Renzi in Sardegna: patti fasulli, fregature vere.

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Riforma costituzionale piede di porco per svaligiare la Sardegna.

Da Renzi patti fasulli e scippi veri. Mentre si atteggia a benefattore con risorse che appartengono già alla Sardegna, con l’altra mano Renzi sottrae centinaia di milioni: nella legge di bilancio proposta dal Governo si prolunga fino al 2020 lo scippo di ben 700 milioni di euro ogni anno. Alla vigilia della consultazioni elettorali e referendarie, puntuali arrivano patti, promesse e pacche sulla spalle ai suoi compagni dell’isola, ma neanche un euro e un’azione concreta per la nostra terra. In tre anni è passato dal Mater Olbia al patto di stabilità, alla messinscena del patto per la Sardegna insieme al presidente della Regione a Sassari. E come dimenticare il siparietto alla Leopolda 2015 in cui prometteva prezzi popolari per viaggiare con i traghetti della Tirrenia? Mentre il premier sull’orlo di una crisi di consensi tenta di incantare l’opinione pubblica con gli effetti speciali, prepara nuove mosse a danno della Sardegna e dei sardi. La riforma costituzionale è il ‘piede di porco’ per svaligiare ancora una volta la nostra isola. Il nuovo articolo 119 prevede infatti che lo Stato centrale possa infilare le zampe nel salvadanaio dei sardi con una semplice legge ordinaria. Se ci fosse stata una norma simile, in passato non avremmo potuto vincere i ricorsi alla Corte costituzionale e salvare quelle risorse cui Pigliaru allegramente ha rinunciato per la sua fifa cronica di sfidare i capibastone romani. Se non è congegnato per le regioni speciali e per far saltare lo scudo del nostro Statuto, visto che per le ordinarie basta già una semplice legge ordinaria, perché hanno previsto un simile passaggio? Pigliaru dice che non c’è problema, che tutto è subordinato ad un’intesa. Abbiamo visto che razza di intese ha firmato lui in questi due anni e mezzo su Tirrenia, sulle  entrate e sul patto di stabilità. Ecco perché il 4 Dicembre chiediamo ai sardi una risposta forte, di popolo alla politica degli annunci, degli inganni e al servilismo del primo presidente della Regione della storia sarda che rinnega l’Autonomia.

 

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