Tirrenia: l’assessore spieghi perché non agisce.

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“Spieghi perché non interviene anziché sparare bufale”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia replica alle dichiarazioni dell’assessore Careddu sulla vicenda Tirrenia. “E’ falso – prosegue Cappellacci- che la Regione sia solo ‘spettatrice’: grazie alla sentenza della Corte Costituzionale n. 230 del 2013, ottenuta su ricorso della mia Giunta, la Sardegna non può più essere esclusa dalle decisioni sulla continuità marittima. Pigliaru non può non saperlo, visto che nel 2014 ha siglato un’intesa per una revisione della Convenzione, che però ha presentato vantaggi solo per la compagnia. Se l’assessore avesse almeno letto i documenti – prosegue il forzista- saprebbe che la stessa convenzione prevede un aggiornamento ogni tre anni. Sono passati due anni e mezzo dalla scadenza del primo triennio e ci avviciniamo al secondo, ma la giunta né il Governo hanno disturbato Tirrenia. Careddu mistifica la realtà quanto tenta di contrabbandare un mio via libera alla privatizzazione della compagnia, che allora era un sì alla fine di un carrozzone di Stato, come un via libera alla Convenzione. Viene smentito dal testo della nota, a mia firma, che lui stesso ha divulgato. L’assessore è in confusione totale quando parla di convenzione firmata da Berlusconi perché anche la capre sanno che nel 2012 il presidente del Consiglio si chiamava Mario Monti. Per completezza, ricordiamo che gli equilibri economici della convenzione sono stati fissati con una delibera CIPE del 9 Novembre del 2007 e il presidente si chiamava Romano Prodi. Ridicolo – prosegue l’esponente azzurro- parlare di una proposta di legge del 2015: la Legislatura nazionale è finita e non è stata approvata. E nel 2015 sul palco della Leopolda a fare annunci roboanti chi c’era con l’armatore Onorato? Matteo Renzi, non certo Silvio Berlusconi. Ci interessa poco il battibecco con l’assessore. Visto che, secondo i documenti, lui può intervenire, spieghi ai sardi perché non lo fa”.

Aerei: Giunta inerte, serve piano di emergenza per l’estate.

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“Un piano di emergenza per salvare la stagione turistica della Sardegna”. Lo chiede Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, raccogliendo l’allarme lanciato dalla SOGAER e dagli imprenditori turistici sulle note vicende della continuità territoriale aerea. “E’ un fatto certo che questa Giunta regionale, dopo aver soppresso la CT2 per le rotte minori, non sia riuscita ad avviare la nuova continuità per Roma e Milano. Quest’ultima, varata da noi nel 2013, ha assicurato per esempio alla città di Cagliari circa 2 milioni di passeggeri su 4 milioni complessivi. L’assenza di un minimo di certezze sui voli estivi rischia di cagionare un danno catastrofico all’economia della nostra isola: basti pensare che, in media, ogni visitatore spende 100 euro al giorno per 4 giorni di permanenza. Chiediamo alla Giunta regionale – prosegue l’esponente azzurro- anzitutto di uscire dai vaghi comunicati stampa sulle presunte ‘interlocuzioni con l’Unione Europea’ e soprattutto, visto che finora non ha mai rispettato i tempi, che si valuti subito un piano di emergenza – ha concluso Cappellacci- affinché le imprese sarde non paghino l’immobilismo, la confusione e l’incapacità decisionale della Giunta di centro-sinistra”.

L’idea fissa del PD di sostituire i sardi con i migranti è aberrante e pericolosa.

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“Idea stupida è aberrante”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni dell’assessore Arru, secondo il quale i migranti sarebbero una risorsa per ripopolare la Sardegna. “Anziché aiutare le famiglie sarde ad avere i mezzi economici per mantenere un figlio si pensa  alla sostituzione di un popolo con un altro. Si dimentica anche – prosegue l’esponente azzurro- che migliaia di giovani sardi ancora oggi lasciano la nostra terra per proseguire il proprio progetto di vita. La risposta della Giunta a questi temi è inaccettabile anche nei confronti degli stessi migranti, che dovrebbero avere un diritto a “non migrare” come ricordava Giovanni Paolo II. Invece vengono ridotti a “materia prima” di un business cinico e senza scrupoli che vede la realizzazione, anche in Sardegna, di vere e proprie ‘fabbriche dell’immigrazione’. I sardi ricordino bene le parole dell’assessore Arru, che confermano quelle di altri suoi colleghi. La linea politica del PD è quella di rendere perpetua un’immigrazione senza criteri e senza controlli e addirittura di portarla alla conseguenza estrema di una sostituzione etnica. Ecco perché – ha concluso Cappellacci- dobbiamo mandare a casa subito chi vuole svendere il futuro dei nostri figli e della nostra terra”

Zona Franca, Capellacci a Cucca(PD): con noi prima istanza dopo 70 anni, con PD il nulla.

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“La nostra istanza è l’unica iniziativa degli ultimi 70 anni per il riconoscimento della zona franca integrale, il ritardo non è certo nostro”. Così Ugo Cappellacci, replica alle dichiarazioni del segretario regionale del Partito Democratico. “Altro che iniziativa pre-elettorale: il percorso partì un anno prima delle scadenze ed abbiamo proseguito questa rivendicazione anche dai banchi dell’opposizione, scontrandoci con il sonno profondo di una Giunta regionale di centro-sinistra, che è apertamente contrari: basta leggere le dichiarazioni del presidente della Regione. Siamo per la zona franca 365 giorni l’anno e anche lontano dagli appuntamenti elettorali, come dimostra anche l’interrogazione presentata un anno fa, alla quale Pigliaru non si è degnato di rispondere. Dopo due leggi Finanziarie regionali ed un assestamento di bilancio illegittimi, francamente il PD ha dimostrato di non avere la competenza per parlare di legittimità degli atti. A proposito di elezioni, Cucca ha fatto il senatore per cinque anni ed è segretario regionale di un partito che guida la Sardegna da quattro anni: non gli sembra ridicolo parlare di ‘responsabilità di chi ha governato’? Ha governato a sua insaputa?”

Zona franca, Cucca smemorato: istanza presentata nel 2013, ma a Roma c’era il PD.

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“Per smentire le bufale del segretario del PD è sufficiente ricordare che l’istanza per il riconoscimento della zona franca, già promossa nel Febbraio del 2013, è stata reiterata con nota n. 9015 dell’11 Dicembre 2013, ma allora il presidente del Consiglio si chiamava Enrico Letta. Nei quattro anni successivi hanno governato Renzi e Gentiloni a Roma e Pigliaru in Sardegna. Le fake news del segretario Cucca e i fatti confermano  due cose: la prima è che il PD è un nemico giurato della zona franca e la seconda che sono dei professionisti della mistificazione. E’ grave e triste – ha concluso Cappellacci- che tentino di rifilare questa disinformazione ai sardi”.

Zona franca: la verità non è quella di Cucca né quella del sindaco di Giave.

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La Sardegna ha i requisiti ma per raggiungere obiettivo occorre pronunciamento dello Stato centrale”.

“La verità non è quella di Cucca né quella del sindaco di Giave”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia interviene sul tema della zona franca. “E’ dannoso – prosegue Cappellacci- alimentare false illusioni perché il tema della zona franca è sacrosanto, vitale e non può essere trattato con superficialità, soprattutto da coloro che hanno dimostrato di avere a cuore questa battaglia. Perché il rischio è quello di offrire degli ‘assist’ ai nemici giurati della zona franca, come il Partito Democratico. Il fatto che la zona franca non ci sia ancora e che sia un obiettivo da raggiungere – evidenzia l’esponente azzurro, replicando alle parole del segretario regionale del PD- non significa che non sia realizzabile. I presupposti giuridici e le condizioni economiche ci sono tutti ma, come già chiarito anche dall’Unione Europea, occorre il pronunciamento dello Stato nazionale, finora negato dal Governo. Il ‘non si può’ di Cucca – prosegue il forzista- in realtà è un ‘non si vuole’, dovuto all’idolatria per le tasse del centrosinistra. A conferma di ciò, ricordiamo che appena insediata la Giunta Pigliaru ha subito aumentato l’IRAP, che noi avevamo ridotto del 70%. Non siamo d’accordo con il sindaco di Giave, ma allo stesso tempo è intollerabile che il PD approfitti di questa azione per negare la possibilità di raggiungere un traguardo che appartiene a tutti i sardi. Il cammino non è finito è c’è ancora il ‘muro’ dello Stato centrale tra la Sardegna e il traguardo. Ecco perché – ha concluso Cappellacci- la battaglia deve proseguire e dire che l’obiettivo è già raggiunto, quando non lo è, rischia di fare il gioco di chi non vuole la zona franca”.

Tirrenia: basta con le bufale del PD.

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Pigliaru a bordo della Tirrenia in occasione del G7 dei Trasporti.

“Probabilmente il consigliere Meloni era tra quelli che applaudivano gli annunci del duo Renzi-Onorato alla Leopolda 2015 (guarda il video), sicuramente le sue bufale confermano che il PD è contro i sardi”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia replica alle parole del consigliere Giuseppe Meloni. “E’ rivelatore – prosegue il forzista- che Meloni usi parole di fuoco contro la Flotta Sarda e non abbia nulla da contestare ad una Tirrenia che prende 73 milioni di euro ogni anno dallo Stato, a spese della collettività: sette volte le navi con i quattro mori moltiplicato per ogni anno. Ma almeno quella della flotta sarda avevano personale e agroalimentare sardo a bordo e prezzi che hanno contrastato il caro-traghetti di allora. Attribuire a flotta sarda il fallimento della Saremar è una falsità: primo perché la sanzione definitiva è arrivata dopo il fallimento, secondo perché la sofferenza della Saremar derivava dai crediti non onorati dalla vecchia Tirrenia. Nella sua confusa ricostruzione ‘storica’ Meloni dimentica che le politiche tariffarie della convenzione discendono dalla delibera CIPE n. 111 del 2007: allora il presidente del Consiglio si chiamava Romano Prodi, non Silvio Berlusconi. E il presidente della Regione era un tale Ugo Cappellacci quando la Sardegna vinse un ricorso davanti ai giudici costituzionali, ottenendo la sentenza n. 230 del 2013 che sancì una volta per tutte che la Regione non poteva essere escluse. Era invece Francesco Pigliaru il presidente che firmò la disonorevole intesa del 2014, che consentì alla Tirrenia di risparmiare con il taglio delle rotte, ma non determinò nessun vantaggio per i sardi. Sui trasporti aerei, basta ricordare che la continuità territoriale per Roma e Milano che ha consentito di portare in Sardegna milioni di passeggeri è opera della Giunta di centro-destra. Questa Giunta invece ha smantellato la CT2 per le rotte minori, non ha varato la CT1 nuova e dopo quattro anni ancora pensa di prendere in giro i sardi, mandando i suoi consiglieri a dire che è sempre colpa di qualcun altro”.

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Su Tirrenia e CT2 la Giunta rema contro la Sardegna.

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“Dichiarazioni fuori dal mondo, che confermano l’atteggiamento di una Giunta fifona, che rema contro la Sardegna”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta le dichiarazioni dell’assessore Careddu alla stampa regionale. “Quando, a proposito della vicenda Tirrenia, Careddu confonde la Corte Costituzionale con il Consiglio di Stato dimostra di non aver neppure letto la sentenza che, su ricorso della giunta di centro-destra, ha dato ragione alla Sardegna e che impone allo Stato la partecipazione dell’isola alle decisioni sulla continuità marittima. Se, come dice lui, incide solo su aspetti marginali, perché il suo presidente nel 2014 ha firmato un’intesa che ha consentito alla compagnia di tagliare le rotte senza nessuna contropartita favorevole per i sardi? Altrettanto ridicolo – prosegue l’esponente azzurro- è affermare, a Legislatura nazionale finita, che Pigliaru ‘ha parlato con Gentiloni e aspetta un risposta’ o blaterare a vuoto di una ‘proposta di legge’ a Camere già sciolte. Sono inaccettabili anche le affermazioni sulla CT2. Nel 2014 Pigliaru e il Governo Renzi hanno cancellato la continuità tra la Sardegna e le rotte minori (Napoli, Verona, Bologna, Torino): lo hanno fatto con le loro manine, senza nessun intervento di Bruxelles, perché i grandi ‘scienziati’ dicevano di avere un’idea alternativa, che però non esiste. Questo pasticcio ha mandato i tilt anche i numeri della CT1, quella per Roma e Milano, facendo sballare la disponibilità di posti. Lo hanno fatto dopo aver chiuso in un cassetto un modello che aveva già il via libera dell’Unione Europa e che doveva solo essere mandato avanti con la gara. Quel modello prevedeva anche per la CT2 la tariffa unica per residenti e non: quella che, per intenderci, consente di creare il vero ‘ponte’ Sardegna-Continente e che permette alle nostre imprese di beneficiare dell’arrivo dei visitatori per allargare il proprio mercato. Insomma, una continuità che vada e beneficio dell’intero sistema economico sardo, con un ritorno importante che equivale ad una grande esportazione (ogni visitatore, infatti, spende in media 100 euro per 4 giorni di permanenza) non solo della ristretta platea di chi viaggia. La verità che l’assessore non vuole confessare è che quel modello ha avuto l’OK di Bruxelles e, se non viene realizzato, è solo perché una corrente del suo partito è contraria. La verità è che il PD ha azzerato la continuità territoriale, che ha riesumato il sistema Tirrenia e che per questi motivi – ha concluso Cappellacci- occorre voltare subito pagina a Roma e in Sardegna”.