Stracciare accordo Renzi-Pigliaru e restituire i soldi ai sardi.

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“La Giunta non pensi di cavarsela con i soliti giochi di prestigio, con lo Stato che concede 1 e prende 2”. Lo ha  dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, interviene alla vigilia dell’incontro sulla vertenza entrate previsto per domani a Palazzo Chigi. “Il primo passo – prosegue l’esponente azzurro- deve essere la cancellazione dell’accordo ‘fregatura’ Renzi-Pigliaru del 2014 perché quell’atto scellerato è stato l’assist della giunta regionale per lo scippo di oltre 2 miliardi alla Sardegna, perpetrato dal Governo Renzi. L’accordo infatti recita: “La Regione si impegna a ritirare, entro il 16 settembre 2014, tutti i ricorsi contro lo Stato pendenti dinnanzi alle diverse giurisdizioni relativi alle impugnative di leggi o atti conseguenziali in materia di finanza pubblica, promossi prima del presente Accordo, o, comunque, a rinunciare per gli anni 2014-17 agli effetti positivi sia in termini di saldo netto da finanziare che in termini di indebitamento netto che dovessero derivare da eventuali pronunce di accoglimento”. E’ questo passaggio il grimaldello che ha consentito a Renzi di svaligiare l casa dei sardi. Con la sua firma – prosegue l’esponente azzurro- Pigliaru ha messo una pietra sopra la questione degli accantonamenti fino al 2017, centinaia di milioni di euro sottratti ogni anno, ed è per questo che finge che il passato non esista e parla di soluzioni per l’avvenire. La prova viene dalle dichiarazioni dell’assessore mandato inopinatamente a gestire le trattative: quando cita la sentenza sulla Valle d’Aosta omette che la Regione Sardegna aveva presentato un ricorso uguale, ma lui, in attuazione dell’accordo da polli, lo ha ritirato. Il risultato è che la Valle d’Aosta sta riprendendo le somme sottratte dal 2012 mentre i grandi ‘scienziati’ tentano di spuntare qualcosa dal 2018 in poi. Sono stati Paci e Pigliaru a rinunciare agli oltre due miliardi illegittimamente sottratti alla nostra Regione e sul punto sarebbe auspicabile un intervento della Corte dei Conti. Sarebbe opportuno che il presidente della Regione inviasse a Palazzo Chigi qualcun altro, non l’assessore ‘agli errori tecnici’, che, tra un Finanziaria illegittima e l’altra, ha  concluso ogni trattativa con un vantaggio per lo Stato centrale e un danno per la Sardegna”.

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