Caro traghetti, vince la Sardegna Cappellacci: imbroglio smascherato (L’Unione Sarda).

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L’Antitrust dà ragione alla Regione sul caro traghetti. L’authority della concorrenza e dei mercati, cui da viale Trento si erano rivolti nel 2011 per via dell’aumento esorbitante (fino all’85 per cento) delle tariffe praticate, non avrebbe ritenuto congrue le giustificazioni addotte dalle compagnie di navigazione. CARTELLO Aumenti improvvisi che – secondo la Regione – sarebbero conseguenza di una sorta di cartello realizzato dagli armatori. Per lo stesso motivo le associazioni aderenti al Casper (il Comitato contro le speculazioni e per il risparmio che riunisce Adoc, Codacons, Movimento Difesa del cittadino e Unione nazionale consumatori) avevano presentato – sempre nel 2011 – un esposto all’autorità per la concorrenza.IL RICORSO Il ricorso è in fase di istruttoria, ma da indiscrezioni sembrerebbe profilarsi un successo della Sardegna. Soddisfatto il governatore Ugo Cappellacci: «Le compagnie adducevano come scusante l’aumento del carburante, ma mentivano. Ora puntiamo forte sulla flotta sarda». Per il presidente della Regione, che nella terza versione del suo esecutivo ha tenuto per sé l’interim dei Trasporti dopo l’uscita dei sardisti, «si sta rivelando l’imbroglio architettato dalle compagnie, celato sotto la firma di un accordo fatto in danno dei sardi. Le loro giustificazioni non sono state ritenute congrue: dietro l’operazione della nuova Tirrenia, presentata come la soluzione di tutti i problemi, c’erano freddi e cinici speculatori». Ancora: «Direi che l’Antitrust conferma la bontà delle nostre tesi. Ora andremo avanti con la flotta sarda, obiettivo tutt’altro che abbandonato». FLOTTA SARDA Sulla possibilità di istituire una compagnia di navigazione regionale, Cappellacci ha fatto sapere che per adesso il discorso è congelato in attesa delle decisioni dell’Ue, ma che si riaprirà con vigore non appena da Bruxelles arriverà un pronunciamento: «Dobbiamo aspettare l’esito dell’istruttoria sulla legge. Non possiamo fare niente finché l’Unione europea non si pronuncia. Un fatto è certo: nulla è archiviato. Anzi, il risultato ottenuto con le decisioni dell’Antitrust rafforza le nostre posizioni. Quello per la flotta sarda è un processo complesso e impegnativo che richiede i suoi tempi. Se l’Unione europea decide domani, dopodomani siamo al lavoro per rimettere in piedi il sistema di trasporto marittimo agevolato. Saremar l’abbiamo messa su in trenta giorni». Quindi l’affondo contro Tirrenia: «Non ci dà garanzie, visto che il suo nuovo corso nasce sulla base di un accordo collusivo in danno dei passeggeri».I SARDISTI Duro Giacomo Sanna, leader del Psd’Az, che preannuncia un esposto alla Procura della Repubblica: «Non appena sarà ufficiale il pronunciamento dell’Autorità garante del mercato e della concorrenza che conferma e certifica l’esistenza del cartello degli armatori napoletani per le tariffe e nei collegamenti marittimi da e per la Sardegna, presenterò un esposto in Procura per fare luce sulle collusioni che hanno portato alla svendita di Tirrenia in danno dei sardi e del libero mercato».Lorenzo Piras