Sanità: assessore nervoso, la sua unica riforma è il maxi-stipendio dei manager continentali.

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“E’ comprensibile che l’assessore Arru sia suscettibile perché l’unica riforma è il maxi-stipendio per i manager continentali”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia replica alle dichiarazioni dell’assessore alla Sanità. “Per il resto – prosegue l’esponente azzurro- tutta la ‘competenza’ dell’assessore si è manifestata nella mancanza di farmaci, di protesi, di anestetici, di garze, sacche, provette e di quant’altro necessario per assistere i pazienti. Quella che lui chiama pomposamente ‘riforma’ è solo uno smantellamento della Sanità sarda che aumenta i costi per offrire di meno. Stanno discutendo la rete ospedaliera senza aver predisposto  prima quella della emergenza e urgenza, che necessariamente deve essere discussa per prima.  Mentre Arru parla, sparla e straparla – prosegue l’esponente azzurro- dimentica che da sette mesi non hanno nominato neppure il direttore dell’Agenzia per l’Emergenza e Urgenza e che il suo bando per l’elisoccorso è stato prima oggetto dell’attenzione dell’Anticorruzione e ora ripresentato con costi fuori dalla realtà e un modello meno efficiente di quello che era già pronto a partire. Ad Alghero stanno chiudendo dei reparti per tasferirli in altro ospedale: non è questa una chiusura? A onor del vero ci risulta che ci siano dei reparti che vengono salvaguardati, come l’Oculistica: forse questa è una materia di sinistra mentre gli altri reparti sono di destra? Oppure ci spieghino Arru i motivi di queste scelte illuminate. L’assessore e il presidente Pigliaru possono anche pensare di essere più competenti e più intelligenti degli altri, ma – ha concluso Cappellacci- non possono pensare di essere circondati solo da fessi e di poter raccontare che le loro chiusure, come quella prevista per il Marino di Alghero, siano delle riqualificazioni o delle riorganizzazioni”.

 

Il ponte ferragostano di Pigliaru è un insulto a chi aspetta risposte.

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“Dopo aver annunciato un lavoro ininterrotto per la vertenza pastori, per la continuità territoriale, per la Portovesme srl, il presidente ha abbassato la serranda della Regione per sette giorni”. Così Ugo Cappellacci, commenta il “super-ponte” di una settimana, deciso dalla Regione in occasione del ferragosto. “L’alibi del risparmio – prosegue l’esponente azzurro- non è credibile quando viene invocato da una giunta che ha aumentato del 65% le consulenze esterne. Che fine hanno fatto gli annunci sulle soluzioni ‘a giorni’ pronunciati sopra il cassone di un camion durante la manifestazione dei pastori? E quelli sul bando per la continuità territoriale di Cagliari? E i proclami sulla Portovesme srl e sulle altre emergenze? Purtroppo l’amare verità è che il ponte della giunta regionale è molto più lungo di quello concesso ai dipendenti e dura ormai da tre anni e mezzo. Quando inizieranno a governare?”

Soru ricorda questo ricorso contro il PPR? Basta con le ipocrisie della sinistra.

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“Il PPR non è un testo sacro e infallibile e non lo diciamo solo noi: Soru ricorda il ricorso presentato dalla Riva di Scivu srl, con il suo legale rappresentante Emanuele Soru, per chiedere non solo l’annullamento del provvedimento con cui la Regione ha negato l’intesa, ma addirittura il Piano Paesaggistico?” Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, interviene sul dibattito sul tema dell’urbanistica. “Manifesta illogicità, contraddittorietà e disparità di trattamento sono le motivazioni di un ricorso con cui un Soru imprenditore definisce la ‘creatura’ del Soru politico. Perché ‘l’imprenditore’ si è trovato di fronte ad una realtà che viene vissuta quotidianamente dai comuni mortali imprenditori sardi: uno strumento che, come abbiamo denunciato, conteneva 6000 errori su 10000 beni paesaggistici mappati, ha visto 8 mila istanze l’anno di cui 1000 andavano in contenzioso. Noi, nonostante i boicottaggi e le campagne politiche dei radical chic continentali che predicano dagli stazzi e dalle ville con vista sul mare della Sardegna, avevamo portato a compimento la revisione del piano, ma la Giunta Pigliaru, appena insediata, l’ha cancellata con un colpo di spugna. Non è pensabile che uno da un lato predichi l’intoccabilità del PPR – evidenzia Cappellacci-, ma quando si tratta di fare impresa e sviluppo si accorga che è una trappola.

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Allo smemorato Soru, secondo il quale alcuni comuni non votano i PUC per non rivelare che le aree edificabili sono finite o perché non vogliono cancellare il potere dei ‘grandi sacerdoti’ dell’Urbanistica, ricordiamo che perfino Cagliari, amministrata da sei anni dal suo fedelissimo Zedda, non ha adeguato il PUC al PPR. Invitiamo la sinistra tutta, da Soru a Zedda, passando per Pigliaru, a uscire dalle proprie ipocrisie e dalle contraddizioni: non possono venerare il PPR come un totem e poi gettarlo nel cestino quando devono amministrare o quando c’è un’impresa che deve operare in un quadro di regole certe. Non è pensabile applicare norme rigide ai cittadini comuni e poi con lo strumento dell’intesa consentire macroscopiche eccezioni in casi bene individuati. Escano dalla grande bugia per cui i cementificatori sono sempre gli altri – ha concluso Cappellacci- e ammettano che il PPR deve essere rivisto”.

Aerei: la Giunta dei pasticci non isoli Cagliari e la Sardegna.

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“No ad un ritorno dei prezzi dei biglietti aerei in balia dei capricci delle compagnie e a Cagliari-Roma costoso come Roma-New York”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, annuncia la presentazione di un’interrogazione sulla mancata assegnazione delle rotte della Ct1 (Roma e Milano) per l’aeroporto di Cagliari. “Le affermazione dell’ENAC –prosegue l’esponente azzurro- dimostrano che sulle soluzioni di emergenza ipotizzate dalla Giunta regionale c’è già il diniego dell’Unione Europea. Occorre pubblicare subito il nuovo bando – sottolinea il forzista- e chiedere subito al Governo un confronto serrato per approvare un eventuale decreto per scongiurare una situazione drammatica, che si sommerebbe alla incredibile cancellazione della CT per le rotte minori  (decisa dalla Giunta Pigliaru nel 2014). Non è pensabile che a Novembre Cagliari e la Sardegna rischino di trovarsi in uno stato di isolamento, con una gravissima lesione del diritto alla mobilità dei sardi e un danno incalcolabile all’economia. Forza Italia – ricorda Cappellacci- aveva già segnalato con una precedente interrogazione che i tempi del primo bando configuravano una situazione di pericoloso ritardo, ma la Giunta ha fatto spallucce. Ora mettano da parte i comunicati stampa – ha concluso Cappellacci-, buoni solo per fare aerei di carta, le pagliacciate dei dossier del G7 consegnati per chiedere al ministro canadese quello che invece deve fare la Giunta regionale insieme al Governo e lavorino sugli atti necessari a ripristinare e potenziare la continuità territoriale aerea”.

Aerei: i baroni pasticcioni isolano Cagliari.

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“Non solo questa Giunta nel 2014 ha cancellato la continuità per le rotte minori(CT2), non solo ha avallato il ritorno del sistema Tirrenia, ma ora rischia di pregiudicare anche la continuità territoriale 1 tra Cagliari e le rotte di Roma e Milano”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando l’audizione dell’ENAC presso la Commissione del Senato. “Avevamo denunciato, anche con un’interrogazione, i ritardi e le insidie di un bando che ora lascia scoperto il capoluogo della Sardegna e rischia di causare a Cagliari danni ancora più gravi di quelli già cagionati dalla giunta dei baroni alla città di Alghero negli anni scorsi per la vicenda Ryanair. Non solo è in grave pericolo il diritto alla mobilità dei sardi – prosegue Cappellacci-, ma si rischia un danno gravissimo alla nostra economia. Se consideriamo che ogni visitatore spende in 100 euro al giorno per una permanenza media di circa quattro giorni, è semplice calcolare le proporzioni di una politica dei trasporti priva di un indirizzo coerente e soprattutto del coraggio di decidere. Nulla si può certo addebitare a chi è assessore da pochi giorni, ma un presidente che in tre anni non solo non ha fatto un minimo progresso, ma ha pure sfasciato in maniera goffa ciò che c’era già – ha concluso Cappellacci-, dovrebbe chiedere scusa e tornare a casa”.

Tirrenia: perché Pigliaru ha paura di rivedere la convenzione?

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“Che fine ha fatto la revisione della Convenzione Tirrenia?” Lo domanda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia. “Sono passati già due anni dalla scadenza del triennio – prosegue l’esponente azzurro- dopo il quale si devono rivedere gli equilibri economici (l’articolo 8 della convenzione stipulata il 18 giugno 2012 prevede che con cadenza triennale le parti procedano alla verifica delle condizioni di equilibrio economico-finanziario della convenzione, secondo i criteri stabiliti dalla direttiva CIPE del 9 novembre 2007), ma la Giunta regionale prima ha avallato lo slittamento di sei mesi di tale termine e poi ha fatto finta che quella clausola non esistesse. E il presidente della Regione, come Alice nel Paese delle Meraviglie, in occasione del G7 dei Trasporti è salito a bordo di una nave Tirrenia per dire che la convenzione, che lui omette di rivedere, non gli piace: un gaffe grande quanto il “pulpito” sbagliato da cui ha predicato. In risposta ad un’interrogazione di Forza Italia dell’agosto 2016, il 18 Marzo del 2017 l’assessore dei Trasporti ha dichiarato di aver ripetutamente sollecitato il Ministro dei Trasporti, ma di non aver ancora ottenuto “quanto atteso”. Quella convenzione non solo dovrebbe essere rivista, ma dovrebbe essere stracciata, perché perché la sentenza della Corte Costituzionale n. 230 del 2013, su ricorso dell’allora giunta di centro-destra, ha stabilito che la Sardegna non può essere esclusa dalla decisioni. Rileviamo che anche ieri il ministro era in terra sarda, ma il presidente della Regione si è dimenticato di sollevare la questione. Intanto i prezzi dei biglietti delle navi sono ben diversi da quelli annunciati dal duo Renzi-Onorato dal palco della Leopolda nel 2015, con tanto di congratulazioni al presidente della Regione. Pigliaru sta dalla parte dei sardi – ha concluso Cappellacci-o no?”