Aerei- da Deiana involontaria conferma: i soldi promessi da Renzi non ci sono.

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“Il nervosismo ha indotto l’assessore Deiana a compiere un’involontaria conferma: i soldi per la continuità aerea non ci sono e i pochi arrivati sono inutilizzati”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia – Sardegna replica alle dichiarazioni dell’assessore ai Trasporti. “Al di là dei giri di parole – prosegue l’esponente azzurro-, quelli relativi al Fondo Sviluppo e Coesione non sono mai arrivati e, alla faccia delle priorità dichiarate, non c’è nulla neanche negli altri atti emanati dal Governo e dal Parlamento, come l’ultima legge di stabilità. Deiana dice che arriveranno, il che vuol dire che non ci sono, e forse ha perso la cognizione di tempo, perché sta per finire anche il 2016 e lui forse è ancora fermo alle dichiarazioni programmatiche del 2014. Le uniche risorse di cui c’è traccia sono i trenta milioni del 2015, ma nessuno le ha utilizzate perché la giunta Pigliaru è quella che cento ne annuncia e zero ne fa? Anziché fare repliche stizzite all’opposizione, chiedano con sollecitudine i soldi al Governo. Dovrebbero avere 90 milioni dei 120 promessi, ne hanno solo 30 e non usano neppure quelli: il problema non è non saper leggere ma non saper fare i calcoli e non decidere niente”.

Caro-bus: Pigliaru non cancella i suoi “balzelli”.

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“La Giunta annuncia la riattivazione del travel planner, ma tace sull’aumento dei biglietti e degli abbonamenti”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, che ha ripreso il tema del caro-bus deciso dalla Giunta Pigliaru. “Ad esempio – evidenzia Cappellacci -, l’inquadramento in un’unica tratta della fascia chilometrica compresa tra i 10 e i 20 chilometri vede un costo di 37 euro per l’abbonamento mensile destinato agli studenti. Nella situazione precedente, il costo era 28,50 euro per la fascia 10-15 KM e 38,50 in quella 15-20 KM: il risultato è un aumento cospicuo nel primo caso, corrispondente a quasi 10 euro in più per fare lo stesso tragitto di prima. Il nuovo sistema tariffario – prosegue l’esponente azzurro- ha altresì determinato un aumento del costo dei biglietti per la corsa semplice, con un effetto raddoppiato dalla eliminazione dei tagliandi validi per l’andata e ritorno e dei corrispondenti benefici. Tale penalizzazione non è stata compensata dall’introduzione del biglietto giornaliero, il cui prezzo è superiore al vecchio “andata e ritorno” ed in ogni caso non calibrato sulle esigenze dei cittadini interessati a tali misure. Inoltre – prosegue il coordinatore di Forza Italia- con il nuovo sistema tariffario la Giunta regionale ha altresì cancellato le agevolazioni basate sul modello ISEE, che erano rispettivamente del 55% per gli studenti sotto la cosiddetta soglia e del 42% per gli studenti sopra la soglia. Sono state eliminate anche le agevolazioni del 55% e del 32% previste rispettivamente per gli ultra-sessantacinquenni sopra la soglia ISEE e per quelli sotto la soglia. La nuova disciplina tariffaria rappresenta una scelta iniqua, che penalizza le fasce più deboli della comunità, aumentando in maniera subdola, dietro la facciata di una semplificazione che non c’è, i costi sostenuti dalle famiglie sarde e in particolare dai cittadini che hanno necessità del mezzo pubblico per poter esercitare il proprio diritto allo studio. Assistiamo anche a paradossi come quello che costringe i ragazzi sardi a comprare un abbonamento dal 20 Dicembre al 7 Gennaio per recarsi a scuola in un periodo in cui i giorni di lezione sono pochi. Gli aumenti delle tariffe – sottolinea l’esponente azzurro- rappresentano altresì un duro colpo alla continuità interna tra i Comuni della Sardegna ed in particolare a danno di quelle aree che più di altre hanno necessità di servizi efficienti, a costi accessibili, per poter vincere lo spopolamento e la desertificazione economica. In questi mesi abbiamo assistito alle promesse, agli annunci di soluzioni che non arrivano, ad altrettante illusioni. I baroni di villa Devoto parlino meno e agiscano di più: cancellino subito i balzelli sui biglietti e gli abbonamenti”.

Che fine hanno fatto i soldi per la continuità aerea sarda?


Nella versione on line della legge di stabilità approvata il 7 Dicembre non leggiamo nessun passaggio sulla continuità territoriale area per la Sardegna: è un problema di bozze non definitive o Renzi si è dimenticato le promesse sul finanziamento di trenta milioni l’anno? Sarebbe grave, se venisse meno perfino quello che poteva essere considerato solo un acconto, visto che la cifra spesa per sostenere le continuità, posta a carico della Regione a causa dell’accordo Soru-Prodi del 2006, è più del doppio.In ogni caso, secondo quanto ci risulta, i trenta milioni previsti nel decreto “Misure urgenti per interventi nel territorio” del 2015 non sono mai stati spesi dalla Giunta Pigliaru. Per questo ancora più grave è l’inerzia di una Giunta regionale che in tre anni non ha fatto nulla e ha disfatto molto: hanno cancellato le rotte minori, facendo sballare la disponibilità di posti sulla CT1 per Roma e Milano e costringendo i viaggiatori a compiere itinerari più intricati e costosi e hanno mortificato il sistema delle compagnie low-cost. I dati sui passeggeri degli scali di Alghero e Cagliari rappresentano l’emblema di una politica che si ferma agli annunci.
Quando le risorse promesse non arrivano, è un problema, ma quando non si utilizzano neppure le poche a disposizione, è una vergogna. Se la mancata indicazione delle risorse per la Sardegna è una svista, ne saremo lieti; se invece i soldi non ci sono occorre chiederli con la giusta determinazione e soprattutto usarli per provvedimenti concreti, non solo per le slide delle conferenze stampa. 

La Valle d’Aosta si riprende i soldi, la Sardegna no per le genialate di Paci e Pigliaru.

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“Con l’approvazione della legge di stabilità la Valle d’Aosta si è ripresa i soldi sottratti dal Governo, la Sardegna invece resta a bocca asciutta, a causa del folle ritiro da parte del duo Paci-Pigliaru di un ricorso alla Corte Costituzionale presentato da noi nella scorsa Legislatura. Basterebbe questo per giustificare le dimissioni dell’assessore prima e del presidente della Regione subito dopo”.

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Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia. “Come se non bastasse – prosegue l’esponente azzurro- l’autore di questo capolavoro che ha fatto perdere alla nostra isola centinaia di milioni di euro, non ha fatto i compiti e, mentre le famiglie, le imprese e i territori aspettano risposte, non si è preoccupato di preparare la legge Finanziaria. Se anziché andare alla spasmodica ricerca di visibilità, avesse svolto il suo ruolo, la Sardegna avrebbe già una legge approvata. L’intera isola dopo anni di annunci trionfalistici e di fantomatiche politiche keynasiane è allo stremo. Ci saremmo aspettati un’insurrezione della stessa maggioranza davanti all’annuncio di una legge Finanziaria presentata (presentata non approvata) a gennaio anziché a settembre. L’esercizio provvisorio è un disastro per il territorio. Lo stesso Paci aveva giurato che non si sarebbe ripetuto, ma ancora una volta non ha fatto seguire alle parole i fatti. E’ arrivato l’annuncio dell’esercizio provvisorio, che bloccherà per molti mesi la Programmazione e l’utilizzo di quelle poche risorse rimaste dopo le scorribande di Renzi nel salvadanaio dei sardi, con la succube accondiscendenza dell’assessore Paci. Ma dove sono quegli strenui difensori dei diritti dei sardi che ieri per questo avrebbero lamentato, strillando in tutte le sedi, la violazione delle regole e l’oltraggiosa noncuranza dei problemi che affliggono la Regione da parte di una Giunta regionale incapace e inaffidabile? E il presidente cosa fa? invece di preoccuparsi dei sardi e dei loro problemi si dimena solo per blindare e mettere in sicurezza il suo collega, nominato incautamente vicepresidente che sino ad oggi ha prodotto solo ridicoli annunci e che ha fatto perdere alla Sardegna centinaia di milioni di euro. Se il presidente, invece di assicurare ai sardi gli strumenti per venir fuori dalla terrificante crisi in cui sono stati precipitati dalle strampalate scelte dell’amico, ritiene che per una errata declinazione del principio di lealtà non possa destituire il suo assessore ai quali è legato da lunga amicizia, non ha che una strada: le dimissioni. Prima vengono i doveri, poi i rapporti di colleganza”.

No a centro di accoglienza per migranti a Cagliari. Pigliaru si dimetta.

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“No al centro di prima accoglienza al porto di Cagliari”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni del presidente Pigliaru riguardo all’imminente realizzazione di un centro di prima accoglienza presso lo scalo cagliaritano. “Quelle del presidente della Regione – sottolinea Cappellacci- sono dichiarazioni fuori dalla realtà: da un lato invoca il rispetto di fantomatiche quote, che sono già saltate, dall’altro si genuflette al governo cripto-renziano e  porta avanti il progetto folle del centro nel porto di Cagliari. Anziché promuovere la vocazione turistica della porta di Cagliari sul mare e dare seguito agli strumenti di programmazione avviati in precedenza, Pigliaru ci riporta all’epoca delle barriere e delle cancellate tra la città e il suo mare. E asseconda l’idea della trasformazione della Sardegna in un grande centro di accoglienza, in un punto di approdo fisso per le navi dei migranti. Chissà come mai un governo avaro come non mai verso la nostra isola stranamente trova i soldi per realizzare qui il ‘terminal’ dei migranti. E’ singolare – prosegue Cappellacci- che neppure la lezione impartita dal popolo sardo con il referendum abbia smosso il presidente della Regione dalla suo appiattimento alla linea dettata dai capibastone del giglio magico. Per una volta – ha concluso Cappellacci- difenda i sardi dal Governo anziché il Governo dai sardi oppure, se non ha il coraggio di esprimere un minimo dissenso rispetto alle decisioni dei suoi referenti, si dimetta”.

 

Cappellacci(FI): chi dorme non piglia rally (mondiale).

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“La Giunta si svegli dal suo torpore e assicuri alla Sardegna il mondiale di Rally”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna, commentando le notizie riguardanti i ritardi nell’accordo con gli organizzatori. “Il binomio rally mondiale-Sardegna rappresenta una tradizione vincente e un veicolo formidabile per la promozione della nostra isola, perché porta il nome della nostra terra in tutto il mondo. Ad una giunta regionale che finora si è distinta solo nei tardivi addobbi aeroportuali, con una promozione rivolta a chi è già arrivato in Sardegna, chiediamo di non dissipare un patrimonio consolidato negli anni e di mantenere nell’isola il rally. Poiché già in passato altre aree del Paese hanno tentato di aggiudicarsi la competizione – sottolinea l’esponente azzurro- sarebbe stupido fare un regalo simile e soprattutto sarebbe un danno in termini di presenze turistiche in un momento in cui la competizione con altri territori è alta. Tra una vertice e l’altro per il rimpasto, il presidente della Regione – ha concluso Cappellacci- si occupi anche della Sardegna”.

Finanziaria in ritardo. I baroni si dimettano.


“Un assessore che alla fine dell’anno neppure ha proposto la Finanziaria alla Giunta dovrebbe dimettersi e nascondersi”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta gli annunci dell’assessore Paci e le giustificazioni sui ritardi della Finanziaria. “Fino a due anni fa – ricorda Cappellacci- la stima delle entrate regionali era fatta per tempo e con previsioni realistiche e corrette. Da qualche tempo invece arrivano in ritardo e con calcoli sballati. Oggi – prosegue l’esponente azzurro- l’assessore dichiara che siamo in regime di compartecipazione e che le entrate regionali vengono conosciute solo dopo la chiusura dell’esercizio finanziario. Bella scoperta: non si era accorto che succede dal 1948? Giustificare un ritardo nella Finanziaria in questo modo è un tentativo ridicolo per coprire l’immobilismo cronico della giunta e i fallimenti di chi ha millantato risorse in più e invece ha fatto perdere centinaia di milioni alla Sardegna. Chiedano scusa – ha concluso Cappellacci- e vadano a casa”. 

I terminator della continuità aerea.

Dovete partire da Cagliari per Roma questa settimana?
“Posti terminati”

“Posti terminati” 

“Posti terminati”. 

Questa è la continuità dei terminator dei diritti dei sardi. 

Poi magari chiami l’agenzia, ti metti in lista d’attesa e ti scovano quello che non è visibile sul sito… 

Alla faccia della trasparenza! 

Anche per questo occorre subito una #pigliaruexit

Migranti: altri 850 domani a Cagliari. Pigliaru tace e acconsente.


“La Sardegna viene usata come nuova Lampedusa e il presidente Pigliaru tace e acconsente”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia,commentando l’imminente arrivo di altri 850 stranieri al porto di Cagliari. “È vergognoso – prosegue l’esponente azzurro- che non si prenda posizione contro un sistema che perpetua il meccanismo di morte, di affarismo, di tratta delle persone che è incompatibile con ogni dichiarato fine umanitario. Dopo le passerelle al porto canale del duo Soru-Pigliaru – evidenzia il coordinatore- tutto è stato scaricato sulle spalle delle Forze dell’Ordine e, nel caos totale, si continua a farneticare di quote o, peggio ancora, di sbarchi di migranti come rimedio alla bassa natalità dei sardi. Nel frattempo aumentano nelle nostre città gli scippi, i furti e. Le aggressioni. L’isola – ha concluso Cappellacci- non puoi essere usata come muro d’Europa nel Mediterraneo. Fermare subito gli sbarchi imposti da Roma”.

Pigliaru da tre anni si schiera contro i sardi.

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Su accise, trasporti, entrate, paesaggio, scuola, migranti, presidente ha sempre difeso Governo dai sardi anziché sardi dal Governo.

“Non è una banale crisi politica, ma una rottura senza precedenti sul ruolo svolto dal presidente della Regione. E’ una crisi di idee e di valori che non è rimediabile con una nuova distribuzione di poltrone, perché ha visto una sconfessione clamorosa della linea politica del primo presidente della storia che ha rinnegato l’Autonomia”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna, commentando la situazione politica verificatasi dopo il voto referendario. “Non si tratta di un singolo episodio, perché la cessione della sovranità e dell’Autonomia ha caratterizzato tutto il mandato di Pigliaru fin dall’inizio: ha alzato bandiera bianca sul ricorso per le accise, ha firmato intese sulla Tirrenia vantaggiose solo per la compagnia, ha regalato a Renzi centinaia di milioni dei sardi con la sua resa incondizionata sulle entrate, ha consegnato al Ministero le chiavi della politica sul paesaggio, ha chiuso le scuole nei piccoli centri, non ha battuto ciglio davanti alla trasformazione della Sardegna in un centro di accoglienza per migranti. Insomma – evidenzia il forzista- ha messo in pratica quella cessione della sovranità, che già predicava da professore universitario. Questa linea è stata bocciata da una massa di sardi, che va perfino oltre i confini delle forze di opposizione e che travolge una giunta che si è solo accodata alla narrazione renziana di un Paese immaginario, di una politica che vive nell’illusione che basti non citare i problemi per spacciarli come risolti. Con il referendum Pigliaru ha consumato l’ultimo atto, il più disonorevole della sua esperienza politica: ha detto ai sardi che si poteva rinuncia all’Autonomia perché tanto lui possiede il numero di telefono dei “lucalotti” vicini al presidente. La risposta dei sardi è stata molto più di un voto, una vera e propria sommossa con i metodi della democrazia. A questa ribellione di popolo il presidente ha saputo rispondere solo con un prolungato silenzio, interrotto solo dalla gaffe sul voto dei cittadini di Bolzano come risposta a quello dei sardi che egli dovrebbe rappresentare. Ora più di prima Pigliaru è come Don Abbondio, un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro: prima questi ultimi erano i notabili del giglio magico, ora sono i feudatari della sua maggioranza. L’isola non può restare bloccata dall’indecisionismo di un presidente tutto teoria e zero pratica, dalle faide del PD e dagli equilibrismi per tenere uniti i rimasugli della maggioranza a suon di poltrone e politiche volte solo ad accontentare i feudatari. Dopo due anni di codardia politica – ha concluso Cappellacci-, Pigliaru faccia un atto di coraggio e rassegni le dimissioni”.