Meridiana: la giunta non si comporti come Ponzio Pilato.


“La Giunta non assuma comportamenti pilateschi, ascolti l’allarme dei sindacati e si attivi affinché la massima attenzione alla vertenza Meridiana non sia solo quella dei ripetitivi comunicati stampa”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, intervenendo sulle questioni sollevate dai sindacati riguardo alla delicata vicenda della compagnia aerea. “Il timore di una nuova ondata di esuberi e del trasferimento a Malpensa della base operativa – sottolinea l’esponente azzurro- rappresentano un pericolo per i lavoratori, per le loro famiglie e anche per un intero territorio. Occorre che la politica regionale e nazionale esercitino il proprio ruolo ai massimi livelli: bisogna farlo subito, prima che nuovamente si parli di ‘buoi già scappati dalla stalla’. 

Migranti: no ad accoglienza “confusa”. Sbarchi per ripopolare Sardegna? Teoria assurda.

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“Quando si inizierà a parlare di rimpatri?” Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna, commenta l’esito della riunione in Prefettura sulla questione migranti. “Quando è senza criteri e senza controlli – sottolinea l’esponente azzurro-, l’accoglienza è ‘confusa’, si allontana da ogni fine umanitario e alimenta altri fenomeni speculatori e criminali. Prima di parlare di presunti modelli di ‘accoglienza diffusa’, destinati a rimanere inattuati visto che già oggi si sono perse le tracce di molti stranieri sbarcati nel 2016, avremmo voluto sentire parole chiare riguardo alle esigenze di sicurezza, sempre più urgenti di fronte all’evidenza degli ultimi fatti avvenuti in Europa. Intanto il governo continua a balbettare sulle scelte di politica internazionale, tese a limitare i flussi. Ancora una volta l’impressione è che le decisioni siano indirizzate a perpetuare l’emergenza anziché a limitarla e governarla e che si continui a scaricare il barile sui sindaci, sulle forze dell’ordine e sui comuni cittadini. Nel giro di due anni l’isola è stata utilizzata come una ‘nuova Lampedusa’, come luogo di contenimento e di smistamento di masse di stranieri, e qualora, come sostenuto anche in questa occasione e come ipotizzato anche da diversi rappresentanti del centro-sinistra, il passo successivo fosse quello di ripopolare i piccoli paesi con gli sbarchi, siamo assolutamente contrari”.

 

Prezzo del latte: la Giunta almeno inizi ad applicare le leggi già approvate da n

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“Trascorsi tre anni dal suo insediamento, la Giunta regionale è ancora ferma a dichiarazioni programmatiche e non è in grado di dare nessuna risposta concreta al mondo agro-pastorale”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, a margine del dibattito sul prezzo del latte in Consiglio regionale. “Sarebbe bastato applicare almeno le leggi già approvate nella scorsa Legislatura – prosegue l’esponente azzurro- per evitare che la situazione assumesse i toni drammatici che ha in questi mesi. Continuano a fantasticare di mirabolanti studi accademici, di politiche avveniristiche, ma non ci si rende conto neppure di quello che è davanti al loro naso. Occorre lavorare affinché i ripetuti allarmi lanciati dai pastori, dagli agricoltori e dalle associazioni di categoria non cadano nel vuoto”.

Hanno preso tutti per scemi?

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La Giunta regionale continua a mentire sui conti della Regione. Ha appena inviato un comunicato in cui afferma che “La Finanziaria del 2016 non è illegittima” Leggete voi stessi il dispositivo della sentenza. Possono essere convinti di essere dei geni, ma non possono pensare che tutti intorno siano degli imbecilli o non sappiano leggere.

Finanziaria 2016 illegittima, baroni bocciati.

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“Dopo l’impugnativa davanti alla Corte Costituzionale, l’assessore alla Programmazione aveva seraficamente sminuito l’episodio, parlando di tecnicismo che non cambia nulla”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta la sentenza della Corte Costituzionale sulla Finanziaria 2016. “Ora non solo la Sardegna non ha la Finanziaria per il 2017, a causa dei ritardi della Giunta regionale, ma vede travolta da una sentenza dei giudici costituzionali anche quella per il 2016. C’è il tanto per un bel cappello da asino per una giunta che impartisce lezioni agli altri, ma colleziona figuracce: dall’accordo patacca al ritiro dei ricorsi promossi da noi, passando per la vicenda dei 700 milioni l’anno scippati da Renzi, fino ai due maxi mutui con cui hanno indebitato i sardi pur di non pretendere da Renzi il maltolto. Con quale faccia l’assessore oggi verrà in Aula a chiedere l’autorizzazione all’esercizio provvisorio? Basta con i pasticci: si dimetta – ha concluso Cappellacci- e chieda scusa ai sardi per le sue azioni da dilettante allo sbaraglio”.

Parte #Zainoinspalla, cento piazze di Sardegna.

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Giovedì abbiamo presentato la nuova mobilitazione nei territori della Sardegna, che abbiamo chiamato “#Zainoinspalla, cento piazze di Sardegna”. Abbiamo voluto caratterizzare la conferenza stampa con la presenza attiva di alcuni rappresentanti di quella nuova generazione, che sta crescendo nei club, negli enti locali, nella società civile e che in occasione dell’ultima campagna referendaria ha dato prova della propria capacità di mobilitarsi, con idee, passione e con quel coraggio di cui la nostra terra ha molto bisogno.

Proprio dalla campagna referendaria è nata l’idea di una nuova missione nel territorio.

Muovendoci con i mezzi pubblici (bus, treni, traghetti) raggiungeremo 100 località della nostra isola per dare voce a quella Sardegna che sembra essere scomparsa dalla cosiddetta agenda politica. Ascolteremo e daremo voce ai sindaci, a rappresentanti delle attività produttive a singoli e gruppi di cittadini. Raccoglieremo il dissenso verso la politica del disfare praticata dal centro-sinistra, ma soprattutto le proposte, che diventeranno il nostro contributo ad un piano di idee, valori e progetti per la Sardegna. Le segnalazioni “di stretta attualità” saranno materia per interrogazioni, mozioni e interpellanze, che proporremo in Consiglio “in tempo reale”. Ci saranno anche delle tappe “tematiche”, dedicate ai casi in cui più forte è il malessere sociale o alle aree in cui invece esistono realtà che rappresentano un esempio positivo. Zaino in spalla sarà accompagnata da un costante aggiornamento sui social-network, da una sorta di diario di bordo, che diventerà anche il nostro documenti finale.

Perché lo facciamo? In questi tre anni è prevalsa nella politica regionale una visione elitaria, divisiva. Si è ritornati alla rivalità tra Cagliari e Sassari anziché provare a competere con altre realtà nazionali e internazionali. Ci si è intrattenuti più sulla sede di qualche burocrate che sui compiti dello stesso. Ma soprattutto si sono create divisioni tra alcuni territori ed altri, come se fossero una sorta di bad company da abbandonare a sé stessa. Basta con queste contrapposizioni tra opposti egoismi, buone solo per consentire ai “feudatari” di turno di guadagnare consensi.

La Sardegna può risollevarsi dalle macerie della crisi internazionale e dal cataclisma dell’euro solo se ciascun territorio sarà in grado, nella diversità dei ruoli, di sviluppare le proprie potenzialità.

Per questa nostra Sardegna, “quasi un continente” è fatta di 377 Comuni, di cui 34 montani, dove risiedono 60 mila sardi. E’ fatta di 119 Comuni che non hanno più di 10 mila abitati e un centinaio con meno di 25 KM quadrati di superficie. Sono storie di vita, speranze, persone che studiano, che lavorano o cercano occupazione. Sono genitori che spingono una carrozzina o figli che assistono un anziano. Tutto questo cosmo non può essere obliterato da scelte ragionieristiche. Noi siamo portatori di una visione comunitaria (nel senso della comunità, non della UE), spirituale, sociale e non vogliamo arrenderci ad un approccio economicista, cinico, disumano. Non è questa la missione della politica.

Vogliamo ripartire dalla partecipazione, dalla rappresentanza e lo facciamo mettendoci la faccia. Perché sarebbe facile in questo momento stare fermi a sottolineare ogni passo falso della coalizione del centro-sinistra. Ma essere opposizione non è questo, non si può ridurre a quattro gargarismi oratori o alla ricerca dell’aggettivo più pungente per qualificare l’assessore di turno.

Non basta dire all’avversario che sta sbagliando direzione. Occorre indicarne un’altra. Ricordo alcuni anni fa un dibattito televisivo sui trasporti. Un rappresentante dell’allora opposizione me ne disse di tutti i colori sulla flotta sarda, sulla continuità aerea, etc. A un certo punto il conduttore domandò al consigliere “tarantolato”: “Se lei fosse presidente, che cosa farebbe?” A un tratto il loquace avversario perse la parole, impallidì e fece scena muta. Questa è la sinistra: hanno trascorso tanto tempo a tirare bordate contro il centro-destra, che si sono dimenticati di sviluppare un’idea di governo. A tal punto che ancora oggi leggiamo comunicati stampa della giunta regionale in cui si esprimono giudizi sul passato perché hanno poco da dire sul presente e soprattutto sul futuro.

Noi abbiamo una visione, abbiamo delle idee forti, abbiamo anche una serie di fatti che provano la nostra coerenza (taglio IRAP, micro-credito, flotta sarda, vertenze con lo Stato, patti con i Comuni, etc.). Nutriamo la convinzione che l’isola non abbia bisogno di finte riforme, peraltro fatte all’insegna della restaurazione (vedi Province) ma di azioni immediate: la zona franca è una di essa.

Tuttavia, non riteniamo di avere la verità in tasca e vogliamo uscire da un rapporto a senso unico politica cittadino. Con zaino in spalla intendiamo esercitare la politica nel senso positivo del termine, come confronto di idee, sintesi e soprattutto decisione.

La migliore opposizione possibile è quella che si prepara per governare, ma perché ha idee, passione e coraggio (ne serve veramente moltissimo) per farlo. Vogliamo alzare l’asticella, vogliamo andare oltre l’alternanza del togliti tu che mi metto io, del rimpallo di responsabilità tra chi c’era prima e chi c’era dopo.

Non ci interessa il gioco delle parti. Andiamo a siglare una nuovo patto sociale, politico, ideale e progettuale con la comunità.

La ASL è multipla, aumentano i “sedili”(e i costi) ma alla maggioranza non bastano.

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I ‘parsimoniosi immaginari’ della Giunta promettono risparmi? Attenzione al portafogli perché l’ultima volta hanno aumentato l’IRAP, pur di non ammettere di aver aumentato i costi della Sanità anziché ridurli.
Dietro la facciata di quella che sarebbe più corretto chiamare ASL ‘multipla’, c’è l’opposto di quanto promesso nelle dichiarazioni programmatiche della giunta: i costi aumentano, l’influenza della politica nel senso deteriore del termine aumenta e si crea un intricato ginepraio di rapporti giuridici e di atti gestionali che mortificherà il sistema sanitario sardo più di quanto non è stato già fatto in questi tre anni. E neppure i numerosi “sedili” disponibili sulla “multipla” riescono a placare tutte le “aspirazioni” di una maggioranza composita ed eterogenea.
La centralizzazione degli acquisti non è certo una novità, ma un’iniziativa della precedente Legislatura tardivamente ripresa dall’attuale esecutivo. Insomma promettono rivoluzioni, ma si comportano come un automobilista imbranato: guardano avanti, con la marcia indietro ingranata. Visto che l’assessore e il direttore Moirano hanno trovato il tempo di tenere conferenze stampa e di dedicarsi alla comunicazione, auspichiamo che ritaglino qualche minuto anche per pubblicare i curriculum dei nominati, come quello del direttore amministrativo Lorusso. Attendiamo che procedano con sollecitudine – ha concluso Cappellacci-, magari oggi stesso, per consentire a tutti i sardi di verificare che il nominato è in possesso di tutti i titoli necessari a ricoprire tale ruolo”.

Accise: ecco i documenti che smentiscono l’assessore alla Finzione.

Cari amici, alcuni di voi avranno seguito la polemica di ieri con l’assessore alla Programmazione sulla questione delle accise. Abbiamo denunciato il fatto che l’unico tributo che veniva versato dai contribuenti direttamente alla Regione Sardegna è passato nelle mani dello Stato, che poi “gentilmente” assegnerà all’isola la sua parte. Abbiamo evidenziato che è il percorso opposto rispetto a quello promesso dalla giunta Pigliaru. Secondo i loro annunci, con la creazione dell’agenzia sarda delle entrate la Sardegna avrebbe dovuto incassare e poi trasferire allo Stato, ma il risultato è opposto: anche quell’unico tributo riscosso direttamente dalla Regione sarà incassato dallo Stato e poi riversato nelle casse regionali.

L’assessore Paci dice che non è vero, ma non spiega perché. Ecco cosa dicono i documenti che vedete nelle immagini.

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PRIMA: con le norme di attuazione precedenti (DPR 19 Maggio 1949, n. 250) il versamento era effettuato direttamente dai contribuenti alla Regione.

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DOPO: con il decreto del Ministro dell’Economia e delle Finanze il versamento viene effettuato interamente  al  capitolo  di  bilancio  dello Stato 1411/01.

A questo punto ripetiamo la domanda: a cosa serve l’agenzia sarda delle entrate istituita dalla giunta Pigliaru? A creare un ufficio vuoto per distribuire incarichi? A coprire davanti all’opinione pubblica la resa incondizionata di Pigliaru? Oppure a proseguire la finzione autonomista e sovranista dell’unico presidente che ha rinnegato l’Autonomia?

 

Migranti: gli sbarchi continuano, ma la giunta prepara il “diamante”.

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“Il 2017 inizia come è finito il 2016: continuano infatti gli sbarchi di clandestini nel Sud Sardegna”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta l’ennesimo arrivo di clandestini provenienti dall’Algeria in Sardegna. “Se oggi la nostra isola è nelle rotte dei clandestini – prosegue l’esponente azzurro- lo dobbiamo alla scellerata politica del Governo Renzi, che ha scelto la nostra terra come una nuova Lampedusa. Infatti, non solo non ha fatto nulla per contrastare gli sbarchi clandestini, ma ha dirottato verso la nostra terra migliaia di migranti diretti altrove. Tutto ciò è avvenuto con la totale sottomissione della Giunta regionale, che non ha battuto ciglio neppure davanti al superamento delle fantomatiche quote ma ha perfino pubblicato bandi, come quello chiamato ’diamante’, finalizzati all’occupazione dei migranti o a ‘soggetti attuatori’. Insomma – ha concluso Cappellacci- ancora una volta ci sarà qualcuno che, con la scusa dell’accoglienza, farà quattrini”.

Unico tributo versato alla Sardegna ora va a Roma. Perché Maninchedda esulta?

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“L’assessore Maninchedda ricorda come sono state pagate le accise fino ad oggi? In base alle previgenti norme di attuazione in materia di entrate (art. 36 del D.P.R. 19 maggio 1949, n. 250) rano l’unico tributo che i contribuenti sardi versavano direttamente nelle casse regionali”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, replica alle dichiarazioni dell’assessore della giunta Pigliaru. “Ora anche le accise sull’energia elettrica, come tutti già gli altri tributi erariali, verranno riscosse e gestite dall’amministrazione finanziaria statale. Confidiamo in un refuso e nell’attribuzione a Maninchedda di un secondo comunicato di Paci perché l’esponente del partito dei sardi ha sempre sostenuto, almeno fino a pochi minuti fa, l’agenzia sarda delle entrate. La semplificazione promessa doveva vedere la Sardegna incassare e poi trasferire allo Stato, ma il risultato è opposto: anche quell’unico tributo riscosso direttamente dalla Regione sarà incassato dallo Stato e poi riversato nelle casse regionali. Opposto a quanto descritto è anche il risultato sugli accantonamenti: non solo anche quest’anno il governo scipperà 700 milioni ai sardi, ma con la legge di stabilità ha deciso di continuare lo scippo fino al 2020. Un altro danno causato dal duo Paci-Pigliaru con il ritiro dei ricorsi, visto che la Valle d’Aosta è andata avanti con uno analogo a quello presentato dalla mia giunta, ha vinto e ha  ottenuto la restituzione di buona parte del maltolto. La Sardegna avrebbe avuto diritto alla stesso trattamento ma per le mirabolanti azioni politiche dell’assessore Paci non si vedrà restituire le quote illegittimamente prelevate dallo Stato e continuerà a subire per altri cinque anni questa ingiusta privazione”.