Autorità Portuali: Pigliaru avrebbe potuto salvare sia Cagliari che Olbia. Riaprire la vertenza con lo Stato.

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“Pigliaru avrebbe potuto salvare sia Cagliari che Olbia, ma insieme alla sua maggioranza si è genuflesso a Renzi”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, ritorna sulla questione delle autorità portuali. “Non solo non ha difeso l’interesse della Sardegna e dei rispettivi territori prima dell’approvazione del decreto legislativo n. 169, ma non ha neppure sfruttato le disposizioni dell’articolo 22, comma 2 della medesima fonte. “Tale norma – ricorda il forzista- prevedeva la possibilità per il presidente della Regione di presentare una richiesta motivata entro quindici giorni per il mantenimento dell’autonomia delle Autorità già costituite, ma Pigliaru ha aspettato l’ultimo giorno, spinto dall’opinione pubblica, per inviare una timida e poco convinta letterina al ministero. Quale fosse l’animo della giunta regionale si è era intuito già dalla clamorosa gaffe del presidente della Regione e dell’assessore Deiana, quando nell’agosto del 2014, nella fretta di applaudire Renzi e probabilmente di guadagnare qualche credito politico con il giglio magico, plaudirono alla riforma delle autorità portuali dopo l’approvazione dello “Sblocca Italia”, per poi accorgersi che la legge approvata non prevedeva nulla sul punto. Non era certo l’atteggiamento di chi difende le prerogative della nostra isola e non lo è ancora oggi. Ora assistiamo ad una replica delle divisioni avvenute per la vicenda delle ASL: Pigliaru – ha concluso Cappellacci- divide i sardi, pur di tenere unita una maggioranza raccogliticcia, eterogenea e priva di un progetto politico. Occorre invece riaprire la vertenza nei confronti dello Stato su un tema, quello del ‘governo del fronte del mare’ che è fondamentale per una regione insulare come la nostra, che non può essere trattata alla stessa stregua delle altre. Pigliaru e il PD hanno recitato la parte di Ponzio Pilato – ha concluso Cappellacci-. Noi proseguiremo questa battaglia con chi ha il coraggio di portarla avanti e con chi antepone gli interessi della Sardegna a quelli della fazione politica”.

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Gli artigli di Equitalia nei nostri conti. A casa i governi usurai!

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Pensate a Mario, un artigiano che si è fatto un mazzo così tutta la vita e che in un momento di difficoltà non riesce a pagare tutte le tasse che vengono caricate sulle sue spalle. Dal 1 Luglio l’agenzia delle entrate può infilare le mani nel suo conto, effettuare un pignoramento e dargli così la mazzata finale, strangolandolo. Mario non potrà pagare i suoi dipendenti e i suoi fornitori, avrà tempo 60 giorni per trovare una via di fuga a questa morsa, trascorsi i quali lo Stato esattore, senza l’autorizzazione di un giudice, potrà  “vaporizzarlo” economicamente. E’ uno dei meccanismi perversi previsti dal famigerato D.L. 193/2016. Ricordate quando Renzi promise di abolire Equitalia? La sta solo sostituendo con un altro mostro, più feroce, più spietato. E’ l’ennesimo episodio di oppressione fiscale perpetrato da una mala-politica, che aumenta gli sprechi e il carico fiscale sui cittadini. A Roma Renzi promette di cancellare Equitalia, a Cagliari Pigliaru blatera di un inesistente agenzia sarda delle entrate e il risultato è sempre lo stesso: il centro-sinistra ha un’insana idolatria per le tasse, per uno Stato che entra nella sfera privata del cittadino come buldozer per sconvolgere la vita di chi prova a guadagnarsi il pane e di offrire lavoro. Noi abbiamo un’idea diversa: abbassare le tasse per restituire alla vita lavorativa gli imprenditori e i loro dipendenti. Questa è la battaglia tra chi produce e i governi-usurai. Noi sappiamo da che parte stare.

Pigliaru presidente “fantoccio”. Andiamo subito al voto.

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La Legislatura è finita, si deve dimettere Pigliaru non i suoi assessori”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando la crisi politica regionale. “Anche se sul piano numerico il presidente finora ha trovato i numeri di una maggioranza eterogenea e raccogliticcia a suon di poltrone, sul piano politico la crisi si è aperta già con la firma dell’accordo del disonore del 2014, con cui Pigliaru ha fatto perdere alla Sardegna 2 miliardi di euro, rinunciando ai ricorsi e ai soldi dovuti dallo Stato alla Sardegna. Lo smantellamento della continuità aerea, l’accordo con la Tirrenia, la legge ‘del disordine’ degli Enti Locali, la riesumazione del PPR ormai rinnegato perfino da Soru, il rallentamento del piano per l’edilizia scolastica già varato da noi, la Finanziaria illegittima, lo sfascio della Sanità con il taglio dei super-stipendi per  i manager e i disservizi per i cittadini sono solo alcuni dei fallimenti di un presidente ormai ridotto al fantoccio, ostaggio di una maggioranza senza progetti politici e ormai arrivata agli sgoccioli della propria triste esperienza politica. Per anni tutta la coalizione di Pigliaru ha negato l’evidenza e neppure la batosta del referendum, con cui i sardi hanno mandato un messaggio chiaro al primo presidente che ha rinnegato l’Autonomia ha stimolato un minimo di autocritica nel ‘rettorato magico’ della giunta regionale. Rileviamo che soltanto ora qualcuno si accorge del disastro e che le prime scialuppe lasciano una barca ormai priva di qualcuno che tenga il timone. Si vada subito al voto  – ha concluso Cappellacci- per restituire alla Sardegna una guida che azzeri l’IRAP, che riprenda la bandiera della zona franca, che dia battaglia sui trasporti aerei e marittimi, che si faccia restituire dallo Stato il maltolto e che metta al centro della propria azione politica non le fumose teorie, ma i due pilastri della nostra comunità: la famiglia e l’impresa”.

Tariffe Tirrenia: Pigliaru firma, tace e acconsente.

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“Presidente Pigliaru, lei ha mai provato a fare un preventivo con la Tirrenia? Avrebbe dovuto farlo già nel 2014, prima di firmare l’intesa per una revisione della convenzione vantaggiosa solo per la compagnia. Le suggerisco un esperimento. Così anche lei vedrà quello che tutti i sardi e gli amanti della Sardegna sanno già”. Lo ha scritto sulla sua pagina di Facebook Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, dopo aver pubblicato una serie di screenshot con alcuni preventivi per Giugno, Luglio e Agosto. Cappellacci ricorda che Forza Italia da tre anni sollecita la Giunta regionale: “Abbiamo presentato mozioni contro il monopolio prima che Tirrenia e Moby finissero nelle mani dello stesso proprietario, abbiamo più volte tentato di svegliare la Giunta sulle tariffe e sulla verifica degli equilibri della convenzione Stato-Tirrenia, ma Pigliaru e compagni non hanno battuto un solo colpo. Basta dare un’occhiata sui siti della compagnia per vedere che i prezzi sono ben diversi da quelli promessi da Renzi e Onorato in coppia sul palco della Leopolda. Nella scorsa Legislatura – prosegue Cappellacci- la mia Giunta presentò un ricorso alla Corte Costituzionale, ottenendo una sentenza storica, la n. 230 del 2013, grazie alla quale la Sardegna non può essere esclusa dalla decisioni sulla continuità marittima. Finalmente era arrivato il momento di stracciare la famosa convenzione con lo Stato e riscriverla, ma Pigliaru si è seduto al tavolo per avallare una modifica che presentava vantaggi solo per la compagnia e nessun vantaggio per i sardi. Non solo: ha anche abbassato la guardia dinanzi a Bruxelles, non ha difeso la flotta sarda, lasciando così campo libero ad un’Unione Europea che ha bloccato le navi con i quattro mori perché, secondo loro, violerebbero la concorrenza. Basta affacciarsi sul lungomare di Cagliari per vedere che non c’è nessuna concorrenza con la navi Moby e le navi Tirrenia che appartengono allo stesso proprietario. Questa Giunta, che ancora una volta non difende i sardi e la Sardegna, deve andare a casa subito”.

Migranti: stop sbarchi solo per il G7 è l’ennesima buffonata del Governo.

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La nave “Echo”, approdata oggi a Cagliari con 820 migranti.

“La sicurezza esiste solo per i potenti?” Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta la notizia secondo la quale durante il G7 dei Trasporti saranno sospesi gli sbarchi di migranti in Sardegna fino alla fine di giugno. “E’ il G7 dell’ipocrisia: le stesse autorità che negano problemi di sicurezza e di salute per i cittadini comuni, che quotidianamente ci ammorbano con le loro prediche buoniste non vogliono vedere un solo migrante al loro passaggio. In un solo colpo crollano due bufale della narrazione buonista: i problemi per la sicurezza esistono e gli sbarchi possono essere fermati. Noi diciamo “stop” agli sbarchi per la Sardegna e per l’Italia: la finta accoglienza è solo un sistema di immigrazione senza criteri e senza controlli, che sempre meno somiglia ad un gesto umanitario e sempre più ad un cinico business. E’ singolare – prosegue il forzista- che ancora oggi si parli di “canale di Sicilia” quando l’opinione pubblica ha scoperto che le navi arrivate in Italia partono dalle coste della Libia. Il presidente della Regione la smetta di assecondare questa politica folle e pericolosa e si opponga alle imposizioni del Governo”

Firma qui la petizione per dire NO a nuovi sbarchi in Sardegna. Clicca sul link: https://www.change.org/p/presidente-della-regione-sardegna-migranti-in-piazza-per-chiedere-stop-agli-sbarchi

No alle “fabbriche dell’immigrazione” in Sardegna.

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“No alle fabbriche dell’immigrazione”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, durante un volantinaggio ad Iglesias contro la realizzazione del CPR migranti nell’ex carcere di Iglesias e di un altro centro a Casa Serena. “Governo e Giunta regionale non hanno un’idea di sviluppo, non difendono le realtà produttive e vogliono trasformare la nostra terra in un grande centro di accoglienza. E’ assurdo – prosegue l’esponente azzurro- che la stessa comunità che è stata ignorata al momento della chiusura del carcere non venga ascoltata per decidere il futuro dell’immobile, nel rispetto della legge e dello Statuto sardo, e debba subire una decisone imposta da Roma. Tutto questo avviene con la complicità di un presidente della Regione, che si comporta come Ponzio Pilato, anziché rappresentare la volontà popolare. Respingiamo l’idea di una Sardegna usata come terminal dove deviare i flussi dei migranti per non disturbare gli altri paesi europei e, a Iglesias come nel resto dell’isola, siamo contrari allo sviluppo di una vera e propria “industria dell’immigrazione”. Governo e Giunta si riempiono la bocca di quote, di micro-accoglienza e altre bugie, ma la realtà è che gli sbarchi continuano, che aumenta il numero di migranti e tutto viene scaricato sulle spalle delle forze dell’ordine e dei cittadini, con sempre più frequenti episodi di tensione. Da tre anni lo diciamo al presidente della Regione con le mozioni da noi proposte in Consiglio regionale, con sit-in, con tutti gli strumenti dell’opposizione. E’ inutile che lui scriva letterine, se poi la risposta è l’invio di altri 2500 migranti e nessuna contromisura per gli sbarchi in arrivo, anche oggi, dall’Algeria. Pigliaru si opponga agli sbarchi e, se non ha il coraggio- ha concluso Cappellacci- torni a fare lezioni e convegni”.

CPR Migranti a Iglesias: che fine ha fatto la letterina di Pigliaru?

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La manifestazione del 12 Maggio davanti all’ex carcere di Iglesias

“Che fine ha fatto la ‘letterina’ di Pigliaru? E’ stata inviata? Qualcuno l’ha letta?” Lo domanda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando le dichiarazioni del prefetto Gerarda Pantalone durante l’audizione in commissione Migranti. “Se il prefetto sostiene di essere in attesa del via libera da parte delle Regioni – sottolinea Cappellacci- e ancora parla di Iglesias, significa che dalla presidenza della Regione non ha ricevuto neppure un cenno di dissenso oppure non lo ha preso nella dovuta considerazione. Chiediamo al presidente Pigliaru di smetterla di giocare a nascondino e di assecondare furbescamente una decisione calata dall’alto, profondamente ingiusta per un territorio che ha bisogno di azioni concrete, non delle due ‘fabbriche dell’immigrazione’ ipotizzate in città. Per una volta – ha concluso Cappellacci- Pigliaru difenda i sardi dal Governo e non il Governo dai sardi”.

Call center, la Giunta difenda i lavoratori del centro H3G di Cagliari.

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“La Giunta difenda i lavoratori del centro H3G di Cagliari”. E’ l’appello di Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, in seguito al piano industriale presentato a Roma dalla Wind-H3G. “La politica delle esternalizzazioni – prosegue l’esponente azzurro- non può tradursi in una ‘mattanza sociale’ verso 400 lavoratori e una realtà che negli anni ha dimostrato professionalità e produttività. Il presidente della Regione – ha concluso il forzista- segua in prima persona la vicenda, coinvolgendo anche il Governo per scongiurare un nuovo dramma lavorativo, sociale e familiare nella nostra terra”.

Chemioterapia in ritardo a Lanusei, Cappellacci(FI): fatto vergognoso.

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“Il caso del ritardo della chemioterapia a Lanusei è vergognoso ed è l’ennesimo episodio del caos in cui è stata gettata la sanità sarda”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna. “Non passa giorno – prosegue l’esponente azzurro- che presidente della Regione, assessore e super-manager non facciano un annuncio o uno spot, ma la realtà quotidiana è quella di una sanità senza una guida, con la mancanza del necessario per poter assistere i pazienti. Mentre crescono i costi, diminuiscono le prestazioni. Se avesse un briciolo di dignità – ha concluso Cappellacci- il trio sciagura della sanità sarda, composto da presidente, assessore e manager, dovrebbe dimettersi”.

Migranti: finta accoglienza non limita stragi in mare ma incentiva partenze.

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“L’ennesima tragedia del mare dimostra che il sistema della finta accoglienza, con le navi a ridosso delle coste libiche, non limita naufragi e morti in mare”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna. “Questo sistema incentiva ad avventurarsi per mare con imbarcazioni inadatte. E’ da irresponsabili – ha concluso l’esponente azzurro- proseguire una politica che perpetua le stragi in mare e che ormai ha ben poco di umanitario. La questione non si risolve con un’immigrazione senza controlli e senza criteri, ma con una politica internazionale tesa a disincentivare le partenze, a portare aiuto laddove c’è bisogno e a rimpatriare chi non fugge dalla guerra e dalla fame”.