Fari: la Sardegna ha già un piano di valorizzazione, ma Pigliaru lo cede allo Stato centrale.

Ambiente: semaforo Punta Falcone Santa Teresa Gallura

“Anziché vergognarsi e nascondersi, la Giunta regionale si vanta dell’ennesima calata di braghe con lo Stato centrale”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta l’annuncio del cosiddetto programma ‘Orizzonte Fari’. “Il piano – prosegue l’esponente azzurro- non è altro che una ridicola scopiazzatura del programma già avviato dalla nostra Giunta regionale con la Conservatoria delle Coste nel 2013 (delibera n. 19/45 del 14 Maggio 2013). Anziché portarlo avanti e procedere con la pubblicazione dei bandi, gli ‘scienziati’ di villa Devoto hanno congelato tutto per quattro anni e ora lo ripresentano ma con una differenza tutt’altro che irrilevante: non sarà più la Conservatoria, e quindi la Sardegna, ma l’agenzia del demanio, ovvero lo Stato centrale, a occuparsi dei beni immobili. Anziché fare dei passi in avanti nella rivendicazione e nella gestione dei beni pubblici della Sardegna, anziché proseguire la battaglia per l’applicazione dell’articolo 14 dello Statuto, il presidente della Regione ancora una volta fa un’inversione “a U” e lascia tutto allo Stato centrale. E’ inutile che scattino foto in posa con i corsi, che si diano una parvenza indipendentista, se Pigliaru e i suoi in ogni occasione alzano la bandiera bianca, rinunciano alle prerogative della Sardegna e subiscono le scelte romane. Immaginiamo – prosegue Cappellacci- che il passaggio all’agenzia del demanio comporti anche un trasferimento dei benefici che deriveranno alla pubblica amministrazione dalla gestione dei beni sardi. Chiediamo alla Giunta regionale – ha concluso Cappellacci- che revochi la delibera e applichi quella del 2013, restituendo alla Sardegna il ruolo e la dignità che le spetta, e dica una volta per tutte cosa intende fare della Conservatoria delle Coste, il cui commissariamento sta durando tutta la Legislatura”.

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Salvamento a mare: la Giunta non abbandoni i sindaci.

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“Con la stagione estiva alle porte, è assurdo che i Comuni della Sardegna siano lasciati soli su una delicata materia come il salvamento a mare”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia. E’ assurdo – prosegue l’esponente azzurro- che i sindaci abbiano ricevuto a maggio una comunicazione sulla revoca del finanziamento, con gravi ripercussioni anche per la rendicontazione. Ancora più grave è il fatto che non sia arrivata nessuna notizia riguardo alle risorse per la stagione imminente, ma nel frattempo si chiede di assicurare il servizio per due mesi. E’ un paradosso: da un lato si chiede di intervenire, ma dall’altro non si garantiscono le risorse per poter organizzare il salvamento a mare. Chiediamo al presidente della Regione – ha concluso Cappellacci- di prendere direttamente in mano la situazione, di ascoltare la voce dei sindaci e di evitare che le spiagge sarde siano prive di un servizio fondamentale per la sicurezza dei bagnanti”.

CPR Migranti: quello di Pigliaru è un signorsì mascherato male.

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La manifestazione del 12 Maggio davanti all’ex carcere di Iglesias

“Quello di Pigliaru sul CPR migranti è un signorsì mascherato molto male”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta l’esito dell’incontro tra il presidente della Regione e il ministro Minniti. “Se già il decreto prevedeva che fosse ‘sentito’ il presidente della Regione, non si capisce quale sia la novità dell’incontro odierno. Per quanto riguarda l’ex carcere di Iglesias – prosegue Cappellacci- l’indicazione confermata anche dal prefetto Pantalone era frutto di fantasia o abbiamo sentito tutti le parole di chi ha anche parlato di ristrutturazione per dedicarlo alla funzione di centro permanente per i rimpatri? Il presidente della Regione dovrebbe opporsi alla realizzazione del centro. Non devono farlo né a Iglesias né in altri comuni della Sardegna. Deve dire basta al dirottamento in Sardegna dei flussi di migranti diretti verso altri paesi d’Europa. Le quote sono già saltate un anno fa, Pigliaru aveva promesso che avrebbe alzato la voce e invece ricomincia con le stesse bufale di prima. Nel frattempo le forze dell’ordine sono numericamente sempre le stesse e, insieme alle comunità dell’isola, sono lasciate sole da una politica ipocrita e irresponsabile. Se il presidente della Regione non ha il coraggio di dire almeno una volta ‘no’ al Governo, prenda atto della sua incapacità – ha concluso Cappellacci- e torni a fare convegni”.

Le priorità della sinistra: 2 milioni per gli “immigrati imprenditori”.

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“Due milioni di euro per ‘imprenditori immigrati’: è questa la priorità della Giunta di centro-sinistra?” Lo domanda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia-Sardegna, commentando l’aggiudicazione del bando ‘diamante’ voluto dalla giunta Pigliaru. “Rileviamo che 8 soggetti percepiranno 250 mila euro ciascuno per “accogliere circa 200 immigrati, selezionati tra 600 candidati, per guidarli a diventare imprenditori”. Il centrosinistra non tenti di buttarla sulla disputa tra buoni e cattivi o di giocarsi il jolly del razzismo perché i beneficiari diretti del bando sono enti “italianissimi” e i migranti sono solo i destinatari finali. Intorno a loro e alle ‘fabbriche dell’immigrazione’ sta fiorendo una vera e propri filiera economica: l’unico settore sostenuto in Sardegna. Nell’assoluto immobilismo su tutti i settori e in particolare in quello delle politiche attive per il lavoro, ci sono progetti come questo che invece vedono la massima dedizione della Giunta regionale. E’ evidente – ha concluso Cappellacci- che questa giunta, che ignora i settori tradizionali della nostra economia e che si limita ad attuare i compitini di paritito, non merita di stare un solo secondo alla guida della Sardegna”.

Biglietti aerei: applicare penali contro aumenti illegittimi.

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“La disciplina della continuità territoriale prevede che nel caso di riscontrata applicazione di aumenti tariffari e di sovrapprezzi non previsti per legge il vettore dovrà corrispondere alla Regione Sardegna una penale pari a 2500 euro per ciascun biglietto venduto a tariffa maggiore rispetto a quella massima prevista”. Lo ricorda Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, che interviene sulla vicenda dei biglietti venduti a prezzi maggiorati dalla compagnia Alitalia ai residenti in Sardegna. “Invitiamo la Giunta regionale – prosegue Cappellacci- a svolgere tutte le verifiche che il caso richiede e ad applicare con la massima severità le penali. Le scuse in questi casi non bastano – ha concluso l’esponente azzurro-: Alitalia percepisce contributi importanti per assicurare la continuità territoriale e non accettiamo scherzi di cattivo gusto sul diritto alla mobilità dei sardi”.

Il centro-sinistra di compatta sul piano di smantellamento della Sanità? Allora mandiamolo, bello compatto, a casa.

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“Mentre la Giunta straparla e si fa l’applauso da sola, la Sanità sarda è nel caos: la radioterapia di Nuoro è ferma, con un danno gravissimo ai pazienti, mancano le risorse per consentire alle associazioni di volontariato di operare insieme al 118 in regime di convenzione e non di proroghe ‘a babbu mortu’, a Sassari gli scaffali dei farmaci sono sempre più vuoti”. Lo ha dichiarato Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commentando il “disastro causato dalle finte riforme del rettorato magico di Pigliaru”. “Manca sempre un atto, una delibera, una determinazione, ma i comunicati stampa autocelebrativi non mancano mai. Suona come una beffa – prosegue l’esponente azzurro- rileggere a distanza di un anno le parole del presidente della Regione in occasione del taglio del nastro per la Radioterapia al San Francesco di Nuoro. Nei modelli dei manager ‘super’, ma solo nei compensi, c’è di tutto ma si sono dimenticati della Sardegna, dei pazienti, dei farmaci, delle apparecchiature, dei medici, degli altri operatori e perfino delle garze. Hanno propinato all’opinione pubblica una finta riforma e poi non hanno pensato che nel frattempo esistono rapporti giuridici, bandi, azioni amministrative da portare avanti e che il mondo non si ferma mentre loro pensano ai massimi sistemi. La maggioranza si è compattata intorno a questo modello di devastazione? Allora –ha concluso Cappellacci- è giusto che in maniera compatta torni subito a casa”.

Sanità: Moirano commissaria il centro-sinistra. Procedono al contrario e provocano il caos.

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“Anziché approvare la rete di emergenza e urgenza, poi la rete ospedaliera e infine adottare gli atti aziendali si procede alla rovescia e si provoca il caos”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore di Forza Italia commenta l’iter deciso dalla maggioranza sul tema della Sanità. “Moirano ha commissariato la Giunta regionale e la maggioranza, senza nessuna eccezione, si compatta su una linea che consente di passare alla vie di fatto con tagli indiscriminati, che non tengono conto della specificità dei territori, che lasciano sguarnite le comunità senza neppure prevedere collegamenti con i presidi più vicini. Insomma, si tenta di dare un’immagine di efficienza e decisionismo, ma dietro l’etichetta posticcia della ASL unica c’è solo un mostro burocratico, incapace di garantire perfino l’ordinaria amministrazione. Sono ormai quotidiane le cronache, perfino sui media nazionali, che riferiscono della mancanza di  farmaci, protesi, personale per inefficienze causate dalla politica. A queste si sommano quelle del bando dell’elisoccorso finito sotto la lente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, della mancata convenzione con le associazioni di volontariato e dei ritardi nel piano di potenziamento estivi. Insomma – ha concluso Cappellacci- l’unica direzione verso cui l’assessore e il presidente della Regione possono procedere spediti è la via di casa”.  

Migranti: Algeria-Sardegna è l’unica continuità territoriale realizzata da Pigliaru & C.

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“E’ l’unica continuità territoriale dell’era Pigliaru-Renzi-Gentiloni”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, commenta l’ennesimo sbarco di algerini in Sardegna. “La linea Algeria-Sardegna -prosegue l’esponente azzurro- funziona ormai tutto l’anno. La nostra isola è diventata ormai la nuova destinazione delle rotte dei migranti provenienti dall’Algeria e, se non vengono scelti paesi più vicini, è per la precisa responsabilità di un Governo e di una Giunta regionale che praticano un’accoglienza senza criteri e senza controlli che ormai è una minaccia per la nostra comunità. Abbiamo proposto mozioni, interrogazioni, abbiamo provato in tutti i modi di svegliare un presidente che sa solo assecondare i piani scellerati dei suoi referenti romani. C’è solo una soluzione – ha concluso Cappellacci-: mandare a casa Pigliaru e la sua coalizione che fa di tutto fuorché rappresentare gli interessi della Sardegna”.

La Maddalena, Cappellacci(FI): “La giunta ascolti il sindaco e la comunità”.

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“E’ inaccettabile che i sindaci della Sardegna e i cittadini siano costretti a forme di protesta clamorose per tutelare il proprio diritto alla Salute”. Così Ugo Cappellacci, coordinatore regionale di Forza Italia, interviene sulla paventata soppressione del reparto Pediatria dell’ospedale “Paolo Merlo” di La Maddalena. “Mentre blaterano di riforme – sottolinea il forzista- Pigliaru e soci hanno provocato il caos nella Sanità sarda, offrendo meno servizi a costi maggiori. In nome di finte razionalizzazioni – prosegue l’esponente azzurro- si compiono tagli indiscriminati, ignorando le specificità dei territori e perfino quella delle isole, come La Maddalena. Prima di perseverare diabolicamente, ascoltino la voce del sindaco Montella e quella degli altri primi cittadini impegnati per difendere i diritti della loro comunità. Non si può amministrare la sanità sarda – ha concluso Cappellacci- senza condividere le scelte con i territori e senza neppure aver dato uno sguardo alla carta geografica”.

Ricominciamo dai nostri valori e dalla comunità.

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Vi sembra normale che per appendere un crocifisso al muro ci si debba difendere davanti ad un giudice? La recente sentenza del TAR, che ha sancito il valore pubblico di un simbolo che va oltre la cristianità,  rappresenta una luce che squarcia il buio morale e ideale in cui viviamo, ma è anche il sintomo che quel quotidiano di valori, di emozioni, di tradizioni che fa parte della vita di ciascuno oggi è privo di punti di riferimento perché la politica ha abdicato al proprio ruolo. Quel “patrimonio dell’umanità” costituito da una famiglia seduta intorno ad una tavola imbandita, da un genitore che controlla una pagella, dalla maestra che educa i nostri figli, da un medico che cura il paziente, da un nonno che aiuta i nipoti a laurearsi, dalla foto della prima Comunione, oggi è privo di tutori, viene osteggiato e quasi espulso dalla vita pubblica della comunità per essere confinato alla sfera privata.  Insieme a quel crocifisso qualcuno vorrebbe spedire nel sottoscala anche la nostra identità, le storia di vita di ciascuno di noi, le piccole e grandi cose in cui ci riconosciamo. E questo non solo per il malgoverno della maggioranza di turno, ma anche perché spesso le forze moderate hanno timidamente interpretato il proprio ruolo, hanno ceduto al politicamente corretto, al timore di esporsi, di predicare idee “fuori moda” oppure sono state distratte dai personalismi. I valori dei moderati non sono tramontati, sono diffusi nella comunità, sono attuali e rappresentano oggi la via d’uscita da una crisi che non è solo economica,  ma è ideale, di valori culturale. Sono l’antidoto a quei “peccati che gridano verso il cielo”, come l’invidia, l’ira, l’accidia, e a tutte le altre forze disgregatrici della nostra vita sociale. Per uscire dalla macerie e ricostruire la nostra isola occorre ricomporre un fronte moderato che riparta anzitutto dai questi valori: la vita, la libertà, la famiglia, l’impresa e il lavoro. L’area che per semplificare viene definita di “centro-destra” non è solo la somma dei voti di partito, ma ha ragioni più profonde per ritrovarsi unita: la condivisione di principi che prevalgono sulle strategie politiche e dinanzi ai quali anche i personalismi non hanno ragione di esistere. Su queste basi solide, sulla nostra capacità di essere “interpreti del quotidiano” può nascere una alleanza ed una proposta programmatica che possa tradurre questi valori in azioni, con la forza di un rinnovato senso di appartenenza e di lealtà. Se sapremo portare in politica lo spirito del genitore, del medico, dell’imprenditore, del maestro elementare, restituiremo un punto di riferimento alla nostra comunità. E’ così che si può riavvicinare la politica a ciò che accade ogni giorno fuori dalle quattro mura del palazzo. La nostra sfida è alta e non si risolve nel semplice appostamento in attesa di un passo falso della maggioranza o che questo o quel partitino si sfili per far mancare alla giunta oltre alle idee anche i numeri. Se sapremo ritrovarci sui valori  e aprirci al contributo di idee, di passione politica, di tensione morale e ideale delle nuove generazioni  delle categorie, non sarà difficile tradurre principi condivisi in azioni politiche, superare i personalismi che troppo spesso ci hanno diviso. La vera rivoluzione oggi è restituire alla nostra tradizione popolare e nazionale, al nostro modo di vivere, ai nostri costumi la centralità che meritano nell’azione politica. Il vero cambiamento è quello di restituire ai nostri figli e nipoti le “certezze” che abbiamo ereditato dai nostri padri e dai nostri nonni. Su queste basi si può costruire un’alleanza di forze politiche che sia fondata non sull’attesa del gioco dell’alternanza al governo, ma sulla volontà di riportare nelle Istituzioni non più le cosiddette “agende” dei burocrati della politica, ma le speranze, le preoccupazioni, le aspirazioni di chi è genitore, studente, imprenditore, professionista, pastore. Ecco perché la competizione va oltre il “duello” con i nostri avversari va a suon di uffici elettorali, staff ed esperti di comunicazione. Questa è la sfida del nostro tempo. A noi spetta il coraggio e la generosità di raccoglierla, di riaccendere la fiaccola della speranza per consegnarla alle future generazioni.

*Intervento pubblicato su “La Nuova Sardegna” del 12 Giugno 2017.

 

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