Cappellacci: “Più rispetto per i sindaci”.

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“Più rispetto per i sindaci”. Lo invoca Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, intervenendo sulla polemica riguardante le ordinanze dei primi cittadini. “Come sottolineato anche dall’ANCI –prosegue l’esponente azzurro-, l’articolo 114 della Costituzione è costituito dai Comuni, da atri enti e dallo Stato. Il ruolo dei primi cittadini – prosegue il forzista- e la loro rappresentanza della comunità, siano ben presenti a tutti in tutte le occasioni. Ciò vale ancor di più in un momento in cui – evidenzia l’esponente azzurro- un Governo miope e pericoloso scarica la propria incapacità di affrontare la questione migranti su chi magari dispone solo di quattro vigili urbani e catapulta nelle comunità sarde masse di persone dirette altrove, abbandonate in situazioni incredibili. Ciò avviene con il silenzio complice di un presidente della Regione perennemente nascosto e accondiscendente verso politiche che snobbano i sindaci e le autonomie locali, mentre i suoi colleghi del centro-sinistra si dilettano a inventare teorie come quella dei migranti come rimedio alla bassa natalità in Sardegna. La follia del Governo Renzi e la pavidità della giunta Pigliaru nell’affermare che qui la macchina dell’accoglienza è già saltata per aria stanno causando un conflitto istituzionale senza precedenti. Delle due è l’una – prosegue Cappellacci- o l’intera Sardegna è stata commissariata dal Governo o tutti i nostri sindaci hanno il sacrosanto diritto-dovere di rappresentare ed amministrare la propria comunità. Se il presidente della Regione ha deciso di rinunciare ad esercitare il proprio ruolo, nessuno pensi che i sindaci lo imitino. Si ritorni sul piano del rispetto reciproco, della leale collaborazione istituzionale e soprattutto – ha concluso Cappellacci- chi oggi ha la responsabilità politica di guidare la Sardegna esca dal suo nascondiglio e richiami il Governo al rispetto dell’isola e delle comunità locali”.

Migranti: solo ora Renzi dice di aiutarli nei loro Paesi?

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“Bloccare partenze, aiutarli nei loro Paesi? Noi lo diciamo da un anno e mezzo, ma il PD di Renzi ha respinto le nostre mozioni tacciandoci di razzismo”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le parole pronunciate dal presidente del Consiglio durante la conferenza stampa con il presidente Obama. “E’ una giravolta – sottolinea Cappellacci- che appare più dettata dalle esigenze di recuperare consensi in vista del referendum che da un sincero ravvedimento su una politica folle e pericolosa, che ha scaricato sulle forze dell’ordine, sui territori, sui sindaci un fenomeno di proporzioni epocali. Una follia che ha visto il pieno sostegno del PD sardo, che addirittura sostiene la tesi assurda degli sbarchi di migranti come rimedio alla bassa natalità nell’isola, come se si potesse sostituire un popolo con un altro. Una follia che non ha fatto altro che alimentare il circuito di traffico delle persone, di morte e di affarismo. Le parole non bastano – ha concluso Cappellacci-. Chiedano scusa ai sardi, agli italiani,  ai sindaci mobbizzati dal Governo e cambino completamente politica sulla questione migranti”.

La bufala dell’agenzia sarda delle entrate.

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L’agenzia delle entrate sarda? E’ una bufala o, nella peggiore delle ipotesi, una EquiSardegna, cugina di Equitalia. Considerato che lo Stato centrale continua a incassare direttamente i tributi di sua competenza e a dare successivamente alla Regione quanto spetta in base all’articolo 8 dello Statuto (quando lo dà!), delle due è l’una: o si vuole creare un ente inutile o si sta creando un mostro amministrativo con cui la Regione si accolla le spese della riscossione, ma è sempre Roma la destinataria dei soldi incassati. Insomma, il rischio è quello di creare un sorta di EquiSardegna, ‘cugina’ isolana di Equitalia. Se poi lo Stato centrale non dà alla Regione quanto dovuto, è inutile fare operazioni di immagine finto-sovraniste, similsardiste, quando la Giunta ha ritirato i ricorsi e ha firmato accordi-patacca con cui Renzi ha preso il salvadanaio dei sardi. Solo nell’ultimo anno il Governo ha scippato ben 700 milioni di euro, ha disatteso la sua parte degli accordi. Occorre stracciare quei patti scellerati e pretendere quanto dovuto fino all’ultimo centesimo e riprendere la battaglia sulle accise promossa ed avviata nella scorsa Legislatura. Questa agenzia sarda delle entrate, per come è stata proposta, è solo l’ennesima foglia di fico per darsi una parvenza sovranista e contemporaneamente continuare a coprire gli scippi del Governo Renzi. Perché la verità è che ogni trattativa del duo Paci-Pigliaru con Renzi si è conclusa con soldi in meno per la Sardegna e soldi in più per Roma. Se non fosse così, se hanno tutti i soldi in più che hanno millantato in questi anni, perché non usarli? Perché indebitare i sardi con un super-mutuo da 700 milioni di euro, perché aumentare l’IRAP?

Referendum: il Sì di Pigliaru è solo un signorsì.

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Leggo che il presidente della Regione ha dichiarato il suo “Sì” al referendum del 4 Dicembre. La cosa non mi stupisce per niente e credo che  non sorprenda nessuno nella nostra isola. La posizione del presidente della Regione su determinate, delicate materie è nota da tempo. E’ sufficiente scorrere alcuni suoi scritti per comprendere la linea politica di chi oggi guida la Sardegna.

Ecco alcuni brani tratti da un articolo scritto non molto tempo fa dall’allora professor Pigliaru e intitolato “Indipendenza o cessione di sovranità?”

“Il centro di questa tempesta è infatti la questione della sovranità dei singoli stati che formano l’unione. Per dirla un po’ brutalmente, il caos nasce dal fatto che la rinuncia alle monete nazionali (una perdita di sovranità nella politica monetaria da parte dei singoli Paesi) non è stata accompagnata da una parallela perdita di sovranità in altri ambiti come quelli della politica fiscale o della vigilanza sul sistema del credito”.

“Questa insufficiente “cessione di sovranità” nazionale a favore di un livello sovranazionale di governo impedisce oggi all’Europa di affrontare e di risolvere problemi tutto sommato limitati come quelli della Grecia e dei debiti sovrani accumulati dai singoli stati membri”.

“E soprattutto con un governo europeo a cui delegare la politica fiscale e il potere di decidere quando e come intervenire per affrontare le situazioni di crisi. Il tutto ottenuto attraverso uno scambio tra riduzione di sovranità “locale” e aumento della “copertura assicurativa” per tutti contro il rischio di crisi”

“E se la California non sogna l’indipendenza, perché dovrebbero sognarla la Sardegna o la Scozia?”.

Se questo è il punto di partenza del pensiero del presidente della Regione, la conclusione non poteva essere lontana da quella che lo vede schierato accanto ai sostenitori della riforma Renzi. Altro che norme transitorie, clausole di salvaguardia, intese, revisione dello Statuto! Il presidente della Regione vede nella perdita di sovranità e di autonomia non un pericolo, ma un auspicio sia per l’Italia verso l’Europa che per la Sardegna verso l’Italia. Ecco perché voterà Sì al referendum: perché è pienamente favorevole al progetto renziano di realizzare un centralismo irresponsabile, che porta a Roma e le funzioni e le risorse, ma non assume corrispondenti doveri nei confronti dei territori. Ed è altresì favorevole ad un’ulteriore cessione della sovranità nazionale.

Ecco perché il suo non è un Sì, ma un Signorsì. Se dovesse vincere il sì, la nostra Autonomia sarebbe sotto assedio: sia perché isolata in un contesto in cui si scatenerebbe l’offensiva del “perché a loro sì e a noi no” delle altre Regioni sia perché con la clausola di supremazia, una volta rivisto lo Statuto, lo Stato centrale potrebbe invadere le competenze regionali quando e come vuole, soprattutto per calare dall’alto ciò che viene rifiutato dalle nostre comunità.  Peraltro, Renzi e Pigliaru non hanno certo aspettato le modifiche costituzionali per attuare questo modello: lo abbiamo visto sulla vertenza entrate, con la rinuncia da parte della giunta a tutti i ricorsi promossi da noi e perfino ai benefici di quelli già vinti.

Se quindi la scelta di Pigliaru non sorprende, è invece sempre più sorprendente che coloro i quali parlano di autonomia, indipendenza, sovranità, quelli che predicano il motto “io sono più sardo di te” continuino a sostenerlo.