Altro che aquile, i prof fanno i polli e si fanno soffiare da Renzi i soldi dei sardi.

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“Una faccia tosta incredibile”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia commenta le dichiarazioni dell’assessore Paci sugli accantonamenti e le riserve. “Nel 2014 – spiega l’esponente azzurro- la Giunta Pigliaru ha firmato l’accordo-fregatura con il Governo, ritirando tutti i ricorsi già presentati da noi  e arrivando perfino alla pazzia di rinunciare agli effetti di quelli già vinti. La loro condotta da autentici polli – prosegue il forzista- ha fatto perdere centinaia di milioni di euro ogni anno ai sardi. Solo per il 2016 si tratta di ben 700 milioni di euro. Altre Regioni, come la Valle d’Aosta, sono andate avanti e hanno vinto. Invece per quasi tre anni l’assessore Paci ha ripetuto la menzogna secondo la quale grazie a lui la Sardegna aveva trionfato, ottenendo tutto senza bisogno dei ricorsi: una balla spaziale senza precedenti nella storia dell’Autonomia. Tant’è che dei presunti in soldi in più non c’è neppure l’ombra e, pur di non ammettere l’errore la Giunta ha avuto la ‘geniale’ pensata di indebitare i sardi con due mutui per un miliardo e mezzo di euro. Perfino sulle riserve, sulle quali esiste già una sentenza  del 2012 favorevole alla Sardegna grazie alla giunta da me presieduta, il duo comico Paci-Pigliaru ha calato le braghe e ha lasciato a Renzi soldi che appartengono ai sardi, millantando anche in questo caso vittorie su battaglie che non ha mai fatto o su cui si arresa con disonore. Ora i polli hanno pure l’impudenza di recitare la parte delle aquile, annunciando tardivi ricorsi dopo aver fatto perdere milioni e milioni fondamentali per le famiglie, i territori, le imprese della Sardegna. Basta con le bufale: Pigliaru e i suoi esimi colleghi sono la prima giunta regionale ad aver rinnegato l’Autonomia. Prima vanno a casa – ha concluso Cappellacci-, meglio sarà per i sardi”.

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Il “Sardegnastaiserena” del ministro Boschi non è una garanzia. Anzi.

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“Il motto stai sereno è il marchio di fabbrica e di inaffidabilità del Governo Renzi: perciò quello rivolto dal ministro Boschi è tutt’altro che una garanzia”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore reginale di Forza Italia commenta le dichiarazioni del ministro delle Riforme. “Non è vero che l’Autonomia è intangibile – evidenzia Cappellacci-: è sufficiente un’intesa, come gli accordi patacca firmati in questi due anni e otto mesi da Pigliaru su Tirrenia, entrate e patto di stabilità, per applicare anche alla nostra isola tutto e anche di più. La riforma introduce anche una clausola di supremazia – ricorda l’esponente azzurro- che permette allo Stato di ignorare la volontà della Regione e dei territori su materie assai delicate. E’ immaginabile in quali casi un Governo e, in particolare, un esecutivo insediato per giochi di palazzo, non certo nel rispetto del voto popolare, potrebbe adoperare tale trucco per calare decisioni dall’alto, in spregio alla volontà dei sindaci e della Regione. Ammesso e non concesso che la riforma riduca il contenzioso, lo farebbe a favore dello Stato e in danno ai sardi. Sarebbe ‘tafazziano’,  se rinunciassimo ai nostri diritti e soprattutto ai soldi dovuti alla nostra terra. C’è riuscito uno solo: il presidente Pigliaru, quando ritirò tutti i ricorsi presentati da noi e rinunciò perfino agli effetti di quelli già vinti. Se in una causa privata un avvocato rinunciasse a quando dovuto al suo cliente sulla base di una sentenza, minimo verrebbe ricoverato. Solo quest’anno Renzi ha portato via alla nostra isola oltre 700 milioni di euro e con il nuovo articolo 119 si prepara a mettere le mani nel salvadanaio dei sardi senza che nessuno abbia più la possibilità di opporsi. Quando poi il ministro dice che i senatori saranno eletti sulla base delle scelte dei sardi dice una clamorosa bugia: se dovesse passare la riforma, i cittadini non avranno neppure la scheda per votare il Senato. E peraltro singolare l’interpretazione secondo la quale tutto lo Statuto resterebbe in vigore, tranne l’articolo sulla incompatibilità tra consigliere regionale e senatore.  Per quanto attiene ai costi della politica – prosegue il forzista- noi, grazie all’Autonomia, abbiamo ridotto le indennità, abbiamo tagliato il numero dei consiglieri, eliminato i vitalizi, cancellato i soldi per i gruppi. Chi viene qui a impartire lezioni di parsimonia, ma poi spende per l’aereo presidenziale una cifra pari a tre volte la nostra continuità territoriale – ha concluso Cappellacci- dovrebbe avere la decenza di tacere”.

Pigliaru è il primo presidente della storia a rinnegare Autonomia.

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“Pigliaru ripete come un automa che la riforma rinforza le Autonomie, ma non spiega mai in cosa consista questo grande progresso”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, replica alle dichiarazioni del presidente della Regione. “La nuova clausola di supremazia, l’articolo 119 che consente al governo di mettere le mani nel salvadanaio dei sardi più di quanto non abbia già fatto fino ad ora e il nuovo quadro centralista sono gli arnesi del furto con scasso di Renzi e compagni a danno dell’autonomia e delle casse dei sardi. Se l’argine a tutto questo è costituito da una semplice intesa, c’è di che preoccuparsi alla luce degli accordi firmati proprio da Pigliaru su Tirrenia, sulle entrate, sul patto di stabilità etc. Lui parla di Regioni che si comportano bene – sottolinea Cappellacci- perché questa è l’unica cosa che riesce a fare: comportarsi bene ed obbedire agli ordini di Renzi, ma non può pretendere che un’intera Regione faccia altrettanto. Quanto alle bufale – ha concluso Cappellacci- un presidente della Regione che contrabbanda come soldi in più i 700 milioni scippati dal Governo e che ha il triste primato di aver trasformato l’istituzione regionale in una scalcinata agenzia di comunicazione del suo leader, dovrebbe vere la decenza di tacere. Quella di Renzi cuor di leone in Europa è la più clamorosa di tutte e quella che, se l’inconsistenza del governo sullo scenario internazionale non fosse drammatica, farebbe pure ridere l’Italia intera. Pigliaru – ha concluso Cappellacci- è il primo presidente della storia a rinnegare l’autonomia per la carriera personale”.

Migranti, sbarchi nel Sulcis sono servizio di linea di Pigliaru e Renzi.

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“Gli sbarchi nel Sulcis sono ormai un servizio di linea della nuova continuità territoriale di Renzi e Pigliaru?” Lo domanda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna, commentando l’ennesimo arrivo di migranti nel Sud Sardegna. “Non solo la nostra terra – prosegue il forzista- è la destinazione fissa degli arrivi imposti dal Governo, ma, a causa della politica vergognosa dell’esecutivo romano e dell’atteggiamento sottomesso del presidente della Regione, è diventata anche ormai una meta abituale di quello che assume ormai i connotati di un servizio di linea dell’immigrazione clandestina. Il centro-sinistra, però, va avanti all’insegna del ‘va tutto bene’, respinge le nostre mozioni e non si interroga neppure su questi arrivi costanti, che sono l’emblema di un’immigrazione senza criteri e senza controlli. Anzi, addirittura ci dicono che dobbiamo essere contenti perché i sardi fanno pochi figli e dovremmo pure ringraziare che arrivi qualcuno a sostituire il nostro popolo nella nostra terra. Ecco perché con questo governo e questa giunta regionale non c’è nessuna possibilità di dialogo: devono andare a casa subito, prima di fare altri danni”.

 

Cappellacci(FI): Governo fa generoso con soldi già nostri e scippa 415 euro l’anno a ogni sardo.

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“Con NO a referendum i sardi possono stoppare cinico disegno centralista”.

“Aumentano i patti e le conferenze stampa, diminuiscono i soldi per la nostra isola”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, interviene sugli annunci della giunta regionale riguardo al fantomatico patto per la Sardegna. “In questi due anni e mezzo la nostra terra ha subito pesanti tagli proprio del Fondo Sviluppo e Coesione e, per limitarci solo al trucco degli accantonamenti, Renzi scippa 415 euro l’anno ad ogni sardo. E’ questo il frutto di una politica neo-centralista, che prima porta via le risorse ai territori e poi si appropria delle funzioni. Un centralismo irresponsabile – evidenzia Cappellacci- perché testo solo ad occupare il potere ovunque, a dedicare attenzione solo alle aree del Paese più appetibili dal punto di vista numerico ed elettorale e a ricordarsi della Sardegna solo quando c’è da organizzare lo sbarco delle navi cariche di migranti. Per stare al tema ferroviario e parafrasando una vecchia canzone, il treno dei desideri nei pensieri del Governo Renzi all’incontrario va. Quella che vediamo in questi giorni è solo propaganda mascherata da comunicazione istituzionale. Anche per questo – ha concluso Cappellacci- è importate dare una risposta decisa: con il ‘No’ al referendum i sardi possono opporsi ad un cinico disegno centralista, portato avanti con la complicità del primo presidente della Regione della storia sarda che rinnega e svende l’Autonomia”.

Economist? No, grazie. Preferisco il mercato di S. Benedetto.

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Quanto risalto al cosiddetto sostegno dell’Economist al NO…
Noi non siamo come quella sinistra con la erre moscia che ha sempre bisogno di citare l’autorevolissimo giornale straniero. Le giravolte di una stampa straniera ancora bruciacchiata dal caso Trump ci lasciano totalmente indifferenti. Anzi, preferiamo tenere le distanze da prese di posizione più dannose che benefiche. Alle voci di questi presunti sapienti oltre confine preferisco quelle più sincere del mercato di S. Benedetto di Cagliari.
Il 4 Dicembre sceglieranno gli italiani. Tutti, non solo quelli che hanno un palchetto privilegiato da cui parlare.
Fatevene una ragione.
#iovotoNO
P.S: per chi avesse la memoria corta, ricordo alcune delle copertine pubblicate dai signori che oggi provano a intorbidire le acque del NO. Credo che abbiamo ottimi motivi per restare distinti e distanti…

Consulenze alle stelle, sanità fuori controllo, scippi dello Stato: i conti di Pigliaru non tornano.

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Giunta pensa solo a pochi eletti. Ai comuni mortali più tasse e un debito di 1200 milioni.

“Le relazioni della Corte dei Conti vanno lette per intero e non piegate all’interpretazione più gradita”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta il “finto trionfalismo” della Giunta sul rendiconto della Corte dei Conti. “Riguardo alla spesa sanitaria, la Corte scrive testualmente che tuttavia si deve osservare che il confronto con le annualità precedenti deve tenere conto che dal 1/1/2015 hanno trovato applicazione i principi contabili del titolo II del D.Lgs. n. 118/2011, primo fra tutti quello della competenza finanziaria potenziata, che non rendono omogenei i dati della serie storica. In altre parole, non si possono paragonare le pere con le mele e, se andiamo a vedere anche i documenti della Giunta regionale, il risultato è che la spesa sanitaria cresce anziché diminuire. Altrettanto goffo e falso è il trionfalismo sulla vertenza entrate: in primo luogo, perché dall’accordo in poi non c’è un solo centesimo in più rispetto alle somme che venivano già iscritte nel bilancio regionale; in secondo luogo, perché c’è molto di meno, perché con il trucco degli accantonamenti il Governo porta via 700 milioni di euro l’anno alla nostra terra. Ma la vera anima della Giunta regionale emerge dal dato relativo alle consulenze esterne, che registra un aumento vertiginoso del 65,5% (circa 186 milioni di euro). Al netto della ricapitalizzazione di Abbanoa, cresce di 72 milioni anche la spesa per le società partecipate. Insomma, quelli che si sono proposti come i risanatori parsimoniosi sono l’esatto opposto, delle cicale travestite da formiche, che pensano solo a pochi eletti e dimenticano i comuni mortali. Per i primi consulenze e grandi onori, per i secondi solo l’aumento delle tasse e un debito di 1200 milioni”.

L’accordo Padoan-Pigliaru è una boiata pazzesca, ma la Giunta non lo ammette.

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“La Giunta regionale si accorge dopo due anni e mezzo che l’accordo Padoan-Pigliaru è una boiata pazzesca?” Lo domanda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando l’indiscrezione secondo la quale l’esecutivo avrebbe presentato un ricorso riguardo ai soldi scippati dallo Stato centrale con il trucco degli accantonamenti. “Perché – prosegue Cappellacci- un esecutivo che invia comunicati stampa per accompagnare perfino i colpi di tosse degli assessori non ha sentito il bisogno di comunicare ai quattro venti questa notizia? Forse hanno paura di interrompere il bufala-show di Renzi nel rush finale della campagna referendaria? Perché continuano ad esaltare pubblicamente un accordo che, almeno da quelli che non credono alle bugie che propinano agli altri, viene maledetto in privato? Hanno forse timore di ammettere che avevamo ragione noi e che firmare un atto con cui hanno rinunciato a tutti i ricorsi presentati da noi e perfino ai benefici di quelli già vinti è stata un’idiozia, perché significava perdere centinaia di milioni di euro ogni anno e che sono stati dei veri polli? Non possono permettersi di ammettere che i soldi in più millantati dall’assessore alla Finzione non esistono? E’ stata l’evidenza dei fatti, come il ricorso vinto davanti alla Corte Costituzionale dalla Valle d’Aosta, a costringere i baroni di villa Devoto a questo timido ricorso. Se non avessero ritirato quelli promossi da noi, oggi anche la Sardegna avrebbe ottenuto un risultato concreto. Se si sono accorti del gravissimo errore politico e contabile, ammettano pubblicamente la loro incapacità e riflettano sull’adeguatezza al ruolo rivestito. La loro vanagloria, i festeggiamenti per battaglie che non hanno mai combattuto costa già troppo ai sardi: un miliardo e duecento milioni di maxi-mutui e altrettanti soldi persi dalla Sardegna e scippati dallo Stato centrale. Perseverare – ha concluso Cappellacci- sarebbe diabolico”.

Migranti: stop agli arrivi in Sardegna. Basta con la politica dello struzzo.

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“Quello avvenuto nel palazzo civico di Cagliari è solo l’ultimo episodio di tensione, avvenuto in una zona dove ormai tali situazioni sono all’ordine del giorno. E’ l’ennesimo accaduto in Sardegna”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando i disordini causati oggi da due migranti oggi a Cagliari. “Quella che qualcuno si ostina a chiamare ‘perfetta macchina dell’accoglienza’ è solo una pericolosa polveriera, con un Governo che usa la nostra isola come grande centro di accoglienza per non disturbare i padroncini europei di Renzi e perpetuare un meccanismo che non distingue tra profugo e clandestino, che continua a seminare morte, sfruttamento e che mette a rischio il futuro della compagine sociale isolana. Il centro-sinistra continua a mettere la testa sotto la sabbia o addirittura a sostenere la teoria aberrante per cui i migranti servono a sostituire i sardi, che fanno pochi figli. E’ ora di porre fine a questo regime dell’irresponsabilità, dei buoni per definizione che fanno la passerella e poi lasciano in pericolo le forze dell’ordine e le comunità ospitanti. Se il Governo ha deciso di fermare gli arrivi a Milano, a maggior ragione occorre imporre uno stop in Sardegna, che già da mesi ha superato le quote assegnate. L’immigrazione indiscriminata, senza criteri e senza controlli – ha concluso Cappellacci- tradisce ogni fine umanitario e perpetua la macchina della morte, dell’affarismo, della tratta di persone”.

La continuità aerea? Con l’autostoPigliaru

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“Mentre la Sardegna perde migliaia di passeggeri per la politica del disfare di Pigliaru e compagni, il presidente della Regione chiede un passaggio in aereo agli amici corsi”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, interviene nuovamente sulla questione dei collegamenti aerei. “Noi avevamo lasciato la nuova CT1 (Roma e Milano) con la tariffa unica e con prezzi più bassi, una CT2 (rotte minori) pronta a partire sempre con la nuova tariffa unica e i voli low cost a pieno regime. Loro hanno promesso una rivoluzione, ma prima hanno ottusamente cancellato la CT2 per le rotte minori, costringendo i passeggeri a scegliere itinerari più lunghi e costosi e facendo sballare la disponibilità di posti da Roma e Milano, poi hanno fatto scappare le low-cost e fatto colare a picco i flussi per Alghero e diminuito quelli per Cagliari. Ora per darsi un tono internazionale, con una spolverata identitaria, fanno finta di fare battaglie verso la stessa Unione Europea, cui hanno sempre detto signorsì, per smarcarsi dal fallimento di decisioni che spettavano a loro stessi e non ad altri. I patti delle isole ci sono già. Solo che, una volta rientrati in patria, ci sono quelli che alle parole fanno seguire i fatti e quelli come Pigliaru che invece si addormentano e si scuotono dal loro torpore solo per applaudire il presidente del Consiglio. La Sardegna – ha concluso Cappellacci – chiede una continuità territoriale vera, non quella con l’autostoPigliaru”.