No al Conte-bis. Contro gli inciuci diciamo sì all’elezione diretta del presidente

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“Il Governo PD-cinquestelle è la fine del grillismo. Il movimento fondato dal comico genovese si è spacciato come forza anti-sistema, ha raccolto il voto di protesta degli italiani per tradirlo spudoratamente: prima con scelte politiche vecchio stampo (azioni iper-assistenziali con aumento del debito pubblico per raccogliere consensi e scaricare sulle future generazioni i costi), poi arrivando ad allearsi con il PD e i suoi cespugli, che sono il vero fronte delle conservazione di una sinistra storicamente  nociva per l’economia con la sua idolatria per le tasse, acerrima nemica dei risparmiatori e delle imprese, incapace di comprendere le conseguenze di un’immigrazione senza criteri e senza controlli, lontana anni luce dai bisogni dei più deboli”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, deputato e coordinatore regionale di Forza Italia per la Sardegna. “Se i quattordici mesi del Governo gialloverde, fatta eccezione per i provvedimenti sulla sicurezza, sono stati una costosa perdita di tempo per l’Italia e un fallimento perché sono stati messi insieme due mondi inconciliabili fra loro – ha aggiunto Cappellacci-, il patto PD-cinquestelle è una vera sciagura. Una sciagura anche per la Sardegna perché si ripresentano le stesse figure che nello scorso quinquennio hanno sottratto quasi 4 miliardi all’isola, con lo scippo dell’accordo sulle entrate: le stesse che subdolamente hanno tentato di svuotare la nostra Autonomia facendo mancare le risorse necessarie per esercitare le funzioni regionali. E’ vero che vige un sistema elettorale proporzionale, ma esistevano delle coalizioni ed ora Palazzo Chigi sarà occupato dalla somma delle due “squadre” che sono arrivate seconda e terza alle elezioni del 2018.  Dinanzi a questo scenario fare l’interesse della nazione significa per noi fare un’opposizione intransigente e costruire un’alternativa di centro-destra forte, partecipativa, capace di andare oltre le contese tra singole fazioni e di unire intorno ai valori, gli obiettivi e i programmi che fanno della nostra coalizione molto di più di una semplice somma di voti. Di fronte al ritorno alle vecchie alchimie e ai giochi di palazzo la risposta deve essere una vera azione di riforme da cui nasca la Terza Repubblica. Per cambiare, per porre fini agli inciuci c’è una grande riforma che deve vedere la luce e di cui siamo i naturali sostenitori: l’elezione diretta da parte del popolo del presidente del Consiglio dei Ministri, del “primo ministro”, del “sindaco d’Italia” come è stato detto efficacemente già molto tempo fa. Come scegliamo il sindaco della nostra città e il presidente della Regione vogliamo scegliere anche chi ci governa a Roma. Questa – ha concluso l’esponente azzurro- è la vera formula del cambiamento, l’antidoto alla conservazione di sempre e a quella di oggi, spacciata per rivoluzione”.

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