GOVERNO: CAPPELLACCI, NUOVO ESECUTIVO DIA RESPIRO A FAMIGLIE, IMPRESE E TERRITORI

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“Il nuovo esecutivo nazionale che andrà a formarsi dia respiro alle famiglie, alle imprese e ai territori”. Lo ha dichiarato il presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, nel giorno in cui iniziano le consultazioni del presidente incaricato. “Occorre allentare subito – ha evidenziato Cappellacci- una pressione fiscale che ha superato i livelli di guardia e che rischia di pregiudicare alla logica di un rigore esasperato la ripresa del sistema economico nazionale”. É altresì necessario – ha aggiunto- rivedere il nodo troppo stretto del patto di stabilità, che vincola l’azione dei Comuni e delle Regioni, impedendo ad essi di tradurre pienamente in azione concreta i loro indirizzi politici. Per quanto riguarda tale aspetto – ha concluso il presidente – auspichiamo che il nuovo esecutivo sia sollecitato anche dal presidente della Repubblica affinché rispetti i pronunciamenti della Corte Costituzionale”.

Patto di stabilità, sfida aperta (L’Unione Sarda)

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La manovra a un bivio: lettera al ministro Grilli e un emendamento della Giunta

Cappellacci: avanti anche senza accordo col governo
Lettera ai ministri Grilli e Passera. Dal decreto-legge sui pagamenti alle imprese nuovo schiaffo alla Sardegna. Limiti di spesa sforati a giugno.
La Regione spenderà tutti i suoi soldi, anche quelli bloccati dai limiti di spesa del governo di Roma. Costi quel che costi: a partire dal prossimo 30 giugno, termine ultimo per trovare un accordo col ministero delle Finanze. «Anche senza quest’intesa andremo avanti lo stesso», ha annunciato ieri sera Ugo Cappellacci a Villa Devoto illustrando le ultime due mosse della sua Giunta: una lettera-ultimatum ai ministri Grilli e Passera (con richiesta di incontro) e una correzione alla finanziaria regionale per cercare di placare i mal di pancia nella maggioranza avvertiti durante l’esame nella commissione bilancio del Consiglio regionale. Oggi ne parlerà direttamente con i partner di governo, una chiamata alle armi perché il tempo corre: la manovra va approvata entro aprile.IL DECRETO La Giunta aspettava che nel decreto legge per i pagamenti della Pubblica amministrazione alle imprese – varato l’altro giorno dal declinante esecutivo Monti – fosse contenuto un articolo «salva-Sardegna». Per capire: l’ok romano a spendere i fondi in più ottenuti in base alle revisione delle entrate tributarie. Poco più di un miliardo e duecento milioni, quanto basta per far partire misure straordinarie anti-crisi e anti-povertà: dall’azzeramento dell’Imu alle famiglie povere ai sussidi in Sardex (la moneta per lo scambio di servizi) ai disoccupati. Niente da fare: pubblicato l’altro giorno sulla Gazzetta Ufficiale, il decreto governativo non fa cenno alla deroga per la nostra isola (mentre viene incontro a Sicilia e Piemonte) e a questo punto – spiega il governatore – senza una modifica del decreto Grilli sui debiti della pubblica amministrazione nei confronti delle imprese, la Regione Sardegna si vedrà costretta ad approvare la norma, inserita nella Finanziaria regionale 2013, che revisiona unilateralmente il patto di stabilità correggendo al rialzo di 1,2 miliardi i propri limiti di spesa». È un problema di sopravvivenza per tutti i sardi: «L’adeguamento del patto stabilità rappresenta il principale problema che la Sardegna sta vivendo, è una tagliola che sta fortemente penalizzando il sistema e un eventuale rispetto regole non consentirà di arrivare alla chiusura del bilancio», conclude Cappellacci, sollecitando i due ministri a un incontro con i rappresentanti della Regione.EMENDAMENTI Nel frattempo anche la Manovra verrà modificata con due emendamenti della Giunta regionale (discussi oggi in un vertice di maggioranza: l’eliminazione della tabella F che conteneva gli interventi previsti per 1,2 miliardi sulla base della riscrittura unilaterale del patto di stabilità e la previsione del rispetto dei limiti del patto sino al 30 giugno. «Da questa data la Regione adeguerà anche senza accordo con lo Stato, il proprio patto accendendo una linea di credito autonoma con un mutuo da 800 milioni, evitando di utilizzare quella linea stabilita dal decreto», ha annunciato l’assessore Alessandra Zedda.Una prova di forza, come precisa lo stesso Cappellacci molto «più aggressiva» rispetto all’impostazione iniziale: non si aspetta più il permesso, da giugno la Regione sforerà il suo tetto. L’ESAME Intanto l’esame della Manovra va avanti in Consiglio regionale con qualche scossone. Ieri la commissione Bilancio ha incontrato i rappresentanti dei sindacati e degli enti locali mentre la commissione Agricoltura ha dato un parere positivo solo grazie al voto – che vale doppio – del presidente della commissione Paolo Terzo Sanna. I Riformatori (forza di maggioranza) si sono astenuti al pari del Psd’Az, fuoriuscito dalla compagine qualche settimana fa.I SINDACATI L’impostazione della Manovra 2013 non piace alla Cgil che la ritiene «per certi versi inefficace e per altri persino pericolosa, come quando si vanno a riscrivere unilateralmente i tetti di spesa sul patto di stabilità. Va completamente riscritta», ha spiegato il segretario regionale Michele Carrus al termine dell’audizione. Anche la Cisl ha bocciato la proposta di Finanziaria, presentando in commissione Bilancio un decalogo che spiega i perché la Manovra sia «del tutto inadeguata»: una Finanziaria che arriva «con un enorme ritardo e porterà a un incremento ulteriore dei residui». GLI ENTI LOCALI Da parte sua l’assemblea del Consiglio delle autonomie locali ha espresso parere negativo sulla Finanziaria, mentre i sindaci sono pronti a una mobilitazione di piazza per una Manovra definita «inaccettabile».Antonio Martis